La dichiarazione del presidente della Corte Penale Internazionale, giudice Tomoko Akane, in occasione della Giornata della Giustizia Penale Internazionale:

"L'adozione dello Statuto di Roma il 17 luglio 1998 è stata, senza dubbio, una delle giornate più significative per il diritto internazionale e per la lotta all’impunità dei crimini più gravi. Essa si è fondata sulla convinzione condivisa che l’impunità per tali crimini minacci la pace, la sicurezza e il benessere del mondo intero. Nel celebrare la Giornata della giustizia penale internazionale, riflettiamo sul nostro impegno a migliorare costantemente nello svolgimento di questo mandato cruciale. La nostra missione è combattere l’impunità per i crimini più gravi previsti dal diritto internazionale: genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e crimine di aggressione.In oltre vent’anni di esistenza, la Corte penale internazionale (CPI) è cresciuta fino a diventare un’istituzione giudiziaria solida. Ci concentriamo nel garantire responsabilità ai colpevoli e giustizia alle vittime, nel pieno rispetto dello Stato di diritto e dell’indipendenza giudiziaria.Quest’anno, la Giornata della giustizia penale internazionale cade in un momento di forti tensioni globali e di rinnovati attacchi proprio contro le istituzioni incaricate di far rispettare il diritto internazionale, in particolare nei conflitti armati. La Corte esprime la propria solidarietà a queste istituzioni e al loro personale. Nonostante le crescenti pressioni, attacchi, minacce e sanzioni nei confronti della CPI, dei suoi funzionari e di altri operatori nel campo della giustizia, la Corte continuerà a portare avanti, senza esitazioni, il mandato conferitole dai 125 Stati Parte.In questo preciso momento, innumerevoli civili vivono tra le rovine, sottoposti a trattamenti in violazione del diritto internazionale. La giustizia internazionale rappresenta per loro un’ancora di salvezza, un segnale di speranza, un percorso di guarigione per le vittime e il mezzo per spezzare i cicli ricorrenti di violenza e vendetta.La Corte continuerà a lavorare per queste vittime senza volto, ed è nostro dovere collettivo preservare questo progetto prezioso – il sistema dello Statuto di Roma – frutto della saggezza dell’umanità.In questo 17 luglio, dobbiamo anche riflettere sulla necessità imprescindibile della piena cooperazione e del sostegno degli Stati al lavoro della CPI. Più Stati aderiscono allo Statuto di Roma, più forte è la protezione giuridica contro i crimini più atroci. Oggi più che mai, il mondo deve unirsi attorno alla promessa che l’impunità non può essere un’opzione, e che il diritto deve essere la risposta forte e adeguata alla violenza e ai crimini internazionali. Credo fermamente che, uniti da un incrollabile impegno per la giustizia internazionale, possiamo rafforzare ulteriormente il nostro legame collettivo e garantire che questa istituzione fondamentale continui a prosperare.Abbiamo un mandato di enorme importanza, che può essere realizzato solo con il sostegno globale. Insieme, possiamo costruire un mondo più giusto".