La Camera, con 201 voti favorevoli e 117 contrari, questo martedì, ha approvato la questione di fiducia posta dal Governo sul disegno di legge di conversione del decreto 11 aprile 2025, n. 48, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario (C. 2355).

Il decreto è suddiviso in sei capi, per un totale di 39 articoli, che trattano diverse tematiche:

Capo I (Articoli 1-9): Disposizioni per la prevenzione e il contrasto del terrorismo e della criminalità organizzata, nonché in materia di beni sequestrati e confiscati e di controlli di polizia.

Capo II (Articoli 10-18): Disposizioni in materia di sicurezza urbana.

Capo III (Articoli 19-32): Misure in materia di tutela del personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché degli organismi di cui alla legge 3 agosto 2007, n. 124.

Capo IV (Articolo 33): Disposizioni in materia di vittime dell'usura.

Capo V (Articoli 34-37): Norme sull'ordinamento penitenziario.

Capo VI (Articoli 38-39): Disposizioni finali.

Perché è ridicolo?

Ce lo dimostra l'articolo 11 che prevede modifiche al codice penale e al codice di procedura penale in materia di circostanze aggravanti comuni e di truffa nel caso in cui il reato sia commesso " all'interno  o  nelle  immediate  adiacenze  delle  stazioni ferroviarie e delle metropolitane o all'interno dei convogli  adibiti al trasporto di passeggeri".

È uno scherzo? No c'è scritto realmente questo!

Perché è pericoloso? 

Perché in relazione all'impedimento della libera circolazione su strada il decreto chiede per chi sia ritenuto colpevole "la reclusione fino a  un  mese  o  la
multa fino a 300 euro", mentre "la  pena  è della reclusione da sei mesi a due anni se il fatto  è  commesso  da più persone riunite". 

Naturalmente, una norma del genere è pensata per vietare qualsiasi tipo di manifestazione di dissenso perché, automaticamente, sarà considerato un criminale. Ovviamente ciò dipenderà da chi sarà il manifestante. Infatti, se a protestare saranno gli studenti, va da sé che questi verranno classificati come delinquenti. Se invece saranno i contadini di Lollobrigida, allora si potrà esser certi che non saranno considerati punibili.

Poi c'è l'articolo 31 con le disposizioni per il potenziamento dell'attività di informazione per la sicurezza che può configurare le premesse per in colpo di Stato!

In pratica, una legge ridicola e liberticida, come sostenuto persino dall'Unione delle Camere Penali:

"Decreto sicurezza: inutile introduzione di nuove ipotesi di reato, molteplici sproporzionati e ingiustificati aumenti di pena, introduzione di aggravanti prive di alcun fondamento razionale, sostanziale criminalizzazione della marginalità e del dissenso, introduzione di nuove ostatività per l’applicazione di misure alternative alla detenzione, consequenziale aumento della popolazione carceraria, ulteriore aggravio del fenomeno del sovraffollamento, insufficienza degli interventi per ridurre sia il sovraffollamento carcerario in crescita progressiva sia il tragico fenomeno dei suicidi in carcere che ha raggiunto il numero record nel 2024. L’Unione delibera l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 5, 6 e 7 maggio 2025. La delibera di astensione".

E che cosa ne pensano le opposiniin Parlamento? Questo...

"La fiducia sul Decreto Sicurezza - afferma il deputato di Più Europa Riccardo Magi - non è solo autoritarismo strisciante. È un’aggressione dichiarata alle libertà fondamentali dei cittadini, alla Costituzione, al ruolo del Parlamento. È il modello Orban che si installa in Italia, colpo dopo colpo, con ogni fiducia imposta e ogni voce critica silenziata.L’ottantanovestimo voto di fiducia in meno di tre anni. Un decreto sicurezza trasformato all’ultimo da disegno di legge, bypassando ogni confronto parlamentare, calpestando il principio di necessità e urgenza.Un testo carico di norme penali liberticide, nuove aggravanti inventate ad hoc, e un attacco frontale al diritto di manifestare: è questa la direzione che Giorgia Meloni e il suo governo hanno scelto.Non possiamo restare in silenzio mentre la nostra democrazia viene erosa giorno dopo giorno. Questa non è sicurezza, è repressione. E noi non abbiamo intenzione di fare un solo passo indietro.Perché il Dl Sicurezza è una legge di M."