Il sistema ETS, così come concepito, rappresenta un’ulteriore tassa a carico delle imprese europee, incidendo sui costi e limitandone la competitività. Ne chiederemo la sospensione alla Commissione europea, fino a una sua profonda revisione che intervenga sia sui parametri di riferimento delle emissioni, sia sui meccanismi di assegnazione delle quote, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite, e che introduca finalmente un meccanismo stabile di sostegno per le imprese esportatrici, non ancora compiutamente definito nella riforma del CBAM”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo mercoledì sera a Bruxelles alla riunione dei Paesi “Friends of Industry”, il format informale che riunisce i ministri dell’Industria di alcuni Stati membri europei – tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Repubblica Ceca – per coordinare le posizioni in vista del Consiglio Competitività.

 Lo stesso orientamento sarà ribadito da Urso prima alla quinta riunione dell’Alleanza ministeriale per le industrie energivore, in corso a Bruxelles con uno specifico focus sul settore della chimica, e successivamente ai lavori del Consiglio Competitività.


“La chimica, l’industria delle industrie in Europa, è oggi sotto pressione a causa degli alti costi energetici. Il sistema ETS, alle condizioni attuali, è inefficace e dannoso perché si traduce in un mero costo aggiuntivo non evitabile, che erode margini e competitività”, afferma Urso. “Servono regole chiare e strumenti di verifica affidabili, che evitino distorsioni lungo le filiere. CBAM ed ETS devono diventare strumenti a supporto dell’industria, non fattori che ne indeboliscono la competitività”.
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La richiesta del ministro del Made in Italy, da sempre in prima linea contro alcune legge assurde del green deal, a cominciare da quella sui motori termici, segue l appello di due giorni fa lanciato dalla Confindustria. L associazione di imprenditori italiana ha chiesto espressamente alla commissione europea,  la sospensione temporanea del Sistema di Scambio delle Emissioni (ETS) per il settore manifatturiero, la produzione termoelettrica a gas, il trasporto marittimo, gli edifici e la mobilità. La richiesta arriva alla vigilia del ritiro informale dei leader europei sulla competitività, previsto per il 12 febbraio 2026, e in vista della revisione del sistema programmata per il terzo trimestre dell’anno.

“In qualità di seconda potenza industriale ed esportatrice d’Europa, chiediamo all’Unione Europea di sospendere temporaneamente il Sistema di Scambio delle Emissioni per il settore manifatturiero, la produzione termoelettrica a gas, il trasporto marittimo, gli edifici e la mobilità”, ha dichiarato Emanuele Orsini, presidente di Confindustria.

La richiesta di Confindustria include lo stop all’ETS2 prima della sua entrata in vigore e la sospensione dell’ETS marittimo. L’organizzazione denuncia un divario crescente tra gli obblighi previsti dal meccanismo europeo e le effettive condizioni per sostenere la decarbonizzazione, soprattutto nei settori hard-to-abate.