Il singolo “Nelle Città” rappresenta una tappa importante del progetto artistico di Noglò. In questa intervista emergono le radici profonde del brano e la visione di un artista che utilizza la musica per parlare di natura, spiritualità e trasformazione.

 

 

Il tuo percorso di vita è molto legato al viaggio e alla ricerca personale. Quando hai scritto “Nelle Città” avevi già in mente che sarebbe diventata una delle canzoni simbolo del tuo nuovo progetto artistico?

Assolutamente no, quando ho scritto questo brano avevo solo la necessità di raccontare una sofferenza, un dolore che gli anni trascorsi nelle città mi hanno portato. La sensibilità è un' arma a doppio taglio come ogni cosa: ti da degli strumenti percettivi differenti che mettono a nudo anche delle fragilità. Essendo un ragazzo di città ho potuto godere delle comodità e degli agi che le città offrono ma anche assorbito le energie negative di cui tali luoghi sono intrise. Il viaggiare lontano da quei luoghi e, prevalentemente, viaggiare in luoghi naturali incredibili mi ha permesso di guardare queste cose da altre prospettive e mettere in versi questo mio malessere di base. Ovviamente, tutto ciò è stata la spinta verso qualcosa di nuovo dentro e fuori da me che ho cercato e poi trovato e vissuto.

Ascoltando la ballata si percepisce una forte dimensione quasi spirituale. Quanto l’incontro con le culture dei Nativi Americani ha influenzato il tuo modo di scrivere musica?

Il rapporto con le culture Native Americane ha risvegliato in me dei principi latenti che erano già parte di me. Il loro arcaico rapporto con la Sacralità della natura e ogni suo aspetto, l' interpretazione dei simboli che questa porzione di realtà ci offre come una mappa per il percorso, mettere al centro del nostro cammino lo Spirito e tutto ciò che fa parte di quel mondo sono solo alcuni aspetti che ho assorbito in quel periodo. Siamo esseri spirituali prima ancora di essere umani, e i popoli Nativi lo avevano capito e vissuto più profondamente di noi Europei che grazie alle religioni lo abbiamo dimenticato. Quindi, posso dirti che non hanno influenzato solo il mio modo di scrivere ma tutto il mio modo di vivere la vita. 

In alcuni passaggi la canzone sembra più una confessione che una semplice narrazione. Ti è capitato di avere dubbi nel rendere così personale il messaggio del brano?

Ovviamente si, il brano trasuda sofferenza a mio parere. E' come se stessi gridando al mondo di aprire gli occhi e rendersi conto di tutto ciò che non funziona. Di non fingere che tutto vada bene se non ci sono più dei principi di fratellanza e uguaglianza attorno a noi. Tutti ne stiamo soffrendo, in differente forma, ma alla fine ci mentiamo e ci sediamo nelle nostre comodità e nelle nostre distrazioni pur di non guardare in faccia la realtà. Ma non siamo qui solo per lavorare, produrre, consumare e crepare…io credo che il senso dell' esistenza sia molto più complesso e meraviglioso, bisogna solo avere il coraggio di mettere in dubbio il paradigma che ci è stato imposto e cercare delle nuove vie che ci rendano profondamente e realmente felici. E' ovvio che si può non essere d'accordo con queste tesi, siamo esseri liberi e ognuno deve fare la propria esperienza. Seguendo questo principio, anche io mi sono sentito libero di sputare fuori dai denti il mio pensiero in quella forma nel momento in cui ho scritto quel brano.

Dopo anni dedicati soprattutto alla famiglia e alla terra, oggi torni con un progetto musicale molto intenso. Qual è l’obiettivo più grande che speri di raggiungere con questo nuovo capitolo della tua carriera?

Mi piacerebbe riuscire a portare nei teatri e nelle piazze Italiane questo spettacolo, questo progetto artistico che vuole  scuotere la parte intima di noi stessi. Sto lavorando ad uno spettacolo di teatro musicale dove la musica sia il filo conduttore del messaggio e le incursioni teatrali arricchiscono di contenuti e riflessioni. Stiamo attraversando un momento storico interessantissimo, ricco di trasformazione e carico di sofferenze. Non bisogna fare come gli struzzi nascondendo la testa sotto la sabbia per non vedere i problemi. Dal mio punto di vista bisogna avere il coraggio di guardare i problemi per guarirli e poi trovare le soluzioni per una vita migliore. Credo che in questo processo, l' arte possa avere un ruolo determinante perché riesce ad arrivare più facilmente ai cuori delle persone e quindi può essere veicolo di cambiamento e trasformazione.

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