*_©Angelo Antonio Messina
È con grande piacere e altrettanta curiosità che si accoglie il ritorno di Herbert Ballerina sul palcoscenico del Teatro Manzoni, un artista che negli ultimi anni ha saputo trasformare la comicità in un’esperienza emotiva, intima e profondamente coinvolgente. "Come una catapulta", lo spettacolo che ha riscosso un successo clamoroso nella passata stagione e che ha costretto il pubblico a richiederne la replica, si conferma un appuntamento imprescindibile per chiunque ami il teatro capace di mescolare ironia, cultura popolare e riflessioni esistenziali in modo originale e brillante.
La scelta del titolo è già, di per sé, un invito a immergersi in un vortice di pensieri e immagini: “Come una catapulta” evoca l’idea di un lancio improvviso, potente, che proietta lo spettatore dentro un universo teatrale fatto di sorprese e colpi di scena. Ma non si tratta solo di una metafora fisica; è un lancio nell’aria rarefatta dell’assurdo, della quotidianità raccontata con occhio disincantato e affettuoso, che Herbert padroneggia con rara maestria.

L’allestimento è semplice ma evocativo: scatoloni di ogni dimensione disseminati sul palco diventano simboli di traslochi, cambiamenti, spostamenti che sono anche metafore di spostamenti interiori. Il busto di Fred Bongusto, immancabile compagno surrealista, diventa un complicato punto di riferimento, un faro ironico nella narrazione caleidoscopica che Herbert propone. In questo scenario volutamente disordinato, gli oggetti e i segni apparentemente casuali si caricano di significati nascosti, invitando il pubblico a scavare oltre la superficie delle battute.
Il cuore dello spettacolo è però la voce di Herbert, che con il suo stile dimesso ma tagliente svela un mondo in cui l’assurdo è la realtà più vera. Tra le mille (e una) cose di cui parla – a ruota libera, come in un flusso di coscienza comico – vengono affrontati temi insoliti e divertenti, ma mai banali. Tra questi, spicca la difesa appassionata del Molise, una regione spesso dimenticata o oggetto di battute superficiali, che Herbert riscopre con tenerezza, riconsegnandole dignità e identità. È un gesto culturale e storico, un invito a considerare con rispetto e amore tutte le parti d’Italia, non solo quelle più celebri.
Il racconto prosegue con una serie di digressioni surreali eppure stranamente familiari: i tatuaggi di coppia che diventano simboli di promesse e fragilità, i traslochi intesi come momenti di trasformazione esistenziale, i riflettori e le "riflessioni" che confondono luce e pensiero, gli architetti definiti “satanici” in una battuta che rimanda all’arte e al design contemporaneo con acume satirico. Non mancano poi figure “allucina(n)ti” come medici e psicologi, ritratti con un misto di ironia e empatia, che restituiscono lo spaesamento e l’incertezza del vivere moderno.

Tra le presenze affettuosamente criticate nello spettacolo ci sono anche gli amici pelosetti, cioè gli animali domestici, che Herbert celebra con quella sensibilità che fa sorridere e commuovere allo stesso tempo. La sua abilità è proprio questa: creare un mosaico di assurdità ordinarie che risultano, invece, estremamente realistiche, riconoscibili e vicine al cuore di ciascuno.
Un elemento particolarmente riuscito è la capacità di Herbert di intrecciare riferimenti culturali e popolari senza mai cadere nell’autocompiacimento. Figure come Michael Jordan, Elon Musk, Will Smith e Pablo Picasso emergono dal flusso narrativo come icone moderne reinterpretate con piglio parodico ma anche rispettoso, capaci di stimolare una riflessione sottile sulla fama, il talento e l’umanità dietro il mito. Il confronto con personaggi così diversi riflette la natura caleidoscopica dello spettacolo, che attraversa ambiti e generi con scioltezza e freschezza.
L’effetto complessivo è uno spettacolo che, pur nella sua leggerezza apparente, ha un forte impatto emotivo e culturale. Herbert Ballerina riesce a regalare risate sincere dall’inizio alla fine, ma anche momenti di languida malinconia e introspezione, dando vita a uno spettacolo decisamente unico nel panorama teatrale italiano contemporaneo. La commistione di humor, sentimento e critica sottile fa di "Come una catapulta" un evento emozionante, capace di coinvolgere un pubblico eterogeneo, dalle nuove generazioni agli amanti del teatro più tradizionale.
Assistere al ritorno di Herbert Ballerina al Teatro Manzoni con "Come una catapulta" significa lasciarsi trasportare in un mondo in cui il nonsense è la chiave per comprendere meglio la realtà. È un invito ad abbandonare le certezze e l’ordine apparente per immergersi in un flusso creativo e liberatorio che sa parlare al cuore con ironia e delicatezza. Se desiderate essere catapultati nell’orbita del sano divertimento e dell’esilarante assurdo, questo spettacolo è senza dubbio quello giusto per voi: un’esperienza teatrale indimenticabile, tutta da vivere e, soprattutto, da ridere.
23 e 24 maggio 2026
sabato ore 20,45 - domenica ore 15,30
Vera Produzione
presenta
HERBERT BALLERINA
COME UNA CATAPULTA
BIGLIETTI
Prestige € 31,00 - Poltronissima € 27,00 - Poltrona € 20,00 - Poltronissima under 26 anni € 19,00
Per acquisto:
biglietteria del Teatro
online https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=3663010
telefonicamente 027636901
circuito Ticketone
Teatro Manzoni
Via Manzoni 42 - 20121 Milano
Tel. 02 7636901
Fax 02 76005471
*_©Angelo Antonio Messina

