Quando serietà artistica e leggerezza convivono: Kim Rossi Stuart raccontato per un pubblico che vuole ascoltare, non solo applaudirlo.

Autore: Anna Maffei  – Sezione Spettacolo

Un attore profondo, ma mai distante

Da “Senza pelle” di Alessandro D’Alatri a “Le chiavi di casa” di Gianni Amelio, passando per il più recente “Cosa sarà” di Francesco Bruni, Kim Rossi Stuart ha interpretato personaggi complessi, vulnerabili, sempre in cerca di senso.  In Cosa sarà, ispirato a una storia vera, veste i panni di un regista che affronta una grave malattia: un ruolo misurato, umano, lontano dal melodramma, che conferma la sua capacità di raccontare il dolore con sincerità e dignità.

Nel suo secondo film da regista, “Tommaso” (2016), l’autoanalisi si fa ancora più profonda: un’opera intensa e a tratti disturbante, in cui Kim mette a nudo fragilità maschili, insicurezze, ossessioni e paure. Ma anche lì, la sua scrittura è piena di ironia sottile e autoironia, elementi che rendono il film meno cupo di quanto possa sembrare.

È facile definirlo “serio”, “impegnato”,  “intellettuale”. Ed è vero che Kim Rossi Stuart ha sempre fatto scelte controcorrente, lontane dalla spettacolarizzazione e dalla ricerca del consenso. Ma limitarsi a questo sarebbe ingiusto. Perché accanto all'attore rigoroso e al regista riflessivo, esiste anche un Kim ironico, disarmante, capace di spiazzare con battute fulminanti e leggerezza inaspettata.

Chi ha avuto modo di seguirlo anche in contesti più informali – talk, interviste, incontri con il pubblico – lo sa: ha una vena ironica brillante, quasi sorprendente, che emerge tra una riflessione e l’altra. Non è mai “leggero” in senso superficiale, ma sa alleggerire con intelligenza.

In un’intervista a Che tempo che fa, ad esempio, parlando della sua timidezza giovanile, scherzava sul fatto che recitare fosse l’unico modo per "sentirsi meno impacciato".  O in conferenza stampa per "Brado", ha ironizzato sul suo rapporto con i cavalli, dicendo: "Sono io che alla fine mi sono dovuto addestrare, più che loro".

Un artista critico, ma mai elitario
Rossi Stuart ha spesso espresso disincanto verso certi meccanismi dell’industria cinematografica italiana. In molte interviste ha parlato di “superficialità diffusa”, di progetti che sembrano più mirati a ottenere risultati commerciali che a lasciare un segno.

Per lui, il cinema è un atto di responsabilità, un luogo dove lo spettatore deve potersi rispecchiare. Non crede nel cinema “di plastica”, costruito per piacere. Crede invece nel potere trasformativo delle storie, se raccontate con sincerità.

Un artista raro, che parla a chi vuole ascoltare
Il suo pubblico  gli  è fedele. Ultimamente, attraverso alcuni spazi amatoriali si è potuto notare un sempre maggiore interesse,  una stima e un affetto che durano da anni e da parte di tanti, di tutte le età. I suoi fan sono discreti, come lui...lo seguono in silenzio e lo apprezzano guardando i suoi films 

 Kim Rossi Stuart rappresenta oggi una figura rara, in grado di tenere insieme spessore artistico e capacità comunicativa. Non parla mai per slogan, non insegue i trend. Ma quando prende la parola — con un film, un’interpretazione o un’intervista — lo fa per dire qualcosa che ha peso.

Un attore "necessario"
In un panorama spesso dominato dalla fretta e dalla ricerca del consenso immediato, la figura di Kim Rossi Stuart emerge per contrasto: è quella di un artista che si concede con parsimonia, ma con assoluta verità. Non insegna, non predica, ma si espone. Il suo cinema non è “per tutti” nel senso commerciale del termine, ma riesce a toccare corde universali perché nasce da un’urgenza autentica. 

Forse è proprio questa serietà, questa esigenza quasi sofferta di verità, che rende il suo lavoro così prezioso ,oggi. Kim Rossi Stuart non fa cinema per esserci, ma per dire qualcosa. E lo dice con il pudore e la potenza di chi sa che ogni scena può essere un atto di rivelazione.

 Kim Rossi Stuart ospite del Magna Graecia Film Festival
L’attore sarà tra i protagonisti della 22ª edizione del Magna Graecia Film Festival, in programma a Soverato dal 26 luglio al 2 agosto 2025.

Il 28 luglio, Kim Rossi Stuart parteciperà a una conversazione pubblica con il giornalista e documentarista Fabrizio Corallo, nell’arena del festival. Un’occasione imperdibile per ascoltare dal vivo questa voce originale del nostro cinema, capace di mescolare pensiero, esperienza e ironia con disarmante naturalezza.

Aspettandoci altre "rivelazioni" di un attore giunto ad una consistente maturità artistica e , sissammai...capace anche di  virare, cambiare "registri"  e sorprenderci! 

PER APPPROFONDIMENTI sulla carriera, tutti i suoi lavori al cinema. in teatro e in TV , due spazi amatoriali (l'attore 'non' ha social personali ): 
Il Blog in rete  "KIM ROSSI STUART: L'ARTE DI SCRUTARE L'ANIMA" https://kimrossistuartitalia.blogspot.com/

La Pagina Facebook   KIM ROSSI STUART-Blog amatoriale  https://www.facebook.com/KRossiStuart/

LA CARRIERA DI KIM ROSSI STUART, IN UN REEL