Le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità sono i pilastri della nuova assistenza territoriale delineata dal DM 77/2022, ma il loro avvio procede con estrema lentezza. Lo conferma il nuovo Report Agenas relativo al primo semestre 2025, che fotografa lo stato di attuazione delle strutture sanitarie previste dal PNRR, dalle risorse ex art. 20 e da ulteriori fondi regionali.
Case di Comunità: solo il 38% è attivo
Al 30 giugno 2025 risultano operative 660 Case di Comunità (CdC) con almeno un servizio attivo, pari al 38% delle 1.723 strutture programmate.
Le CdC pienamente attive, con tutti i servizi obbligatori e la presenza di medici e infermieri (h24 nelle hub, 12 ore per 6 giorni nelle spoke), sono appena 46, meno del 3% del totale.
Altre 172 CdC hanno tutti i servizi obbligatori, ma senza copertura medica e infermieristica, circa il 10%.
#Distribuzione regionale delle Case di Comunità
- Lombardia: 142 CdC con almeno un servizio attivo, di cui 12 pienamente operative.
- Emilia-Romagna: 140 strutture, con 8 pienamente attive.
- Lazio: 95, di cui 5 complete.
- Toscana: 70, con 7 attive h24.
- Veneto: 63.
Sud in ritardo: Abruzzo, Campania, Basilicata e Provincia di Bolzano non hanno alcuna CdC attiva; Puglia conta una sola struttura; Calabria, Provincia di Trento e Molise appena 2.
Ospedali di Comunità: solo il 25% attivo
Il report segnala 153 Ospedali di Comunità (OdC) attivi su 592 programmati (25%).
- Veneto: 46 su 73 previsti.
- Lombardia: 26 su 64.
- Emilia-Romagna: 24 su 53.
- Toscana: 17 su 36.
- Umbria: 7 su 16.
- Sicilia: 4 su 48.
Cinque regioni (Basilicata, Calabria, Marche, Valle d’Aosta e Provincia di Bolzano) restano ferme a zero strutture attive.
Centrali operative territoriali: unico obiettivo centrato
Diverso lo scenario per le Centrali Operative Territoriali (COT). Al primo semestre 2025 ne risultano attive 638 su 651 programmate, con 480 strutture che hanno raggiunto i target richiesti dalla Commissione Europea. Si tratta delle uniche infrastrutture pienamente in linea con gli standard del DM 77/2022.
Nord avanti, Sud in difficoltà
Il report Agenas evidenzia una forte disparità territoriale: le regioni del Nord – Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana – trainano la realizzazione, mentre Sud e Isole restano indietro. In nove regioni non esiste alcuna Casa di Comunità pienamente attiva con personale medico e infermieristico.
A due anni dall’avvio del DM 77/2022, la riforma dell’assistenza territoriale mostra progressi limitati. Le COT rispettano i tempi, ma Case e Ospedali di Comunità arrancano, soprattutto nelle aree più fragili del Paese, dove il potenziamento della sanità territoriale sarebbe più urgente.


