Economia

Forse il nucleare non serve

TERNA pubblica mensilmente un rapporto che documenta con molti dati e percentuali la situazione della produzione di energia elettrica in Italia nel tempo e  per le varie fonti disponibili.

Si possono estrarre informazioni affidabili ed elaborarle anche in forma diversa da quella presentata con l’obiettivo di fare valutazioni di breve e medio periodo sui possibili cambiamenti.

I dati riportati sono gli stessi del report ma espressi  in Tera Watt ora (= GWh / 1000) e arrotondati.Sono di più facile lettura e l’arrotondamento dei decimali non influisce sulle valutazioni  fatte.

È interessante il  primo grafico relativo ai dieci anni trascorsi  dal 2015 al 2024 e contenente:

- La produzione di energia elettrica totale che ,diminuita delle perdite di rete (variabili dal 10 al 2% in funzione della tensione di consegna ), è quanto viene consumato da tutte le utenze connesse alla rete.

- La suddivisione del totale su tre modalità di generazione distinte in

  •   Termiche che usano  gas naturale , carbone e biomasse  con le relative emissioni verso l’ambiente.
  •   FER  che usano acqua, sole , vento , calore della terra  senza emissioni verso l’ambiente
  •  Saldo da estero ipotizzabili  nucleari o idrauliche e quindi non emissive

Le considerazioni fattibili sia esaminando la grafica sia entrando nel merito dei numeri sono: 

- La sostanziale costanza dei consumi totali con piccole variazioni rispetto alla media di 315 TWh / anno. Lo scostamento nel 2020 deriva dai divieti del periodo pandemico che , pur essendo stati importanti, hanno influito poco ( -4%). Nel totale si combinano riduzioni dei consumi per:

  • Diminuzione e invecchiamento della popolazione 
  • Recessione industriale in corso nei settori più energivori
  • Miglioramento della classe energetica delle utenze (illuminazione , elettrodomestici) e risparmio energetico incentivato dal caro bollette
  • Minori perdite di rete quando il punto di utenza coincide con quello di produzione 

e aumenti per:

  • Uso dell’energia elettrica nelle pompe di calore installate in sostituzione degli impianti tradizionali a gas
  • Crescita delle temperature estive con maggiori necessità di raffrescamento 
  • Transizione nella trazione automotive verso il 100% elettrico.

La ricerca del valore di questi "+ e –" non è importante perché’è molto chiaro il risultato finale di non crescita del totale e , visto l’andamento generale del paese, è prevedibile si conservi anche per il  breve e medio periodo.

- Una progressiva diminuzione delle Termiche negli ultimi anni superata dalla crescita delle FER e dell’importazione dall’estero con un netto miglioramento delle emissioni ambientali. Questi trend sono altrettanto chiari e destinati a confermare la loro tendenza nel futuro.

- Non visibile dal grafico ma ricavabile da altri dati TERNA negli anni trascorsi è avvenuta la

  •  Riduzione dell’uso del carbone (2022: 20,8 TWh /  2024:3,5 TWh)
  •   Stabilizzazione della produzione da biomasse (circa 18 TWh /anno) che dovrà restare o forse aumentare in futuro per le crescenti necessità di smaltimento dei rifiuti

 Il secondo grafico rappresenta l’andamento mensile di un anno tipo recente  costruito sui dati disponibili dal 1/10/24 al 30/9/25 contenente quindi un intera estate  e un intero  inverno.

Si vede bene:

- Il massimo della domanda collocato nel periodo estivo dove le FER in continuo aumento del solare vanno nella direzione giusta.

- La debolezza delle FER nei mesi invernali superata dalle Termiche che per la loro flessibilità e velocità di risposta ai transitori garantiscono la soddisfazione del fabbisogno in tutti i mesi anche con variazioni importanti del loro utilizzo (da 14,7 a 8,9 TWh/mese  )

Le termiche inoltre hanno un esubero di potenza disponibile (rispetto al teorico di 43 TWh derivante dall’uso al massimo carico per un mese di 30 gg dei  60 GW disponibili la produzione massima rilevata e’stata di 14,7 TWh = 33% di utilizzo) che presenta ampi margini per far fronte ad eventuali diminuzioni delle FER o dell’Estero.

Arrivati a questo punto si innesta il ragionamento sulla scelta Nucleare dove tutte le valutazioni fatte sopra vanno nella direzione opposta:

- La non crescita della domanda non giustifica la costruzione di potenza aggiuntiva visto anche l’esubero esistente

- La soluzione della microgenerazione con il supporto delle Termiche funziona è di installazione facile e veloce. Per il Nucleare oggi ci sono difficoltà di vario genere per ripartire e, dopo aver ottenuto tutti i consensi compreso quello referendario, occorre prevedere i tempi di progettazione, approvvigionamento e costruzione.  Una stima di 10 anni per arrivare ad avere l’energia ai morsetti oltre ad essere realistica è in linea con i tempi  medi di realizzazione di grandi investimenti.

- Nel lungo termine la situazione attuale potrà evolvere verso un ulteriore aumento delle FER ( nell’eolico e nell’idraulico si può fare ancora molto) rendendo ancora più basso il carico di base " disponibile ". Le Nucleari sono progettate ed economicamente accettabili solo se funzionano al massimo della loro potenza  nominale per 365 giorni/anno  H24 e quindi poche si troveranno in questa condizione di utilizzo.

 A completamento ,ma non ultimo come importanza, la ricerca e lo sviluppo dei sistemi di cattura della CO2 potrebbero renderli disponibili per l’uso industriale  rendendo le Termiche sempre meno emissive e quindi eco- accettabili come le altre forme di generazione.

In conclusione, quindi oggi conviene continuare sul percorso tracciato dove qualche risultato è stato raggiunto e si può migliorare  ancora evitando il rischio di un “ cambio di idee in corso d’opera “ come già accaduto  nel passato con conseguenze economiche devastanti.

Autore Edoardo bruno
Categoria Economia
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