Per la consulta è inamissibile il ricorso della Regione Sardegna contro il dl materie critiche del governo
Non è un periodo fortunato per la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, a forte rischio decadenza per gravi irregolarità nelle gestione delle spese elettorali ( a fine maggio Il Tribunale di Cagliari ha respinto il ricorso presentato dalla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, contro l’ordinanza di decadenza e sanzione emessa dal Collegio regionale di garanzia elettorale presso la Corte d’Appello lo scorso 20 dicembre 2024), e che ora si vede dichiarare inammissibile un ricorso fatto contro il decreto legge del governo sulle materie critiche, che vuole riaprire alcune miniere strategiche nell'Isola.
La Corte Costituzionale ha dichiarato in parte inammissibile e in parte infondato il ricorso promosso dalla Regione Sardegna contro alcune disposizioni del decreto-legge n. 84 del 25 giugno 2024, poi convertito nella legge n. 115 dell’8 agosto 2024, che contiene norme urgenti sulle materie prime critiche di interesse strategico.
Il motivo del dissenso nasce dal mancato accoglimento di una serie di emendamenti proposti dalla Regione, volti a rendere vincolante il parere delle Regioni nel procedimento autorizzativo e a rendere obbligatoria l'intesa delle stesse per l'approvazione del Piano Nazionale delle Materie prime critiche.
Nonostante l'opposizione della Regione Sardegna, il decreto ha ottenuto il parere favorevole della maggioranza delle altre Regioni e successivamente l'approvazione definitiva dalla Camera dei Deputati. Con la sentenza n. 136, depositata oggi, la Consulta ha respinto le contestazioni mosse dalla Regione circa una presunta lesione delle proprie competenze statutarie. Al centro del ricorso, le norme relative al riconoscimento del carattere strategico di alcuni progetti di estrazione, trasformazione e riciclo di materie prime critiche, nonché le procedure autorizzative, l’avvio delle attività di ricerca e l’approvazione degli strumenti di pianificazione nel settore.
In una nota della Corte costituzionale si legge che «nel ricorso la Regione ha sostenuto che le disposizioni impugnate avrebbero leso le proprie competenze legislative statutarie in materia di “ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi della Regione e stato giuridico e economico del personale”, di “acque minerali e termali”, di “esercizio dei diritti demaniali e patrimoniali della Regione relativi alle miniere, cave e saline”, di “industria, commercio ed esercizio industriale delle miniere, cave e saline”, unitamente alle corrispondenti funzioni amministrative, e che avrebbero altresì violato il regolamento numero 2024/1252/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, istitutivo di un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche».
Il dl materie critiche su iniziativa del ministro del made in Italy Adolfo Urso, di concerto con quello dell'ambiente Gilberto Picheto Fratin, è volto a promuovere un nuovo approccio di sistema all’approvvigionamento di materie prime critiche e strategiche. Il decreto, infatti, ha come obiettivo – da un lato – di analizzare la domanda e i fabbisogni del Paese grazie ad attività di monitoraggio delle catene di approvvigionamenti e – dall’altro – di incentivare l’offerta di materie prime. Con questa finalità viene avviato un Programma nazionale di esplorazione, vengono semplificate le procedure autorizzative e rafforzato il Fondo Nazionale del Made in Italy. Infine, il decreto si pone l’obiettivo di elaborare sistemi di monitoraggio in caso di perturbazioni dell’approvvigionamento.
Più in dettaglio, il decreto ha lo scopo di rilanciare il settore minerario italiano attraverso procedure semplificate per gli iter autorizzativi dei progetti strategici. Come previsto dal Regolamento, un progetto per essere definito "strategico" deve essere validato dalla Commissione Europea. Insomma un altra sconfitta per la presidente della regione, considerata una dei migliori elementi del movimento cinque stelle, su cui anche il pd puntava molto, ma fino ad ora le aspirazioni della vigilia, si stanno scontrando con la dura realtà del governare, che sta mostrando tutte le pecche dell'ex sottosegretario ed ex viceministro dell'economia.