Il sovrano, operativo dal 20 gennaio 2025, è il Presidente Donald Trump incaricato democraticamente di rendere l’America di nuovo grande (Maga - Make America great again). Il sovrano Usa aggiorna la strategia anche per i rapporti con i cosiddetti Paese alleati (i satelliti). Non è più sostenibile perseguire l’egemonia mondiale rimanendo compratori di ultima istanza (importando massicciamente merci ed accumulando astronomici deficit commerciali) perché si ferma di fatto, ad esempio, la cintura industriale del Midwest che, non a caso, è diventata in gergo la “rust belt” (“cintura arrugginita”). Né è ancora sostenibile sobbarcarsi i sacrifici necessari a mantenere il perenne stato di guerra per correre in tutti gli angoli del globo ad aiutare i popoli in difficoltà (la solidarietà va remunerata).
I Paesi alleati (satelliti) devono essere considerati Paesi vassalli (Paesi liberi che si assoggettano al sovrano promettendogli fedeltà in cambio di protezione remunerata). E, quindi, dazi per azzerare il deficit commerciale, nessun intervento militare se non strategicamente giustificato e fornitura di armi a pagamento. Ne consegue che la guerra in Ucraina è un problema del vassallo Europa e se vuole continuare la guerra deve pagare le armi (ed il vassallo Ue lancia il piano Readiness 2030 ed i vassalli Paesi europei decidono di contribuire alle spese Nato con il 5% del Pil). Sono i vassalli europei che, interpretando il comune sentire dei loro cittadini ma guardandosi bene dal chiederglielo direttamente, hanno democraticamente deciso di schierarsi con il presidente Ucraino Zelensky puntando sulla sconfitta del sovrano russo Putin (loro mettono soldi ed armi e Zelensky mette gli uomini), hanno sbagliato perché stanno perdendo la guerra e per chiuderla chiedono l’intervento del sovrano Trump. Peraltro, sarebbe obiettivamente problematico per i Paesi europei togliere l’elmetto, travestirsi da diplomatici neutrali e sedersi al tavolo della trattativa con chi li etichetta pubblicamente “nazisti ed euro-imbecilli”.
In data 11 agosto, l'ex presidente Dmitry Medvedev dichiara: "gli euro-imbecilli cercano di ostacolare i tentativi americani di aiutare a risolvere il conflitto ucraino" e la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, liquida le dichiarazioni congiunte come un volantino nazista. Infatti il sovrano Trump rivela che i leader vassalli europei hanno chiesto il suo intervento perché "sono andati in overdose" provando a risolvere la crisi ucraina (citando quanto ammesso privatamente da uno dei leader) e che il suo obiettivo è "organizzare un incontro tra i due leader” (il sovrano russo Putin ed il presidente dell’Ucraina Zelensky) che potrebbe prevedere anche la sua presenza (“ci sarò se ce ne sarà bisogno ma voglio organizzare un incontro fra i due leader”). E sottolinea che “trovare un accordo che metta fine alla guerra tra Russia e Ucraina non spetta a me; ho ricevuto una telefonata in cui mi hanno chiesto di incontrarci e vedrò di cosa vogliono discutere”. In data 7 agosto, il Presidente sovrano Trump annuncia che incontrerà da solo il Presidente sovrano Putin e lo incontrerà il 15 agosto ad Anchorage in Alaska (territorio artico che gli Usa hanno acquistato dalla Russia nel 1867). Il Presidente Trump chiosa: "penso che sia molto rispettoso che il presidente russo venga nel nostro Paese, e non siamo noi ad andare nel suo o persino in un Paese terzo".
I vassalli Ue esclusi dal primo incontro (ma anche dal secondo se va bene il primo!) reagiscono con una controproposta (cessate il fuoco prima di tutto, qualsiasi concessione territoriale da parte di Kiev deve essere tutelata con garanzie di sicurezza solide come la potenziale adesione alla Nato per l'Ucraina) e con un messaggio (il percorso verso la pace in Ucraina non può essere deciso senza l'Ucraina, le sanzioni vanno confermate, l'Ucraina ha diritto di scegliere il proprio destino e l’Ue continuerà a sostenere l'Ucraina nel suo percorso verso l'adesione all'Ue). Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance chiosa "vogliamo arrivare a una soluzione pacifica di questa questione, vogliamo fermare le uccisioni. Ma gli americani, credo, sono stanchi di continuare a inviare il loro denaro, i dollari delle loro tasse, a questo specifico conflitto. Se però gli europei vogliono farsi avanti ed effettivamente acquistare le armi da produttori americani, per noi va bene. Ma noi non finanzieremo più". Il presidente Zelensky (non ha “carte buone” in mano e non ha neanche merce di scambio perché le terre rare le ha già barattate con Trump) può solo ribadire che è impossibile parlare dell'Ucraina senza l'Ucraina ed esclude la cessione del Donbass.
Il premier ungherese, Viktor Orban, unico leader Ue a non aver firmato l'appello dell'Unione a Trump in vista dei colloqui in Alaska sull'Ucraina, scrive su X: il fatto che l'Ue sia stata lasciata ai margini è già di per sé triste. L'unica azione sensata per i leader dell'Ue è quella di avviare un vertice Ue-Russia, sull'esempio dell'incontro Usa-Russia". Il ticket di guerra sta costando troppo: oltre al maggior costo dell’energia - dell’inflazione ed all’impossibilità dei vari Paesi di neutralizzarli, c’è il sostegno finanziario complessivo finora fornito a Kiev tramite l’Ulcm che ammonta a 45 miliardi di euro ed il Fondo europeo per la pace che continua a fornire supporto urgente alle esigenze militari e di difesa ucraine. Il vassallo UE più importante - il cancelliere tedesco Friedrich Merz organizza per il 13 agosto un prevertice virtuale con il sovrano Trump degli esclusi dall’incontro di Anchorage ed i partecipanti (Finlandia, Francia, Regno Unito, Italia, Polonia, presidenti Ue e del Consiglio europeo, Zelensky, capo della Nato Mark Rutte) ribadiscono la controproposta e si accomodano rassegnandosi al ruolo di spettatori del vertice.
I leader europei riconfermano la loro controproposta, in particolare il cessate il fuoco deve essere il primo passo. Zelensky ricorda che i territori dell’Ucraina non si cedono e va a Londra dal premier britannico Keir Starmer (vassallo di Trump, in sintonia con i vassalli Ue). Il presidente Trump dichiara "la call con i leader ed il presidente Zelensky è stata ottima, le darei 10". Il vicepresidente statunitense J.D. Vance chiosa: “come amministrazione ci prefiggiamo la missione di riportare di nuovo la pace in Europa. Ma come tutti sapete è impossibile portare la pace da qualche parte se i cattivi non sono preoccupati anche del fatto che abbiamo un'ottima aeronautica e un ottimo esercito per sostenere la pace, tanto per cominciare”. Il Premier Giorgia Meloni (comunicato di Palazzo Chigi) segnala un suo intervento di circostanza e celebra la coesione - l’unanimità d’intenti. I co-presidenti dei “volonterosi” cioè i vassalli plus che vogliono annettere l’Ucraina alla Ue ed alla Nato (il francese Macron, il britannico Starmer, il tedesco Merz, assente l’italiana Meloni), presenti Vance (l’assistente al negoziatore che deve strappare l’Ucraina a condizioni accettabili per l’Ue in nome dell’autodeterminazione dei popoli) e Zelensky (rappresenta l’Ucraina da conquistare in nome del diritto alla difesa dei confini) scrivono: “la coalizione dei volonterosi è pronta a svolgere un ruolo attivo, anche attraverso piani da parte di coloro che sono disposti a dispiegare una forza di rassicurazione, terminate le ostilità. La Russia non dovrebbe poter porre il veto sul percorso dell'Ucraina verso l'Ue e la Nato”.
Il 15 agosto, il sovrano Trump riceve ad Anchorage, con tutti gli onori, il sovrano Putin e gli conferma che la guerra in Ucraina non è un suo problema (è solo incaricato di negoziare una tregua) e si scusa se i vassalli Ue continuano a fare le bizze (il sovrano Putin non concede la tregua e suggerisce ai vassalli Ue di non interferire). Il presidente Trump, chiuso il vertice in Alaska, dichiara: in una scala da uno a dieci, dò un dieci alla giornata di oggi, l'incontro con Putin è stato molto buono, Putin non vuole un cessate il fuoco e preferisce un accordo globale per porre fine alla guerra e sono d'accordo con lui, ora Zelensky deve fare un accordo (è convocato alla Casa bianca lunedì 18 agosto) ma anche i vassalli Ue devono prendere decisioni scomode (stranamente il sovrano Trump non ha ancora firmato la versione definitiva dell’accordo con l’Ue sui dazi), inoltre Putin ha chiarito di non voler abbandonare le sue richieste sulla soluzione delle "cause profonde" del conflitto. I vassalli Ue prendono atto, riconfermano quanto già dichiarato prima dell’incontro con Putin, si organizzano per il “tutti da Trump con furore” del 18 agosto assieme a Zelensky ed i “volonterosi” anticipano i tempi (hanno l’occasione di agire da sovrani) con un incontro il 17 agosto per un pre-gabinetto di guerra perché Putin non ha accettato la tregua, le trincee di Zelensky rischiano di essere travolte, servono interventi di sostegno per non dovere definire “l’accordo globale” con i confini dell’Ucraina che continuano a restringersi. Servirà un sovra-ticket e dovrà essere allestito il classico tavolo dei “vassalli che contano – dei vassalli plus” per prendere le giuste decisioni (sono legittimati a decidere da soli perché a loro è ben nota la volontà della maggioranza dei cittadini) valutandone correttamente l’impatto sui conti pubblici e sul portafoglio dei contribuenti. L’imperativo è prendere decisioni all’unanimità perché condivise da tutti (e, quindi, indubitabilmente giuste), sostenibili per i conti pubblici (scostamenti di bilancio a rientro pianificato e rispettato) e tollerabili per i contribuenti (contributo diluito nel tempo e calibrato sulla capacità contributiva).
Al tavolo dovrà essere riservato un posto anche per il Premier Giorgia Meloni perché rappresenta un Paese che ha diritto ad un posto al tavolo ma ha i conti pubblici talmente scassati da potersi sedere al tavolo solo con la qualifica di “vassallo minus” (può portare idee al tavolo ma non può partecipare alla definizione dei piani finanziari). Il suo convinto sostegno al sovra ticket è comunque indubitabile anche perché obbligato (non ha mai soldi e, solo se sostiene convintamente le decisioni, riceve la prepagata da utilizzare al bancomat di Bruxelles) ed ha già confermato con i fatti di riuscire a convincere il contribuente che i sovra-ticket sono giustificati e sostenibili. Nel 2022, ha ereditato il Patto pro Kiev e l’ha convintamente confermato perché non poteva mettere a rischio l’erogazione dei fondi Pnrr e nel 2025 ha cercato di fare da ponte tra l’Ue ed il nuovo sovrano Usa Trump ma seguendo gli indirizzi Ue. Il Premier Meloni sa che può trovare i soldi che non ha solo scrollando il bancomat Ue e sa anche che con i soldi Ue può giocare a fare il fenomeno. A fine luglio il Governo aderisce al fondo Safe (Security Action for Europe) ottenendo 14 miliardi di prestiti da impiegare senza incidere sul Patto di Stabilità e Crescita nei prossimi cinque anni (da restituire con rate diluite nell’arco di 45 anni). Il 7 di agosto, il Governo riunisce Leonardo, Fincantieri, Cdp, Invitalia e Fs per costruire un consorzio a guida pubblica (ministro della Difesa Crosetto) con anche l’obiettivo impensabile di un Airbus nazionale.
Il vero guaio per il Premier Giorgia Meloni è che la classifica di “vassallo minus” non è destinata a migliorare (il rischio è che peggiori in quella di “sub vassallo”) perché Istituzioni e Politici nazionali (sempre senza soldi) continuano a puntare sui prestiti europei e, ove non possibili, sul debito pubblico nazionale insistendo così nell’opera di scassinamento dei conti (non si sono ancora accorti che il debito pubblico ha già raggiunto i 3.070 miliardi a giugno). Emblematica l’intervista di Adnkronos al segretario del maggior Partito di opposizione Elly Schlein in contemporanea al prevertice organizzato da Merz. Plaude all’allineamento con la Ue per dazi – Ucraina e lancia i temi per le elezioni locali - per la manovra di bilancio – per gli ultimi 1.000 giorni di legislatura confessando che Istituzioni e Politici non hanno ancora reso esigibili (pienamente e per tutti) i servizi che i contribuenti già pagano e che rimangono un obiettivo: sanità pubblica e riduzione delle liste d'attesa, scuola-università-ricerca, lavoro dignitoso, sicurezza sul lavoro - più controlli, riduzione del carovita, politiche industriali, diritti civili-sociali, salario minimo, legge anti part-time forzato, le priorità dei giovani schiacciati da precarietà-bassi salari e degli anziani da sostenere con un welfare innovativo.
Il messaggio ai contribuenti da Anchorage: il sovra-ticket di vassallaggio risulterà insostenibile se non vengono subito ricercate (e rimosse in tempi brevi) le “cause profonde” (così le definirebbe Putin) che promuovono a tutor in Ue del brand Italia solo Governi vassalli minus, condizionabili perché costretti a mendicare sempre prestiti a Bruxelles (senza la certezza di poterli restituire) e garantiscono continuità ad Istituzioni e Politici che sopravvivono con i Btp (non hanno mai soldi) e continuano a girare ai contribuenti il sovra-ticket dell’inadeguatezza al ruolo per cui sono stipendiati e finanziati.

