Tra le molte storie che popolano il mondo dell’ufologia, una delle più singolari coinvolge addirittura un pontefice. Secondo una leggenda diffusasi negli anni Ottanta, Giovanni XXIII avrebbe avuto un incontro ravvicinato con un misterioso visitatore extraterrestre nei giardini della sua residenza estiva di Castel Gandolfo.
La vicenda sarebbe avvenuta nel luglio del 1961, due anni prima della morte del pontefice. A renderla celebre fu un articolo pubblicato nel 1985 dal quotidiano britannico The Sun, che attribuiva il racconto a Loris Francesco Capovilla, storico segretario personale di Angelo Giuseppe Roncalli.
Secondo la narrazione, Giovanni XXIII e Capovilla stavano passeggiando nei giardini della residenza pontificia quando notarono alcune luci colorate nel cielo. Poco dopo, una delle presunte astronavi sarebbe atterrata nei pressi del giardino e da essa sarebbe sceso un essere dall’aspetto umano, avvolto da una tenue luminosità.
Il Papa si sarebbe avvicinato senza timore allo sconosciuto visitatore e avrebbe conversato con lui per circa venti minuti. Terminato l’incontro, l’essere sarebbe tornato a bordo del velivolo e sarebbe scomparso nel cielo.
La parte più famosa del racconto riguarda una frase attribuita al pontefice:
«I figli di Dio sono dappertutto. Anche se a volte abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri stessi fratelli.»
Parole suggestive, che hanno contribuito ad alimentare il fascino della vicenda per decenni.


