L’ictus e la demenza rappresentano due delle principali sfide sanitarie del nostro tempo, ma una parte significativa dei casi potrebbe essere evitata intervenendo tempestivamente sugli stili di vita e sui fattori di rischio modificabili. È da questa consapevolezza che nasce un nuovo progetto nazionale, inserito nella più ampia strategia europea JADE Health, che coinvolgerà 21 centri italiani con l'obiettivo di sperimentare strumenti innovativi per rafforzare la prevenzione, migliorare la consapevolezza dei cittadini e supportare il lavoro dei professionisti sanitari.
L'iniziativa è stata presentata nel corso dell'evento "La prevenzione della demenza e dell'ictus. Il contributo italiano alla Joint Action europea JADE Health", promosso dalla Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione (RIN) in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, segnando l'avvio operativo di uno studio pilota destinato a rappresentare un modello di riferimento anche a livello europeo.
Al via lo studio pilota in 21 centri italiani
Il progetto nasce dalla convinzione, ormai consolidata dalla ricerca scientifica, che molte forme di demenza e numerosi episodi di ictus possano essere prevenuti attraverso un'attenta gestione dei fattori di rischio, come ipertensione arteriosa, diabete, sedentarietà, alimentazione scorretta, fumo, abuso di alcol e scarso controllo delle patologie cardiovascolari.
Per questo motivo è stato sviluppato un toolkit destinato inizialmente agli operatori sanitari, progettato per aiutarli sia nella diffusione della cultura della prevenzione sia nella valutazione del rischio individuale dei pazienti. Lo strumento consentirà inoltre di stimare il numero di casi potenzialmente evitabili attraverso interventi preventivi mirati.
L'obiettivo non è soltanto migliorare la pratica clinica, ma costruire un sistema capace di intervenire prima che le malattie si manifestino, riducendo così il peso sanitario, sociale ed economico di due patologie destinate ad aumentare con l'invecchiamento della popolazione.
Un modello innovativo basato sulle evidenze scientifiche
Come spiegano Raffaele Lodi, presidente della Rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione, e Nicola Vanacore, responsabile dell'Osservatorio Demenze dell'Istituto Superiore di Sanità, il cuore dell'iniziativa è rappresentato dall'avvio della fase operativa dello studio pilota nazionale.
L'obiettivo è sperimentare un modello innovativo di prevenzione integrata fondato su strumenti informativi e formativi costruiti secondo le più aggiornate evidenze scientifiche.
Il programma punta a rafforzare la consapevolezza sui fattori di rischio modificabili e a favorire l'adozione di comportamenti salutari sia nella pratica clinica quotidiana sia nella vita di tutti i giorni, trasformando la prevenzione in una componente stabile del percorso assistenziale.
Un supporto concreto per i professionisti della salute
Il toolkit è stato pensato soprattutto per neurologi, geriatri, medici specialisti e operatori sanitari impegnati nella prevenzione del decadimento cognitivo e delle malattie cerebrovascolari.
I contenuti consentiranno di:
- valutare il rischio individuale dei pazienti;
- monitorare nel tempo i principali fattori di rischio modificabili;
- individuare gli interventi preventivi più appropriati;
- integrare nella pratica clinica le più recenti conoscenze scientifiche.
In questo modo gli specialisti potranno disporre di strumenti uniformi e condivisi per accompagnare le persone in percorsi personalizzati di prevenzione.
Dal medico ai cittadini: il toolkit diventerà uno strumento di educazione sanitaria
Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda la prospettiva futura del toolkit.
Una volta validato durante lo studio pilota, il materiale verrà tradotto e adattato in strumenti informativi facilmente comprensibili anche dai cittadini.
I destinatari saranno soprattutto le persone considerate maggiormente a rischio, come chi presenta un disturbo soggettivo della memoria, chi soffre di decadimento cognitivo lieve (MCI) o chi ha già sperimentato un ictus minore.
I materiali saranno rivolti anche ai familiari e ai caregiver, chiamati ogni giorno a svolgere un ruolo fondamentale nella gestione delle persone più fragili.
L'obiettivo è fornire indicazioni semplici ma scientificamente corrette sui comportamenti utili a ridurre il rischio di progressione della malattia, favorendo una partecipazione più consapevole alla tutela della propria salute.
Un progetto nazionale con un orizzonte al 2027
Lo studio proseguirà fino al 31 dicembre 2027 e coinvolgerà un'importante rete di istituzioni scientifiche italiane.
Collaborano infatti la rete degli Istituti Virtuali Nazionali Demenze e Malattie Cerebrovascolari, l'Università di Modena e Reggio Emilia e l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant'Orsola di Bologna.
L'iniziativa rientra nelle attività del Work Package 7, intitolato "Towards a harmonized and synergistic prevention of dementia and stroke", uno dei programmi della Joint Action europea JADE Health dedicati allo sviluppo di strategie comuni per prevenire demenza e ictus nei diversi Paesi dell'Unione Europea.
Un ponte tra ricerca e vita quotidiana
Secondo Guido Bellomo, ricercatore dell'Istituto Superiore di Sanità e principal investigator del progetto, il valore del toolkit va ben oltre il semplice utilizzo da parte degli specialisti.
I materiali, infatti, sono stati concepiti per migliorare la comprensione dei fattori di rischio, incoraggiare comportamenti preventivi e sostenere l'autogestione della salute da parte dei pazienti e delle loro famiglie.
L'intento è creare un collegamento diretto tra le indicazioni fornite dagli specialisti e le scelte quotidiane che ciascuna persona può compiere per proteggere il proprio cervello e il proprio sistema cardiovascolare.
Il toolkit diventa così uno strumento di educazione sanitaria permanente, capace di accompagnare i cittadini lungo tutto l'arco della vita e di promuovere un approccio realmente integrato alla prevenzione.
La prevenzione come arma più efficace
L'iniziativa conferma una tendenza sempre più forte nella medicina moderna: spostare l'attenzione dalla cura alla prevenzione. Se fino a pochi anni fa ictus e demenza venivano considerati eventi in larga parte inevitabili, oggi la ricerca dimostra che una quota importante di casi può essere evitata intervenendo precocemente sui fattori di rischio.
Il progetto italiano inserito nella Joint Action JADE Health punta proprio a trasformare questa evidenza scientifica in pratica clinica, mettendo a disposizione strumenti condivisi che aiutino medici, pazienti e caregiver a lavorare insieme nella prevenzione.
L'obiettivo finale è ambizioso ma concreto: ridurre l'incidenza di due tra le patologie più invalidanti dell'età adulta, migliorare la qualità della vita della popolazione e rendere la prevenzione parte integrante dell'assistenza sanitaria quotidiana.


