“Giuro sul bene che ti voglio” di Ginevra Savorani si offre al pubblico come il limpido affresco di una giornata tipo, un frammento di ordinaria esistenza che trova la sua più nobile e preziosa cornice negli affetti più profondi. «È una dedica alle molteplici sfaccettature della vita - rivela l’autrice di Firenze -, alle persone a cui voglio bene e ai lettori, che spero possano ritrovarsi in questi semplici versi». La raccolta - pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore e disponibile anche nella versione e-book - trasforma la normalità dei giorni in un’intima promessa letteraria, celebrando il valore assoluto dei legami e la forza della resilienza umana. «È ciò che mia madre ha sempre cercato di insegnarmi: la bellezza spesso si nasconde nelle cose più semplici. Per questo anche una semplice colazione può trasformarsi in poesia».

Nelle liriche, singoli istanti si cristallizzano in parole capaci di oscillare tra l’assoluta leggerezza e una profonda intensità emotiva. Il passato e il presente si fondono armoniosamente in una trama di fili luminosi, strutturando ogni componimento come un esplicito e delicato invito a rallentare il passo. La poesia della Savorani esorta il lettore a porsi in ascolto e a contemplare la realtà circostante con una sensibilità rinnovata, tesa alla costante ricerca della verità, della bellezza e di quel senso di autentico stupore che la frenesia moderna rischia spesso di oscurare. «Ne nasce una raccolta attraversata da una visione esistenziale ben riconoscibile - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore -, fondata sull’amore come principio ordinatore della vita, sulla memoria come radice dell’identità e sulla fragilità come condizione da abitare».

Per la poetessa, il vero segreto risiede nella capacità di catturare e dare valore ai minimi dettagli della quotidianità. Sebbene la ricerca dell’essenziale avvenga in modo quasi spontaneo e naturale, la reale complessità si manifesta nella scelta di esporsi al lettore senza filtri, diventando - afferma Ginevra - “poeticamente nudi”. «Credo che questo richieda una maturità emotiva che spero di raggiungere sempre di più, giorno dopo giorno». La sua genesi creativa risponde a un’urgenza interiore spontanea: «In alcuni momenti è come se la penna mi conoscesse, è come se fosse il tramite tra il mio animo e il foglio bianco. Questo mi porta a essere più leggera, più libera proprio come uno sportivo dopo una corsa. Altre volte, invece, voglio fermare come una fotografia un mio ricordo, una mia emozione o un mio pensiero».  

Nell’opera - esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore - i versi sono pervasi da un’incrollabile e profonda fiducia nel domani, inteso come un costante, fluido e salvifico divenire. «Al lettore - conclude l’autrice - vorrei trasmettere l’importanza di amare, di costruire ricordi, di accettare e affrontare le difficoltà, cercando sempre di trovare dentro di sé la forza di un leone».