Il nuovo brano di Mister Scala parte da un ricordo collettivo e lo trasforma in una narrazione musicale piena di ritmo. “Neanche l’ombra di un gatto” combina sonorità funky, spirito narrativo e uno sguardo ironico e umano su un periodo che ha cambiato il modo di vivere le città.

Ascoltando “Neanche l’ombra di un gatto” si ha la sensazione di una fotografia di quegli anni sospesi. Quanto era importante per te trasformare quell’esperienza collettiva in musica?
A parte quell’inquietudine profonda che segnava ognuno di noi, vedevo un piccolo raggio di sole: lo vedevo soprattutto come artista. Immaginare come un adolescente viaggia con la mente, mentre osserva una città silenziosa e deserta, è stato uno stimolo per scrivere qualcosa di insolito.
Nel tuo percorso hai sempre sperimentato molto, anche con progetti originali come “Ciac Ta Bum”. Quanto conta per te continuare a reinventare il linguaggio musicale?
Ho sempre amato percorrere strade poco battute e, anche se oggi la realtà musicale che sento mi appare alquanto sbiadita, ciò non cambia il mio approccio verso la scrittura e l’arrangiamento di un brano: per me la cosa più importante è la libertà del pensiero compositivo.
Il brano ha un ritmo molto coinvolgente ma allo stesso tempo elegante. Qualcuno potrebbe aspettarsi una sezione più aggressiva o blues. Hai preferito restare fedele a un tono più narrativo?
L’intro del brano è molto blues con riferimento ad alcune cose tipiche degli anni ‘70. L’arrangiamento più ovvio poteva introdurre una “sezione fiati” (stile motown), secondo me una soluzione un po' scontata. Ho cercato un arrangiamento più personale e più adatto al mio modo di cantare.
Se dovessi descrivere con una sola immagine il futuro della tua musica, quale scena o quale suono useresti per raccontarlo?
Ho sempre amato descrivere le cose attraverso le metafore: essere troppo diretti nei testi rischia di banalizzarli. Il futuro della mia musica lo vedo sempre accompagnato dalla mia fedele chitarra: mi piace sempre partire da li, per poi ricamare con le tastiere e l’elettronica.
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