News calcistiche sul Napoli del 13-12-2025
Napoli-Mainoo, lo United non dà l’ok! Romano: “Amorim lo blocca per ora per un motivo”
Non sembra così facile per il Napoli arrivare a Kobbie Mainoo, centrocampista del Manchester United da tempo nel mirino del ds Manna, almeno per quanto riguarda una tempistica improntata ad inizio gennaio. Secondo quanto riferisce l’esperto di mercato internazionale, Fabrizio Romano, il Manchester United deve fare i conti con la Coppa d’Africa e quindi vorrebbe trattenere tutti ad inizio gennaio.
E’ il caso di Zirkzee, da tempo nel mirino della Roma che lo vuole fortemente, ma anche di Mainoo che finora ha trovato pochissimo spazio con Ruben Amorim. Il giocatore vuole giocare di più, è aperto anche al prestito come lo era già ad agosto prima del blocco di Amorim, lo vogliono più di 10 club – riferisce Romano – col Napoli che spinge da settimane ma sarà solo lo United ad accendere o meno l’affare. Al momento non c’è la luce verde a causa della Coppa d’Africa perché per Amorim la rosa è corta.
Alvino annuncia: “Lucca resterà sicuramente, vi dico la posizione del Napoli”
Carlo Alvino, giornalista, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero: “Il Napoli ha due partite ancora da giocare in Champions ed è tuttora in corsa. Conte a Bologna ha cercato di scuotere le coscienze e mi pare di capire. Ma l’allenatore è bravo, perché è un maestro della comunicazione. Il Napoli è una squadra straordinaria, si erano palesate delle difficoltà alla luce del calendario e di impegni proibitivi.
La Juventus mercoledì ha vinto una partitaccia, ha sofferto anche contro il Pafos. Ai punti avrebbe meritato anche la squadra cipriota. Poi ha battuto il Bodo Glimt. Il calcio italiano è dietro rispetto agli altri campionati. Infatti, l’Inter appena ha incontrato due squadre un po’ più toste, ovvero Atletico Madrid e Liverpool, ha perso.
Mourinho mi è simpaticissimo, non riesco a trovare un difetto. Un grande comunicatore e un vincente. Ed è antipatico a tutti perché vince e non ha peli sulla lingua. Ieri si godeva la vittoria nel post-partita di Benfica-Napoli. E lo faceva senza fare lo spaccone in conferenza, ma si percepiva che fosse soddisfatto. Poi è profondamente antijuventino e la prossima è Juventus-Benfica. Conte in carriera non ha mai allenato squadre allestite per vincere la Champions League. Contro il Copenhagen diventa, classifica alla mano, uno spareggio. I danesi si fermeranno con il campionato e avranno quindi dei giorni di sosta e non sarà semplice attaccare di nuovo la spina.
Lucca resterà sicuramente al Napoli. Il giocatore non ha mai manifestato nessuna intenzione di andar via, anzi si sente pienamente dentro ed è sicuro di poter dare una mano. Al Napoli, e quindi anche a Conte, fa piacere tenerlo, inoltre non c’è alcuna intenzione di rinforzare una diretta concorrente. Il Napoli ha cambiato sistema di gioco, gioca con i due centrocampisti. Questo bisogno impellente di avere un’alternativa a centrocampo non è più come quando si giocava a tre.
Vorrei parlare anche di Daniele Bindoni, che da quando ha fischiato il rigore al Napoli contro l’Inter è praticamente sparito. Si è visto soltanto in Serie B, a differenza di Mariani e Marini che invece sono stati di nuovo chiamati ad arbitrare”.
Udinese-Napoli, le probabili formazioni: Conte va verso tre cambi rispetto a Lisbona
Dopo la deludente trasferta di Lisbona, il Napoli è chiamato ad un altro impegno esterno difficile: domenica alle ore 15:00, la squadra di Antonio Conte è attesa al Bluenergy Stadium dall’Udinese di Kosta Runjaic. I friulani vengono da un momento non facile, quattro sconfitte nelle ultime cinque gare, e inoltre hanno assenze importanti, su tutte quella di Atta. Anche negli azzurri però continua l’emergenza numerica e per trovare un altro successo in campionato servirà tirare fuori il massimo dagli uomini a disposizione, magari ricorrendo a qualche rotazione nell’undici titolare.
Le ultime sul Napoli
Antonio Conte è orientato ad alcuni cambi di formazione dopo le fatiche di Champions League. Nel 3-4-2-1, Milinkovic-Savic tra i pali, in difesa Rrahmani, Beukema e Buongiorno; c’è l’idea Juan Jesus per far rifiatare uno dei centrali, ma il brasiliano ha accusato dei problemi fisici ed è in dubbio per il match. A centrocampo, Vergara scalpita e insidia McTominay ed Elmas, sulle corsie esterne confermato Di Lorenzo mentre dall’altro lato chance a Spinazzola al posto di Olivera. In attacco, ancora Hojlund a fare da perno centrale, alle sue spalle Neres sulla sinistra per fare spazio a Politano a destra; turno di riposo per Noa Lang. Verso il recupero Gutierrez che proverà a strappare almeno la convocazione.
Le ultime sull’Udinese
Kosta Runjaic va verso la conferma del 3-5-2 nonostante alcune assenze che potrebbero far pensare ad un cambio di sistema di gioco. In porta Okoye, in difesa Kabasele, Solet e uno tra Bertola e Kristensen, dipenderà dalle condizioni del danese. Emergenza sulla corsia sinistra di centrocampo, dove verrà adattato Rui Modesto o Ehizibue, dall’altro lato pronto l’ex di turno Zanoli; in mediana agirà Karlstrom coadiuvato da Piotrowski ed Ekkelenkamp. In attacco nessun dubbio sul tandem Zaniolo-Davis.
UDINESE (3-5-2) probabile formazione: Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Zanoli, Ekkelenkamp, Karlstrom, Piotrowski, Rui Modesto; Zaniolo, Davis. Allenatore: Kosta Runjaic
Ballottaggi: Kristensen-Bertola 55-45%, Rui Modesto-Ehizibue 55-45%
Indisponibili: Kamara, Atta, Zemura
NAPOLI (3-4-2-1) probabile formazione: Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Elmas, McTominay, Spinazzola; Politano, Neres; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte
Ballottaggi: McTominay-Vergara 55-45%, Elmas-Vergara 55-45%, Spinazzola-Olivera 60-40%, Politano-Lang 60-40%
Indisponibili: Lukaku, Meret, De Bruyne, Gilmour, Anguissa, Lobotka, Juan Jesus (in dubbio), Gutierrez (in dubbio)
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Conte deve ruotare, ma ha pochi cambi: ad Udine torna un ex insostituibile
“Siamo arrivati un po’ cotti”. Il post-partita di Lisbona di Antonio Conte è a tutti gli effetti un campanello d’allarme anche per la trasferta di domani sul campo dell’Udinese, tra le formazioni più fisiche ed intense del nostro campionato. Ne scive quest’oggi Tuttomercatoweb.com, sottolineando che il tecnico del Napoli avrebbe necessità di ruotare, di spezzare il numero di gare di fila ogni tre giorni di molti elementi dell’organico, a partire da quelli con uno storico di infortuni più lungo, ma si ritrova con una rosa già corta a causa di infortuni piuttosto lunghi e soprattutto a centrocampo con gli uomini contati.
Un recupero ed un altro stop
Ad Udine tornerà tra i convocati Miguel Gutierrez con l’obiettivo di giocare uno spezzone. Un recupero importante sull’out mancino, da laterale nell’attuale 3-4-3 ma chissà se anche in posizione più avanzata, seppur con caratteristiche diverse, considerando la sua qualità che spesso ha fatto balenare persino l’idea di un adattamento da mezzala col vecchio sistema. Per un giocatore che rientra, Conte però rischia di perderne un altro: Juan Jesus ha rimediato una botta al polpaccio e non dovrebbe essere rischiato. Il brasiliano poteva rappresentare un cambio a Buongiorno ad Udine, ma si andrà probabilmente con la solita linea a tre.
Conte con due o, al massimo, tre cambi
Il Napoli ad oggi non ha molte rotazioni, come detto, ma Conte dovrebbe sfruttare quelle poche a disposizione considerando il grido d’allarme a Lisbona. E’ pronto a tornare titolare Spinazzola per far rifiatare Olivera. In attacco il grande escluso di queste cinque gare tra campionato e Champions, passato da inamovibile ad alternativa, Matteo Politano, dovrebbe tornare titolare (al posto di Lang con Neres a sinistra, l’opzione più accreditata) mentre il terzo cambio – tutto da verificare – potrebbe essere Vergara per un Elmas chiamato agli straordinari nell’ultimo periodo. Per il ritorno di Lobotka c’è ancora da aspettare una settimana.
P. Cannavaro si racconta: “Che ferita i fischi in casa, diventai bersaglio perché napoletano”
Lunga intervista di Paolo Cannavaro alla Gazzetta dello Sport in cui ha ripercorso la propria carriera a partire dal rapporto con il fratello Fabio: “Crescere nella sua ombra è stato un macigno. Poi sa, stesso ruolo, tanti confronti. Per molti ero “l’altro Cannavaro”. Ma me ne sono sempre fregato e ho imparato a conviverci. A Parma per cinque partite abbiamo pure giocato insieme, un’emozione. Vivevo a casa sua. In quell’anno e mezzo ho imparato tanto, rubando da tutti con gli occhi. Mi stupiva Lilian Thuram, campione del mondo in carica, che dopo l’allenamento si fermava da solo a fare tecnica individuale per migliorare. Sono piccole cose che ti fanno capire la differenza tra un campione e un giocatore normale”.
Sul ritorno al Napoli: “Dissi al mio procuratore di non prendere in considerazione altre offerte. Volevo solo il Napoli, non mi importava della categoria. Eravamo in B e salimmo subito. Il giorno della promozione, dopo il pareggio con il Genoa, scoppiai a piangere. L’episodio nel 2009? Fu momento brutto, una ferita che resta. Ero un bersaglio, proprio perché napoletano. Mi fischiarono tutto il tempo. E a fine partita esplosi: buttai una rimessa laterale nei distinti, scagliando la palla contro i tifosi. Ma non mi pento di niente, stavano attaccando un figlio della loro stessa città e non lo trovavo giusto”.
Nel 2014 il nuovo addio: colpa di Benitez?
“Ognuno fa le sue scelte. Lui scelse di smantellare la squadra precedente e rinnovare. Mi dispiace solo non aver avuto una chance per fargli cambiare idea, ma lui sa come la penso. Glielo dissi anche in faccia”.
Sul Sassuolo: “Un posto magico, siamo partiti che eravamo ultimi e siamo arrivati in Europa League. Il mio sogno era chiudere a Napoli, ma sono stato felice di aver smesso in una squadra come il Sassuolo”.
Le trasferte diventano un problema? Ad Udine per migliorare il rendimento esterno
Il Napoli è primo, ma gli infortuni si fanno sentire sugli impegni ravvicinati e secondo quanto scrive Tuttosport bisogna monitorare anche il ‘problema’ delle partite in trasferta. Soltanto 4 vittorie nelle 10 giocate, con 6 sconfitte, tre delle quali nella fase campionato della Champions che non a caso s’è complicata enormemente.
Il Napoli deve invertire anche il rendimento esterno, in vista soprattutto della gara del 20 gennaio quando sarà chiamato ad espugnare il Parken Stadion di Copenaghen: il successo in Danimarca permetterebbe agli azzurri di essere più vicini ai playoff degli ottavi Champions altrimenti le cose rischierebbero di sfuggire di mano.
Schwoch: “Lucca? Napoli non è Udine, la pressione devi saperla gestire”
L’ex attaccante del Napoli Stefan Schwoch, oggi opinionista tv, è intervenuto nel corso de ‘Il Bar di Tuttonapoli’, trasmissione in onda sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
“Lucca sta attraversando un periodo non sicuramente dei più belli della sua carriera. Si è trovato in una piazza molto importante come Napoli, che senza nulla a togliere a Udine, è una piazza dove ti chiedono molto di più rispetto a Udine. Ha più pretese, a Udine magari ti chiedono una salvezza tranquilla, a Napoli ti chiedono di vincere lo scudetto e perciò quando giochi la pressione è tanta. Lui non è partito bene, anzi fino adesso inutile nasconderci ha fatto male e perciò deve trovare dentro di lui la forza di poter reagire a questo periodo. Anche perché se vuoi giocare in grosse piazze, questa è la pressione che devi portare addosso tutti i giorni e ogni volta che entri in campo. Ecco perché ci sono giocatori di un tipo e giocatori di un altro tipo.
Quanto incide la pressione delle partite ogni tre giorni? Incide sicuramente tanto, però è anche vero che se tu sei scelto dal Napoli, vuol dire che sei un giocatore di un certo valore. Io se prendo un giocatore per Napoli mi aspetto determinate cose, perché giocare a Napoli non è come giocare, nel Verona, in squadre che lottano sempre per la salvezza, devi lottare per vincere qualcosa, devi lottare per giocare in Champions. Perciò se io vado a prendere un giocatore mi aspetto determinate cose. Magari non le voglio subito, ma io dico che un mese o due mesi possono bastare come adattamento, perciò sono convinto che sicuramente non è facile abituarsi, giocare ogni tre partite, abituarsi sempre per ogni volta che scendi in campo devi cercare di vincere. Però è anche vero che se io vengo scelto è perché chi mi sceglie ritiene che io possa fare queste cose.
Che Napoli mi aspetto a Udine? Buongiorno ha detto cose giuste, non è che tu ogni volta che perdi si può fare una tragedia. Napoli è un po’ così, è tanto un morale, una sconfitta sei sottoterra, se vinci sei alle stelle. Bisogna avere sempre equilibrio nelle cose, ragionare o cercare il motivo per cui sono venute, e poi tutti insieme cercare la soluzione e allenatore in primis. Su questo non c’è dubbio, l’allenatore la troverà sicuramente perché parliamo di uno dei più bravi allenatori che ci sono in Italia, anche a livello mondiale. Perciò sono convinto che Antonio Conte avrà già capito il perché, starà spiegando il motivo per non fargli errori che sono stati fatti. E poi bisogna avere pazienza, bisogna credere in quello che si fa, bisogna credere nei propri compagni. Mel calcio non ci sono regole fisse per vincere o per perdere, perché altrimenti sarebbe troppo facile. Il difficile è quello, bisogna capire come stimolare o toccare le corde giuste di ogni giocatore e cercare di far rendere al meglio tutti quanti”.