Crolla in parte la Torre dei Conti, in centro a Roma
A Roma, si è verificato il crollo di una porzione della Torre dei Conti, una delle strutture medievali più importanti e simboliche della città, situata in largo Corrado Ricci, nell’area dei Fori Imperiali, nel cuore del centro storico. La torre, che recentemente era in fase di restauro e manutenzione, ha subito un distacco improvviso che ha causato il crollo parziale di una sua parte, mettendo in allerta le autorità e i servizi di emergenza.
Secondo le prime ricostruzioni fornite dall’agenzia ANSA e dalle forze di soccorso, il crollo sarebbe avvenuto intorno alle 11:30 di questa mattina. Al momento, non sono ancora chiare le cause che hanno provocato il distacco: le verifiche sono in corso per accertare se si tratti di un problema strutturale, di uno scompenso dovuto ai lavori di restauro, oppure di altri fattori imprevisti.
La zona circostante è stata immediatamente recintata dalle squadre dei Vigili del Fuoco e della polizia locale, che stanno intervenendo per mettere in sicurezza l’area e valutare l’estensione dei danni.
Durante l’incidente, erano presenti sul sito quattro operai impegnati nei lavori di ristrutturazione. Di questi, uno, di 64 anni, è rimasto ferito in modo serio: le sue condizioni sono considerate gravi.
Situata nel rione Monti, vicino a via dei Fori Imperiali, la torre sorge su una delle aree archeologiche più ricche di testimonianze dell’antico mondo romano: il sito di un antico tempio dedicato alla dea Tellus, che testimonia come le strutture civili e religiose si sovrapponessero nel tempo, creando un paesaggio complesso e stratificato.
In passato, la Torre dei Conti era nota anche come Torre Maggiore, per la sua imponente mole e altezza originaria stimata tra i 50 e i 60 metri, molto superiore agli attuali 29 metri.
Le origini della Torre dei Conti risalgono all’858 d.C., quando Pietro dei Conti di Anagni eresse un primo nucleo fortificato sopra una delle esedre del portico del tempio della Pace. Questa fase rappresenta una delle prime attestazioni di fortificazioni private di carattere signorile a Roma, in un'epoca in cui la città stava attraversando un periodo di instabilità politica e militare. La scelta di costruire su un tempio dedicato alla dea Tellus può essere interpretata come un tentativo di sovrapposizione simbolica, unendo potere militare e religioso, e sfruttando la solidità e la posizione elevata del sito.
Il rivestimento originario della torre era in travertino, prelevato dai vicini Fori Imperiali, una pratica comune nel Medioevo che rifletteva l’utilizzo di materiali di riuso e la reimpiegabilità delle strutture romane antiche. Tuttavia, questa copertura in travertino non è più visibile oggi, poiché fu asportata nel XVI secolo per la costruzione di Porta Pia, una delle opere architettoniche più importanti del Rinascimento, che segna oggi il luogo della fine dello Stato pontificio e l’inizio dell’unità nazionale italiana.
Secondo Giorgio Vasari, celebre biografo e critico d’arte del XVI secolo, il progetto originario della torre sarebbe stato attribuito allo scultore e architetto Marchionne Aretino, figura meno nota rispetto ad altri grandi architetti, ma comunque importante nel panorama artigianale dell’epoca. Vasari cita Marchionne nella vita di Arnolfo di Cambio, suggerendo una possibile connessione tra i vari protagonisti dell’architettura e della scultura medievale.
Nel 1203, sotto il pontificato di Innocenzo III, si avviarono lavori di ampliamento della struttura, fortemente voluti per la famiglia dei Conti di Segni, a cui la torre è ancora oggi associata nel nome. Alcune fonti suggeriscono che l’intervento fosse invece attribuibile a Riccardo, conte di Sora, fratello di Innocenzo III, evidenziando come la torre abbia avuto una funzione strategica e simbolica anche nel contesto politico e familiare dell’epoca.
I lavori di ampliamento si conclusero nel 1216, anno della morte di Innocenzo III, e comportarono un potenziamento delle strutture difensive, rendendo la torre più imponente e significativa dal punto di vista militare e simbolico.
Nel corso dei secoli, la torre è stata colpita da numerosi terremoti che ne compromisero la stabilità strutturale. Il terremoto del 1349, in particolare, la rese inabitabile e portò all’abbandono della struttura fino al 1620, quando fu oggetto di interventi di ricostruzione. Successivi eventi sismici nel 1630 e nel 1644 richiesero ulteriori lavori di consolidamento. Alla fine del Seicento, papa Alessandro VIII promosse un importante intervento di restauro e rafforzamento, che incluse la costruzione di due contrafforti di rinforzo, ancora oggi visibili, volti a preservare la stabilità dell’edificio.
L’urbanistica di Roma subì profonde modifiche con l’apertura di via Cavour alla fine dell’Ottocento e, soprattutto, con la realizzazione di via dei Fori Imperiali durante il periodo fascista, che isolò ulteriormente la torre rispetto alle altre strutture archeologiche.
La sua posizione attuale, quindi, rappresenta un esempio di stratificazione storica e urbanistica, testimonianza di come le strutture medievali si siano integrate nel paesaggio moderno della capitale.
La Torre dei Conti non è solo un esempio di architettura militare, ma anche un simbolo della lunga e complessa storia di Roma, dalla sua antichità romana, attraverso il Medioevo, fino ai momenti di rinnovamento e conservazione più recenti.