Crescono i dubbi sugli effetti del vaping sul sistema cardiovascolare e cerebrovascolare. A.L.I.Ce. Italia richiama l’attenzione sui rischi legati alle e-cig: “Serve più informazione e prevenzione”.
Per anni sono state presentate come l’alternativa “più sicura” alle sigarette tradizionali. Moderne, tecnologiche, prive dell’odore tipico del tabacco e spesso accompagnate da aromi dolciastri e packaging accattivanti, le sigarette elettroniche hanno conquistato milioni di consumatori, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti. Ma dietro la percezione di un prodotto meno pericoloso, si sta facendo strada una crescente preoccupazione scientifica: il vaping potrebbe avere effetti significativi sulla salute cardiovascolare e cerebrovascolare, aumentando anche il rischio di ictus.
A lanciare l’allarme è A.L.I.Ce. Italia OdV, l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, che invita opinione pubblica, istituzioni sanitarie e comunità medica a non sottovalutare quello che viene definito un “fattore di rischio emergente”. Se il legame tra fumo tradizionale e ictus è ormai consolidato da decenni di studi, quello tra sigarette elettroniche e malattie cerebrovascolari è ancora oggetto di approfondimento. Tuttavia, le evidenze accumulate negli ultimi anni iniziano a delineare un quadro meno rassicurante di quanto si pensasse.
L’ictus resta una delle principali cause di morte e disabilità nel mondo occidentale. In Italia migliaia di persone convivono con conseguenze permanenti dopo un evento cerebrovascolare: difficoltà motorie, perdita dell’autonomia, problemi cognitivi e disturbi del linguaggio. “L’ictus è una malattia tempo-dipendente che può colpire improvvisamente, modificando radicalmente la vita delle persone e delle loro famiglie”, ricorda l’associazione, sottolineando come la prevenzione rappresenti ancora oggi l’arma più efficace per ridurre l’impatto sociale e sanitario della malattia.
Ed è proprio sul fronte della prevenzione che le sigarette elettroniche pongono nuove sfide. La loro diffusione è cresciuta rapidamente negli ultimi anni, trainata dall’idea che siano meno dannose rispetto alle sigarette convenzionali. Una convinzione che, secondo gli esperti, rischia però di semplificare eccessivamente il problema. Le e-cig, infatti, non producono combustione del tabacco, ma rilasciano aerosol contenenti nicotina, composti organici volatili, sostanze irritanti, particelle ultrafini, metalli pesanti e additivi aromatici che possono avere effetti biologici importanti.
Molte di queste sostanze agiscono direttamente sull’endotelio vascolare, cioè il rivestimento interno dei vasi sanguigni, un elemento fondamentale per la salute del sistema circolatorio. Quando l’endotelio viene danneggiato, aumentano i processi infiammatori e il rischio di formazione di placche aterosclerotiche, condizioni che possono favorire eventi ischemici come l’ictus.
La letteratura scientifica più recente ha iniziato a documentare diversi possibili meccanismi di danno associati al vaping. Gli studi evidenziano un incremento dello stress ossidativo e dell’infiammazione sistemica, alterazioni della funzione endoteliale, fenomeni di vasocostrizione e aumento della pressione arteriosa. Tutti fattori che incidono direttamente sul rischio cardiovascolare e cerebrovascolare.
Particolarmente preoccupante è il ruolo della nicotina, presente nella maggior parte dei dispositivi elettronici. Questa sostanza agisce come potente agente vasoattivo: accelera la frequenza cardiaca, aumenta la pressione sanguigna, contribuisce all’instabilità delle placche aterosclerotiche e favorisce i processi trombotici. Meccanismi ben noti nella genesi dell’ictus ischemico.
Secondo alcune analisi epidemiologiche, le persone che utilizzano sigarette elettroniche mostrano una probabilità maggiore di sviluppare eventi cerebro-cardiovascolari rispetto ai non fumatori. Il rischio sembra aumentare ulteriormente nei cosiddetti “dual users”, ovvero coloro che utilizzano contemporaneamente sigarette tradizionali ed elettroniche, sommando così gli effetti dannosi di entrambe le abitudini.
“Le sigarette elettroniche non possono essere considerate innocue. Le evidenze scientifiche indicano che il loro utilizzo può avere effetti negativi sulla funzione vascolare e contribuire allo sviluppo di patologie cardiovascolari e cerebrovascolari”, spiega il dottor Massimo Del Sette, Direttore della Uoc Neurologia con Centro Ictus dell’Irccs Azienda Ospedaliera Metropolitana dell’Ospedale Policlinico San Martino. “È fondamentale che la comunità scientifica continui a studiare questi fenomeni e che venga promossa una corretta informazione per evitare che soprattutto i giovani sottovalutino i rischi”.
Ed è proprio la diffusione delle e-cig tra gli adolescenti a rappresentare uno degli aspetti più delicati della questione. In questa fascia di popolazione il rischio viene spesso percepito come lontano o irrilevante. Ma l’esposizione precoce alla nicotina e ai composti inalati potrebbe anticipare i processi di danno vascolare e aumentare la probabilità di sviluppare patologie cardiovascolari e cerebrovascolari già in età relativamente giovane.
Non solo. Secondo gli esperti, il vaping può favorire la dipendenza da nicotina e diventare una porta d’ingresso verso il fumo tradizionale, invertendo anni di campagne di prevenzione contro il tabagismo. Un fenomeno che preoccupa le associazioni sanitarie, anche per l’impatto culturale e sociale che le sigarette elettroniche hanno assunto, diventando spesso simboli di stile, tecnologia e aggregazione.
Per questo A.L.I.Ce. Italia OdV chiede che anche le sigarette elettroniche vengano incluse a pieno titolo tra i fattori di rischio modificabili per l’ictus. L’associazione propone campagne informative rivolte soprattutto ai giovani, maggiore coinvolgimento dei medici di medicina generale e degli specialisti e l’inserimento del tema vaping nei programmi di prevenzione cardiovascolare.
“Riteniamo fondamentale portare all’attenzione pubblica tutti i fattori di rischio dell’ictus, anche quelli emergenti e meno conosciuti”, afferma Andrea Vianello, presidente dell’associazione. “Le sigarette elettroniche rappresentano una nuova sfida per la prevenzione: è necessario informare, sensibilizzare e promuovere scelte consapevoli, soprattutto tra i più giovani”.
Il messaggio finale degli esperti è chiaro: il fatto che le sigarette elettroniche possano rappresentare, in alcuni casi, uno strumento di riduzione del danno rispetto al fumo tradizionale non significa che siano prive di conseguenze sulla salute. Il dibattito scientifico è ancora aperto, ma le evidenze disponibili indicano che il vaping non può essere considerato un’abitudine innocua. E mentre la ricerca continua a studiare gli effetti a lungo termine, il principio di precauzione suggerisce che sottovalutare il problema potrebbe avere costi sanitari elevati nei prossimi anni.


