Con il singolo “Chocosexual”, i Niente da fare esplorano il rapporto tra identità e società, utilizzando un linguaggio musicale diretto e immagini forti per raccontare paure moderne e ribaltarle in una visione più libera e consapevole.

Il titolo stesso “Chocosexual” è un cortocircuito semantico: quanto vi diverte creare confusione per far riflettere?
In questo album abbiamo esplorato molto questo tipo di cortocircuito, portandolo a volte all'estremo, ma non è il nostro obiettivo principale. Trattandosi di un concept album, la nostra priorità è stata quella di creare una forte continuità narrativa e tematica tra i brani.
Nel testo passate da paure concrete a paure sociali: è un modo per dire che alla fine sono tutte sullo stesso piano?
Certamente. Per noi non esistono paure di serie A o di serie B; ogni timore, sia esso intimo o collettivo, ha la stessa urgenza e lo stesso peso. E questo è dimostrato anche dal fatto che queste fobie sono tutte classificate nella categoria dei disturbi di ansia generalizzata dall’OMS.
La vostra musica ha sempre un impatto diretto e riconoscibile: quanto è importante per voi mantenere questa identità nel tempo?
In realtà non crediamo che la nostra identità sia legata a un unico impatto standard. Ci consideriamo un gruppo poliedrico, che ama sperimentare e muoversi attraverso stili diversi, cercando sempre un filo conduttore che unisca le varie sfumature della nostra musica.
Guardando al futuro, quali sono le vostre ambizioni come band dopo questo singolo?
Il nostro obiettivo principale è continuare a suonare dal vivo e far arrivare la nostra musica a un pubblico sempre più ampio. Attualmente stiamo già iniziando a gettare le basi per un nuovo progetto, ma per ora preferiamo non anticipare nulla.
https://open.spotify.com/intl-it/artist/1dUzXfGFP4olHyqumwDQsk

