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Regionali Puglia, Masselli: «Serve un Patto per la Capitanata». E su Decaro: «Il suo ‘Antò, mena!’ dice tutto»

«Un foggiano che esulti per la candidatura di Antonio Decaro penso sia un gran masochista. E’ marcatamente barese, già sindaco di Bari e, al pari dei suoi otto predecessori conterranei, continuerà a fare prevalentemente gli interessi della sua terra. Con l’espressione dialettale “Antò, mena!” (“Antonio, muoviti!”), ha parlato ai baresi. Mi sembra più un candidato alla presidenza della sua provincia che della regione Puglia, i cui dialetti sono tanti e molto diversi dal suo». 

Così l’apricenese Alfonso Masselli (in foto), l’ideatore del noto format di idee innovative “Tu Conti di Più” nonché, dallo scorso anno, stretto collaboratore del Sindaco di Apricena, Antonio Potenza

Masselli, lo scorso luglio, lei ha scritto una lettera aperta ad Antonio Decaro, pubblicata da varie testate online, persino da una di Cosenza. Le ha risposto?

«Macché, nessuna risposta. L’ho anche taggato su facebook, caso mai al suo ufficio stampa fosse sfuggita la mia lettera». 

Cosa gli aveva scritto?

«Tantissime cose. In particolare, se non trovasse giusto che questa volta, dopo 55 anni di regione Puglia a trazione prevalentemente barese, la presidenza andasse ad un foggiano, visto che, anche nel suo partito, ci sarebbe qualcuno addirittura con più esperienza di lui a livello di amministrazione regionale.

Per chi non lo sapesse, i baresi hanno occupato la presidenza della nostra regione per ben 37 anni (con Liuzzi, Rotolo, Colasanto, Copertino, Savino, Distaso, Vendola ed Emiliano, gli ultimi due per due mandati consecutivi). I leccesi per 13 anni (con Quarta, Fitto padre e Fitto figlio). I brindisini per un anno (con Martellotta). I tarantini per 4 mesi (con Manfredi e Convertino). La Bat per 3 mesi (con Borgia)».

E i foggiani?

«Per zero giorni. E ciò spiega anche l’evidente divario che nei decenni si è accumulato tra la Capitanata e i territori del barese e del salento, questi ultimi oggettivamente più progrediti e con più infrastrutture, avendo avuto il privilegio di avere, quale presidente del governo regionale, un loro esponente per più e più volte».

Persino un siciliano (Bellomo, originario di Caltanisetta) è stato presidente, per due anni, della Regione Puglia. Ma mai un foggiano. 

Penso che possa bastare e che debba finalmente prevalere la ragione critica sugli schemi delle coalizioni, dei partiti, delle bandiere e delle poltrone».

Quindi?

«La provincia di Foggia (estesa per oltre 7000 km quadrati, la più grande delle province pugliesi e la terza in Italia) non può più vivacchiare sperando, ancora una volta, in tempi migliori. Grazie a chi ha retto la Puglia negli scorsi decenni, la Capitanata è oggi il nord geografico più povero d’Italia. Nonostante il Tavoliere (la seconda pianura più grande d’Italia), il meraviglioso Gargano con le incantevoli Isole Tremiti, l’importante porto di Manfredonia (la cui flotta peschereccia è la seconda in Italia per numero di imbarcazioni ed è la quinta nella classifica di stazza lorda), i suggestivi laghi di Lesina e Varano, il bacino estrattivo di Apricena (il secondo d’Italia, dopo quello di Carrara). A San Giovanni Rotondo abbiamo anche un Santo famoso in tutto il mondo ed uno degli ospedali più all’avanguardia d’Italia». 

Cosa occorrerebbe?

«Un Patto per il rilancio della Capitanata. Ora o mai più. Delle solite promesse elettorali dei baresi non sappiamo più cosa farcene».

Una lista autonoma?  

«Chissà! Quel che è certo è che questa volta noi foggiani non porteremo l’acqua all’altrui mulino» conclude Masselli accennando un sorriso. 

Autore universalnews
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