"Questi sono i sedicenti antifascisti. Questo è il clima, ormai, anche in Italia. Nessuno dirà nulla, e allora lo faccio io. Non ci facciamo intimidire".
La sora Meloni, disgraziatamente presidente del Consiglio, ha scritto questo post social per commentare un post di una organizzazione studentesca di estrema sinistra (immagine in alto) che mostrava quel razzista americano pro Trump, assassinato un paio di giorni fa, a testa in giù con su scritto -1.
In pratica, per promuovere politicamente il (post) fascismo, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali la madre cristiana a giorni alterni si è trasformata nell' "anderdogghe de'a Garbatella" per inventarsi di esser perseguitata e minacciata in Italia, andando a pescare un post in un account social per pochi intimi, che è stato promosso solo grazie a lei... perché altrimenti nessuno ne avrebbe avuto notizia.
L'altro saltafossi della maggioranza, il tale che ride sempre e non è chiaro il perché, tal Matteo Salvini, non voleva essere da meno dell'alleata e sua prima avversaria politica, così ha pensato bene di emularla pubblicando questa dichiarazione:
"Le parole di Charlie Kirk dello scorso aprile, oggi, suonano quasi come una profezia. Nelle ore successive al suo assassinio, un omicidio politico che lascia sconvolti, sui social, sui giornali e sulle televisioni abbiamo purtroppo assistito a una lunga e squallida sequela di distinguo, di “se l’è cercata”, persino di esultanze e giubilo per la sua morte. E questi sarebbero quelli buoni, tolleranti e democratici. Un clima d’odio terrificante e inaccettabile, che va fermato".
Naturalmente, trattandosi di un saltafossi che si rivolge ai suoi simili, il tal Salvini si è ben guardato dal fare nomi e cognomi di coloro che su "giornali" e "televisioni" avrebbero detto ciò che lui sostiene. L'importante è far credere a dei poveri di spirito e soprattutto d'intelletto suoi pari che si riferisse a politici delle opposizioni.
La manica di disgraziati che governa la maggioranza in Parlamento e, ahinoi, il Paese è completata dall'altro tale che, oltre a fare il ministro, è dipendente - di fatto - di un partito azienda: Antonio Tajani. Ecco che cosa ha scritto nelle ultime ore:
"Ricordo le mie giornate da inviato nelle zone di guerra. Un lavoro appassionante, ma non facile quello del giornalista in teatri ostili. Ma sempre con la voglia di raccontare la verità che vedevo con i miei occhi. Per questo comprendo l’amarezza di Francesca Del Vecchio, la giornalista cacciata dalla Flotilla a cui do la mia solidarietà. Si è trattato di un brutto episodio di censura che viola il principio della libertà di stampa, elemento cardine del nostro sistema democratico. Il voler raccontare questa iniziativa spontanea, alla quale partecipano 58 cittadini italiani, è una nobile e coraggiosa scelta professionale. Cacciare una giornalista dalla Flotilla è una scelta in contrasto con la natura stessa dell’iniziativa. Non si può essere in favore della libertà, della democrazia e del pluralismo solo quando fa comodo. Diceva Voltaire: ”Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Parole che devono far riflettere tutti coloro che credono nel pensiero unico e che cercano di tappare la bocca o di chiudere il computer a chi la pensa diversamente. Viva la Libertà!"
Questo soggetto che, come gli altri di cui sopra, è finora stato complice di Israele nel genocidio in atto in Palestina, fa sua questa vicenda - peraltro senza sapere quali siano le ragioni della GSF - per gettar fango su una missione umanitaria nata proprio perché governi europei come quello italiano si sono opposti a qualsiasi tentativo di ostacolare in concreto i crimini dello Stato ebraico.
Questa gente, con queste "qualità", rappresenta la destra italiana, la destra (post) fascista italiana. Sono dei personaggetti che, invece di governare e far cose utili, ricorrono alla propaganda da due soldi per promuoversi verso persone che, evidentemente, hanno da tempo perso il lume della ragione.
E non dovremmo dirlo?


