Esteri

Ad oggi, secondo Israele, Washington è in grado di effettuare contro Teheran solo un'azione militare limitata

Israele ritiene che gli Stati Uniti sarebbero in grado di sostenere non più di quattro o cinque giorni di bombardamenti intensivi contro l'Iran. La stima arriva nonostante l'imminente arrivo nella regione di una seconda portaerei americana, la USS Gerald R. Ford. Secondo la valutazione, qualora l'amministrazione Trump optasse per un'operazione limitata, questa potrebbe estendersi fino a una settimana, al massimo.

Il quadro, riportato dal Financial Times sulla base di un'analisi dell'intelligence israeliana, coincide con le valutazioni del capo di stato maggiore delle forze armate statunitensi, il generale Dan Caine. In incontri riservati con Trump e altri alti funzionari, il generale avrebbe spiegato che l'attuale dispiegamento di forze nella regione consentirebbe un attacco di portata piccola o media.

Caine avrebbe però messo in guardia dai rischi significativi per il personale americano nell'area e segnalato il progressivo esaurimento delle scorte di munizioni, anche alla luce dei consistenti aiuti militari forniti a Ucraina e Israele. Secondo le stesse fonti, un'operazione contro l'Iran sarebbe molto più complessa rispetto a quella condotta il mese scorso contro il presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Nel corso di riunioni recenti, tra cui un vertice tenutosi mercoledì nella Situation Room della Casa Bianca, il generale Caine avrebbe illustrato nel dettaglio le capacità operative delle forze armate, evitando tuttavia di esprimere una posizione politica.

Sul fronte diplomatico, Washington e Teheran tenteranno un nuovo round di colloqui a Ginevra giovedì, nel tentativo di scongiurare un'escalation. “Sono io a prendere la decisione”, ha dichiarato Trump. “Preferisco raggiungere un accordo piuttosto che non farlo, ma se non ci sarà un'intesa, sarà una giornata molto dura per quel Paese”.

Secondo il The New York Times, pur in assenza di decisioni definitive, il presidente sarebbe orientato verso un'azione preventiva nei prossimi giorni, con l'obiettivo di costringere la leadership iraniana a rinunciare alla capacità di produrre armi nucleari.

Tra i possibili obiettivi allo studio figurano il quartier generale dei Guardiani della Rivoluzione, le infrastrutture nucleari e il programma missilistico balistico iraniano.

Trump avrebbe inoltre chiarito ai suoi consiglieri che, qualora un primo intervento non producesse i risultati sperati, resterebbe sul tavolo l'ipotesi di un'ulteriore operazione militare entro la fine dell'anno, con l'obiettivo di favorire la caduta della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei.

Autore Antonio Gui
Categoria Esteri
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