Bastoni, i like "galeotti" e la tentazione Barça. In Spagna ci credono: "Nulla è casuale"
Il mercato si avvicina e le sirene catalane suonano sempre più forti. Ormai le conferme arrivano da ogni dove, dalla Spagna fino all'Italia: Alessandro Bastoni è in cima alla lista degli obiettivi del Barcellona. Un corteggiamento che, ufficialmente, non è ancora partito ma che sta già facendo tanto parlare. E, secondo anche quanto notano dalla Catalogna, il centrale azzurro non sembra disdegnare. Per ora di apertura chiare a un trasferimento ancora non ci sono state, al momento si tratta soltanto di qualche "like galeotto". In particolare sotto i post di Pau Cubarsi, quello che, in caso di passaggio al Barca, diventerebbe suo compagno di reparto. Semplice apprezzamento per un collega che, tra l'altro, ha uno stile di gioco simile al suo o un messaggio tra le righe?
Bastoni, voglia di cambiare aria?
Dalla Spagna hanno pochi dubbi, tanto che oggi il portale Sport, da sempre vicino al mondo blaugrana, sostiene che questi like siano un segnale: "Le interazioni sui social network possono sembrare spontanee o addirittura insignificanti, ma raramente sono casuali". Ed effettivamente sarebbe un atto di grande leggerezza da parte del difensore nerazzurro non pensare a questa possibile interpretazione dei suoi "mi piace". Soprattutto in quest'ultimo periodo. Dopo il caso Kalulu, Bastoni è stato travolto da un'ondata d'odio che sembra averlo turbato: le sue prestazioni, come quelle del resto della squadra tra l'altro, sono andate in calo.
Rashford e Cancelo tra il Barça e Bastoni
Una trattativa che, però, potrà partire soltanto dopo una forte presa di posizione del difensore azzurro: l'Inter, che in estate potrebbe cambiare molto, anche alcuni senatori, non ha intenzione di cedere Bastoni a prezzo di sconto. Un problema per il Barça che, come in tutte le ultime finestre di mercato, dovrà muoversi in una situazione di ristrettezza economica. E, prima di tuffarsi a capofitto sul sogno Bastoni, la dirigenza blaugrana ha altri due dossier sul tavolo da risolvere: i riscatti di Rashford e Cancelo. L’inglese ha un diritto fissato tra i 30 e i 35 milioni, il portoghese invece sui 15. Entrambi hanno dimostrato di volere moltissimo il Barcellona e Secondo quanto scrive Sport, l’Inter sarebbe disposta anche a scendere dall'iniziale richiesta di 70 milioni di euro: più una speranza catalana che una reale intenzione in casa nerazzurra. Soltanto una chiara richiesta di cessione da parte di Bastoni potrebbe convincere i nerazzurri ad andare incontro al Barça. Il finale di stagione dell'Inter potrebbe pesare anche su questa decisione.
Mano di Pongracic, l'Aia conferma: "Non si può punire. due i motivi". Zero dubbi anche sul rigore concesso alla Juve
"Lettura corretta già da campo con l'arbitro che è in un'ottima posizione e valuta in maniera appropriata l'episodio. Il pallone rimbalza davanti a Pongracic che prova a giocarlo con il tacco e avviene poi il contatto con il braccio dello stesso che è assolutamente naturale rispetto al movimento. Una situazione di assoluta non punibilità". Non ha dubbi Mauro Tonolini, ex arbitro e oggi componente CAN, che avalla la scelta di Colombo in occasione del rigore non assegnato all'Inter in occasione di Fiorentina-Inter dopo il cross di Dumfries e il pallone che sbatte sul braccio del difensore viola a seguito di un rimbalzo. "No, rimbalza ed è attaccato la reazione del fischietto Colombo avallata anche da Maresca e Massa che dicono: "Sono d'accordo, lui va per togliere il braccio. Il pallone schizza, la dinamica dice che non è rigore. Il pallone schizza appena va a terra".
Giusta anche la chiamata dei varisti Abisso e Camplone che richiamano all'on field review il fischietto Marchetti per il tocco di mano di Idzes in Juve-Sassuolo. "No, per me scende proprio" la prima reazione di Marchetti, il quale davanti al monitor corregge la scelta sul campo. "Il tocco c'è, il rigore è chiaro. Idzes col braccio è in posizione innaturale" l'analisi di Tonolini.
Nessun dubbio per l'Aia anche per la manata di Pavlovic su Simeone che ha portato al secondo gol del Torino contro il Milan. In questo caso è Forneau a indicare il dischetto dopo aver rivisto l'azione a bordocampo su segnalazione della coppia Nasca-Maresca da Lissone. "La review è un po' faticosa, ci mettiamo tanto, forse troppo rispetto a quanto necessario e sappiamo quanto le revisioni troppo lunghe possano contribuire in certi casi a incrementare dubbi, aspettative e quant'altro - conclude Tonolini sull'episodio del Meazza -, ma la decisione finale è corretta. Nelle immagini proposte manca uno zoom che potesse rendere più chiara la decisione. Pavlovic ferma Simeone con una mano sul volto. Se fosse avvenuto sulla spalla probabilmente la decisione sarebbe stata diversa".
“Lo stadio l’ho scelto io”. Perché Italia-Irlanda del Nord si gioca a Bergamo
Il Berghem mola mai, Bergamo non mollare mai, è diventato linguaggio universale e pure la frase chiave a cui si attacca l'Italia di Gattuso, che vuole fare della casa dell'Atalanta il terminal di partenza per la finalissima playoff. Contro l'Irlanda del Nord c'è la prima serratura da sbloccare per non restare di nuovo fuori dalla porta Mondiale. L'Italia può esibire solo in semifinale il jolly del fattore campo. Gattuso ha rivendicato la scelta di giocare a Bergamo dove con l'Italia aveva esordito contro l'Estonia: un 5-0 che al 46' era 0-0
“Mentre andavamo negli spogliatoi ci applaudivano. Quello è uno stadio da 25/26mila persone, è un catino, speriamo di non aver sbagliato”. È la speranza del ct e di un'intera Nazione, che in un momento cruciale prova a tirare fuori l'orgoglio, la qualità non eccelsa ma rimasta a volte sopita e pure, non guasta mai, la cabala. Sarà la quinta volta per gli azzurri a Bergamo e finora il bilancio sorride. Due vittorie, oltre al 5-0 con l'Estonia anche un risultato identico con Malta nel gennaio '87 e, in mezzo, due pareggi per 1-1 contro Turchia e Olanda.
Gattuso ha scelto Bergamo anche per l'identità della città, lontana dai veleni che separano le tifoserie delle altre big italiane. Ringhio ha voluto lo stadio dell'Atalanta anche per questo: “Negli stadi grandi come San Siro per esempio si creano i gruppi di tifosi e se magari dopo 10’ sbagli un passaggio arrivano i primi fischi”.
Uomo di casa sarà Mateo Retegui, che in maglia Dea l'anno scorso è stato capocannoniere con 25 gol. Uno di quelli che può aprire il terminal e far decollare l'Italia verso la finalissima playoff.
Elkann: "Pienamente impegnati a sostenere successo sportivo e finanziario della Juve"
"All'inizio del 2026, la Juventus ha prolungato il contratto del talento di nuova generazione Kenan Yildiz fino al 2030, riaffermando il nostro impegno nello sviluppo e nella fidelizzazione dei più promettenti talenti del club. Questo approccio riflette la nostra incrollabile fiducia nella Juventus. Exor rimane un orgoglioso proprietario del club, continuando un rapporto che dura da oltre un secolo grazie alla mia famiglia". Lo afferma John Elkann nella lettera agli azionisti di Exor, la holding della famiglia Agnelli che ha la squadra bianconera tra le sue partecipate. "Rimaniamo pienamente impegnati - sottolinea Elkann - a sostenere il successo sportivo e finanziario della Juventus e crediamo che ci sia un futuro brillante davanti a noi. Come disse il leggendario Omar Sivori: 'Qui bisogna sempre lottare e quando sembra che tutto sia perduto, bisogna continuare a crederci, la Juve non molla mai'".
"La Juventus ha attraversato un periodo difficile negli ultimi anni - spiega Elkann - segnato da pressioni interne ed esterne che inevitabilmente hanno influenzato le prestazioni. Ci siamo assunti la responsabilità laddove necessario, abbiamo sostenuto con fermezza il club e lavorato a stretto contatto con la sua dirigenza per ristabilire la stabilità e riportare la Juventus su un percorso costruttivo dopo la risoluzione delle questioni legali e regolamentari. In questo contesto, il 2025 è stato un anno dedicato alla costruzione delle basi per prestazioni sostenibili, sia in campo che fuori. Abbiamo supportato il club con il nostro contributo proporzionale a un aumento di capitale di quasi 100 milioni di euro e abbiamo appoggiato importanti cambiamenti nella sua dirigenza". Elkann ricorda che "sul fronte sportivo, la squadra femminile ha disputato una stagione eccezionale, conquistando la doppietta nazionale, vincendo la Serie A e la Coppa Italia. Nel gennaio 2026, la Juventus Women ha anche vinto la Supercoppa italiana. Anche la squadra maschile ha iniziato a mostrare progressi dopo la nomina di Luciano Spalletti come allenatore a ottobre. Spalletti ha portato nuova energia nello spogliatoio, restituendo fame e determinazione a vincere".
Anche fuori dal campo i risultati finanziari sono migliorati significativamente: nel 2025 i ricavi della Juventus sono aumentati del 34% rispetto all'anno precedente, raggiungendo i 530 milioni di euro, trainati principalmente dal ritorno della prima squadra maschile in Uefa Champions League. Di conseguenza, la perdita del club è diminuita del 71% rispetto all'anno precedente, attestandosi a 58 milioni di euro, con la società che prosegue il suo percorso verso la sostenibilità finanziaria. Nel corso dell'anno, il club ha anche rinnovato la partnership con Adidas fino alla stagione 2036/37 per un valore totale di 408 milioni di euro e ha esteso l'accordo di sponsorizzazione frontale con Jeep fino a giugno 2028 per 69 milioni di euro".


