Aggredita perché non indossava il velo. È successo stamattina alla metro Rondò di Sesto San Giovanni ad una donna marocchina ed alla sua bimba. In suo soccorso sono intervenuti attivisti della Lega presenti sul posto con un banchetto e la Polizia che ha fermato una coppia di conoscenti che perseguitavano la donna da tempo.
Questa mattina una donna, di origine marocchine, mentre stava attraversando il sottopasso della metropolitana a Sesto Rondò insieme alla sua bambina, ha denunciato di essere stata aggredita, prima verbalmente e poi fisicamente, da una coppia di conoscenti di origine straniera.
La donna ha riferito di essere stata pesantemente insultata in quanto non porta il velo islamico e di aver subito un'aggressione proprio per questi motivi. La vittima ha segnalato di subire, da tempo, offese da queste persone proprio perché lei è abituata a vivere all'occidentale e a non portare il velo.
Gli attivisti della Lega che erano al Rondò per un banchetto l'hanno subito aiutata e la donna ha poi riferito l'episodio, con denuncia alla Polizia di Stato, ed è ora in ospedale.
Un episodio sconcertante e inaccettabile che purtroppo non rappresenta una novità. Le cronache sono piene di situazioni simili in cui donne musulmane che osano essere libere di non portare il velo o non rispettare i dettami più tradizionalisti della religione islamica subiscono insulti, minacce o persino aggressioni.
Noi crediamo sia una priorità difendere queste donne, supportarle e denunciare chi, in nome di Allah, vorrebbe imporre il velo islamico a chi non vuole portarlo. “La Lega continuerà a battersi perché nelle nostre città prevalgano il rispetto, la sicurezza e la libertà di scelta, contro ogni forma di fanatismo." Così in una nota Nicoletta Pini, segretario cittadino della Lega e Silvia Sardone, vice segretario federale della Lega.



