Esteri

Il 31 agosto salperà dalla Spagna la più grande flotta di navi per rompere l’assedio di Gaza

Secondo quanto riportano le agenzie di stampa, sulla base di Ynet, in un videomessaggio, Greta Thunberg e altri attivisti hanno dichiarato: “Stiamo salpando di nuovo per rompere l’assedio, e questa volta salperemo con decine di imbarcazioni e mobilitazioni coordinate da 44 Paesi in tutto il mondo“.

«Sarà un messaggio al mondo intero, un promemoria che i palestinesi a Gaza e in tutta la Palestina non sono soli, e che i popoli non resteranno in silenzio», hanno dichiarato gli attivisti della Global Freedom Flotilla. 

Gli attivisti già avevano provato a raggiungere Gaza senza successo

A giugno scorso, tre iniziative pacifiche hanno cercato di rompere l’assedio israeliano in Palestina, grazie a migliaia attivisti e volontari. La Freedom Flotilla, infatti ha navigato verso gaza, mentre la Global March to Gaza e il Sumud Convoy via terra. Tentativi non riusciti, purtroppo. Nel primo caso, l’esercito israeliano ha sequestrato l’equipaggio che portava aiuti a Gaza, rimpatriandolo dopo diversi giorni di carcere. Molti giornalai questo aspettavano, per attaccare gli attivisti, i pacifisti e gli ambientalisti; insomma tutta gente scomoda per i loro padroni.

Un paio d’anni fa, Greta Thunberg, è stata esclusa dalle aule scolastiche israeliane e dalla tv: l’annuncio arrivò direttamente dal ministero dell’Istruzione israeliano, il quale annunciò l’intenzione di rimuovere ogni riferimento all’attivista svedese dopo un post con un cartello anti-israeliano con la scritta “stare con Gaza“.  Anche in Italia non viviamo una felice stagione per la libertà di stampa e di opinione. 

Anzi, molti mass media, giornalisti e programmi tv gridano all'allarmismo climatico come a qualcosa da arginare. Cosa faremmo senza petrolio? Magari meno guerre!

La flotta di navi per Gaza: Quale potrebbe essere la reazione di Israele?

Questa volta gli occhi del mondo intero sono puntati sulla spedizione di navi enorme e senza precedenti. La stampa sta dando poco risalto a questa notizia, per ovvie ragioni. 

La reazione dello Stato genocida non dovrebbe, non può essere violenta, perché potrebbe scatenare un’indignazione della società civile internazionale — ad esempio con un rilancio del boicottaggio — seguita magari da qualche timido segnale dei nostri governanti? Chi lo può dire? Staremo a guardare, con occhi e orecchi bene aperti, e soprattutto con la mente e con il cuore aperti, da sempre contro ogni forma di guerra e di violenza.

Dittatori e governanti hanno potere, così sembra, ma spesso, come la storia ci insegna l'opinione pubblica, la mobilitazione generale possono fare la differenza. Non è vero che non conta cosa milioni di persone vogliono e pensano. 

Lifestyleslow seguirà la spedizione con aggiornamenti e notizie a partire dal 31 agosto 2025. 

Autore Giovanna Angelino
Categoria Esteri
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