L'unico rammarico nell'aver ascoltato l'intervista di martedì a Luciana Castellina su La7 è l'averlo fatto da seduto.
In un periodo in cui sui media (e non solo) la fanno da padrone puttanate e st..... stupidaggini di ogni genere, dette da personaggetti altrettanto degni delle loro esternazioni, l'ascoltare le sue parole, di una lucidità addirittura sconcertante considerando i suoi 96anni, avrebbe dovuto esser fatto in ginocchio, in atto di assoluta e completa venerazione.
Non l'ho fatto perché sono rimasto stordito dall'abissale differenza tra lei e i politici attuali. Impossibile paragonare la sua cultura e la sua capacità di analisi a quelle degli scalzacani che giornalmente, senza soluzione di continuità, starnazzano come animali da cortile, spesso azzuffandosi sul nulla, come farebbero i bimbi di un asilo. Eppure sono questi personaggetti che oggi governano, anzi comandano il Paese.
Luciana Castellina appartiene a una generazione che ha segnato la storia italiana. Una generazione di politici che, piaccia o no, ha rappresentato il momento più alto della nostra vita pubblica. Una stagione irripetibile, fatta di idee, di coerenza e di coraggio, che oggi stride con il deserto politico e soprattutto culturale in cui siamo immersi.
Con la sua chiarezza, Castellina ha smontato decenni di banalità sul ruolo della sinistra. Ha detto una verità scomoda: "Non possiamo spiegare ai giovani cosa è il fascismo e l'antifascismo, cosa sono le politiche di destra, se non facciamo qualcosa di diverso. Quella è l'unica cosa che può far capire le differenze".
Nessuna retorica, solo la necessità di dare un senso alla politica attraverso l'azione concreta. Persino con ironia, quando ha scherzato sulla possibilità di cancellare dalle foto degli uomini di sinistra i volti di Renzi e Calenda.
Ma il punto più alto è arrivato quando ha parlato di Palestina. Non con gli slogan, ma richiamandosi ad un episodio degli anni '60: il bombardamento israeliano di un campo profughi. Ospedali pieni di morti e feriti. Un medico le mise in braccio il corpo senza vita di una bambina di tre anni e la trascinò a vedere la devastazione. Un ricordo che l'ha segnata e che racconta ancora con commozione.
Per Castellina, la questione palestinese resta la più rimossa e manipolata: "Il genocidio, il massacro dei palestinesi ha origini antiche. Perfino i kibbutz, che dovevano essere insediamenti progressisti, furono usati per isolare e scacciare i palestinesi, rubando loro la terra".
E la sua conclusione è tagliente:
"Gli israeliani sono occidentali. E degli occidentali hanno tutto, compresa l'arroganza".
Parole impossibili da ascoltare in un Paese che ha smesso di cercare la verità. Perché, come ha ricordato lei, la cultura e la conoscenza rendono liberi, ma la maggior parte degli italiani non possiede né l'una né l'altra. Ecco perché siamo diventati un popolo di servi.
Per ultimo non bisogna dimenticare come abbia liquidato la tanto acclamata premier Giorgia Meloni...
"Meloni è abile... ha una grande capacità di comunicazione propagandista... È brava, ma è fascista... il fatto che sia fascista... non può essere intelligente... perché il fatto di essere fascisti, prima di tutto, vuol dire essere stupidi".
"Meloni è abile, ha una grande capacità di comunicazione propagandista. È brava, ma è fascista."
— Bettybus (@EBustreo) August 20, 2025
Luciana Castellina pic.twitter.com/B5vPBPwIx4
Ma perché in Italia deve essere una ultranovantenne a chiamare le cose con il loro vero nome?


