Per mesi è rimasto fermo nei cassetti della Camera. Nessuna fretta, nessuna emergenza, nessuna corsia preferenziale. Poi, all'improvviso, il disegno di legge della Lega sulla cittadinanza è diventato "urgente". La Camera ha approvato la procedura accelerata e la Commissione Affari costituzionali dovrà concluderne l'esame nel giro di trenta giorni.

La coincidenza con la crescita politica di Roberto Vannacci e del suo movimento Futuro Nazionale è difficile da ignorare. La stessa maggioranza ha trasformato il provvedimento in una gara a chi alza di più il livello dello scontro sull'immigrazione, mentre gli esponenti vicini a Vannacci hanno rivendicato apertamente il risultato parlando di "effetto Vannacci". È il segnale di una competizione tutta interna all'estrema destra italiana, nella quale ogni proposta sembra dover dimostrare di essere più dura della precedente.

Il risultato è un testo che utilizza la cittadinanza non come punto di arrivo di un percorso di integrazione, ma come strumento punitivo e simbolico, con un impianto che solleva interrogativi sul piano giuridico e politico e che appare costruito soprattutto per parlare all'elettorato più radicale.

Il disegno di legge, Atto Camera n. 2124, modifica infatti la legge n. 91 del 1992 introducendo nuovi ostacoli per l'ottenimento della cittadinanza e ampliando sensibilmente le ipotesi di revoca già previste dalla normativa vigente.


La prima contraddizione: si colpiscono ragazzi nati e cresciuti in Italia

L'aspetto più controverso riguarda i giovani nati in Italia da genitori stranieri. La relazione illustrativa sostiene che esista un "vuoto normativo" perché questi ragazzi, al compimento dei diciotto anni, possono chiedere la cittadinanza senza che venga valutata la loro "integrazione". Per giustificare l'intervento richiama il fenomeno delle baby gang e alcuni dati sulla criminalità minorile straniera.

Ma proprio qui emerge una delle principali contraddizioni del provvedimento.

Il testo utilizza statistiche generali sulla criminalità minorile per intervenire su un'intera categoria di persone composta da ragazzi che sono nati in Italia, hanno vissuto legalmente e senza interruzioni nel nostro Paese per diciotto anni, hanno frequentato scuole italiane, parlano italiano e spesso non hanno alcun altro Paese nel quale abbiano realmente vissuto.

In altre parole, la proposta parte dal comportamento di una minoranza per irrigidire le regole nei confronti di tutti.


Un elenco di reati enorme che va ben oltre i casi più gravi

La proposta introduce una nuova causa ostativa all'ottenimento della cittadinanza.

Non si limita ai reati di terrorismo o di criminalità organizzata. Il testo richiama l'intera categoria dei delitti contro la persona e contro il patrimonio prevista dal codice penale, oltre ai reati in materia di stupefacenti.

Questo significa che il perimetro diventa estremamente ampio.

Nella relazione illustrativa la Lega presenta la misura come una risposta alle baby gang. Tuttavia il testo non riguarda soltanto quei fenomeni criminali, ma estende le conseguenze a una gamma molto vasta di fattispecie penali.

È una scelta che alimenta una rappresentazione generalizzata dell'immigrazione come problema di ordine pubblico, trasformando la cittadinanza in un premio da revocare o negare sulla base di un approccio prevalentemente repressivo.



La presunzione di innocenza finisce sullo sfondo

Un altro punto che suscita discussione riguarda i procedimenti penali. Il disegno di legge stabilisce che, se è in corso un procedimento penale per uno dei reati indicati, la procedura per ottenere la cittadinanza venga sospesa fino all'archiviazione o alla sentenza definitiva di assoluzione.

Formalmente non si tratta di un rigetto definitivo. Politicamente, però, il messaggio è chiaro: anche una persona non ancora condannata vede bloccato il proprio percorso verso la cittadinanza per un tempo che, nella giustizia italiana, può durare anni.



La cittadinanza diventa sempre più revocabile

Il ddl amplia anche i casi di revoca della cittadinanza. Oggi la revoca riguarda principalmente i reati di terrorismo e di eversione. La Lega aggiunge omicidio, mutilazioni genitali femminili, tratta di esseri umani e diversi delitti di violenza sessuale.

La relazione illustrativa sostiene che questi reati dimostrino una mancata adesione ai principi della comunità nazionale.

Anche qui emerge un interrogativo politico: chi nasce italiano da genitori italiani mantiene la cittadinanza anche dopo una condanna per gli stessi reati, mentre chi l'ha acquisita può perderla. Si crea così una distinzione tra cittadini "irrevocabili" e cittadini "revocabili", alimentando un diverso trattamento giuridico tra persone che, almeno formalmente, possiedono la stessa cittadinanza... in barba alla Costituzione!


Perfino il giuramento diventa un simbolo identitario

Tra le modifiche compare anche l'obbligo di prestare il giuramento "in lingua italiana". La relazione afferma che l'intervento serve a evitare casi riportati dalla cronaca nei quali alcuni nuovi cittadini non sarebbero riusciti a pronunciare correttamente il giuramento.

È una norma dal forte valore simbolico. Più che incidere concretamente sul funzionamento della legge, rafforza la narrazione secondo cui il problema principale dell'integrazione sarebbe rappresentato da episodi isolati trasformati in paradigma generale.



L'ombra di Vannacci sul centrodestra

Il dato politico, estremamente imbarazzante ancora di più del disegno di legge, è forse ancora più significativo del contenuto della proposta.

Cinque dei quindici firmatari originari del disegno di legge siedono oggi nei banchi di Futuro Nazionale. Subito dopo l'approvazione dell'urgenza, gli esponenti del nuovo movimento hanno rivendicato l'operazione parlando apertamente di "effetto Vannacci" e accusando la Lega di essersi svegliata solo ora.

Il paradosso è evidente.

La Lega presenta il provvedimento come una propria iniziativa politica, mentre Futuro Nazionale dichiara che quel testo rappresenta la prova del proprio successo nel trascinare l'intero centrodestra verso posizioni ancora più radicali.

Nel frattempo Fratelli d'Italia presenta una proposta per accelerare i rimpatri degli immigrati condannati e promette anch'essa una corsia preferenziale.

È la fotografia di una competizione continua tra le forze della destra e dell'estrema destra, fascisti allo sbaraglio, nella quale ogni nuovo provvedimento sembra avere un obiettivo preciso: dimostrare di essere più inflessibile del precedente.


Le opposizioni: Una rincorsa verso una deriva fascista

Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, definisce questa strategia «una rincorsa pericolosa e folle» e accusa Lega e Fratelli d'Italia di inseguire il linguaggio più radicale della destra nazionalista.

Riccardo Magi di +Europa attacca invece la scelta della Camera di assegnare la corsia preferenziale a questo provvedimento invece di affrontare temi come salari, sanità, trasporti e costo della vita, sostenendo che il Parlamento stia trasformando la cittadinanza nell'ennesimo terreno di propaganda.




Fonte: documenti.camera.it/leg19/pdl/pdf/leg.19.pdl.camera.2124.19PDL0114320.pdf