La crisi umanitaria nella Striscia di Gaza ha raggiunto livelli drammatici. Secondo fonti mediche locali, il bilancio delle vittime dall'inizio dell'aggressione israeliana nell'ottobre 2023 ha superato 65.141 morti, la maggior parte dei quali donne e bambini, mentre almeno 165.925 persone sono rimaste ferite.

Le autorità sanitarie sottolineano che questo numero potrebbe essere sottostimato, poiché molti corpi rimangono intrappolati sotto le macerie, inaccessibili ai soccorsi e alle ambulanze.


Ripresa delle Ostilità dal Marzo 2025

Dall'interruzione del cessate il fuoco e la ripresa delle operazioni israeliane il 18 marzo 2025, sono stati registrati 12.590 civili uccisi e 53.884 feriti. Solo nelle ultime 24 ore, 79 corpi e 282 feriti sono stati trasportati negli ospedali di Gaza.

Purtroppo, la violenza non risparmia nemmeno chi cerca aiuto umanitario: nelle ultime 24 ore, 9 civili sono stati uccisi e oltre 33 quelli feriti durante tentativi di ricevere assistenza. Complessivamente, gli attacchi contro chi cerca aiuto hanno causato 1.060 morti e almeno 7.207 feriti.


Minacce e Strategie Militari

Hamas, in una nota dell'ala militare del movimento, le Brigate al-Qassam, ha rilasciato un comunicato duro contro l'esercito israeliano, affermando che Gaza non sarà una preda facile: 

"Diciamo alla leadership militare e politica del nemico: Gaza non sarà una preda facile per il vostro terrificante esercito. Non vi temiamo e siamo pronti a mandare le anime dei vostri soldati all'inferno. Abbiamo preparato per voi un esercito di martiri e migliaia di imboscate e bombe ingegneristiche. Gaza sarà un cimitero per i vostri soldati.

State entrando in una brutale guerra di logoramento che vi costerà ulteriori vittime e prigionieri. Abbiamo addestrato i nostri mujaheddin a piazzare ordigni esplosivi all'interno delle cabine dei vostri veicoli, e i vostri bulldozer saranno bersagli privilegiati per i nostri mujaheddin e un motivo per aumentare il numero dei nostri prigionieri.

I vostri prigionieri sono sparsi per i quartieri di Gaza City e non ci importerà delle loro vite finché Netanyahu avrà deciso di ucciderli. Avviare ed espandere questa operazione criminale significa che non otterrete un solo prigioniero, né morto né vivo, e il loro destino sarà lo stesso di quello di Ron Arad [pilota israeliano dichiarato deceduto dopo circa 20 anni dall'inizio della sua prigionia]".

Che tali minacce non siano del tutto campate in aria, lo conferma la morte di 4 ufficiali (tra cui un maggiore e tre tenenti) e il ferimento di altri tre soldati dell'esercito israeliano durante combattimenti nel sud della Striscia di Gaza, precisamente nel quartiere di al-Jneina, a est di Rafah.

Il portavoce militare delle IDF, Avichay Adraee, ha ribadito che le operazioni continueranno, con la distruzione di infrastrutture di Hamas e l'evacuazione forzata dei residenti da alcune aree considerate a rischio... per andare dove è però un mistero.


Allarme anche nel Libano meridionale

Israele ha ripreso le sue operazioni aeree al Libano meridionale, colpendo presunti obiettivi di Hezbollah, nonostante il cessate il fuoco raggiunto nel novembre 2024, ordinando l'evacuazione immediata di alcune città libanesi.


La Situazione Umanitaria Rimane Critica

La combinazione di bombardamenti, sfollamenti forzati e mancanza di accesso ai soccorsi ha reso Gaza una zona di emergenza continua, con una popolazione civile sotto pressione costante. Organizzazioni internazionali continuano a chiedere un cessate il fuoco immediato e l'apertura di corridoi umanitari sicuri per consentire l'assistenza medica e alimentare.



Crediti immagine: agenzia WAFA