Non esiste Intelligenza Artificiale senza infrastrutture fisiche, né sovranità digitale senza il controllo dei dati. È questo il messaggio centrale emerso durante il Forum Machiavelli Innovazione, tenutosi stamane presso la Camera dei Deputati, che ha visto la partecipazione dei principali player del settore tecnologico ed energetico nazionale. Tra i protagonisti del panel "L'Italia hub mediterraneo: strategia, investimenti e controllo dei dati", Alessandro Talotta, Executive Managing Director di Digital Realty in Italia, ha delineato la rotta per trasformare il Paese nel baricentro digitale d'Europa.
Il settore dei data center in Italia sta vivendo una crescita senza precedenti: tra il 2018 e il 2024 la potenza IT installata è passata da 80 MW a 287 MW (+24% annuo). La Data Economy italiana vale oggi circa 60 miliardi di euro (2,8% del PIL), ma le prospettive sono ancora più ambiziose. "Investire nei data center non è solo una scelta tecnologica, ma un imperativo economico", ha dichiarato Alessandro Talotta. "Entro il 2035, lo sviluppo di queste infrastrutture potrebbe contribuire fino al 6% della crescita annua del PIL, generando oltre 77.000 posti di lavoro qualificati". Talotta ha evidenziato il ruolo cruciale di Roma, dove Digital Realty ha lanciato il progetto ROM1, il primo data center del gruppo nella Capitale. Situato in un'area di 22 ettari (riqualificazione dell'ex centro ACEA), il campus è strategicamente vicino alla costa per interconnettersi con i sistemi di cavi sottomarini, le "autostrade" che collegano i continenti.
"L'infrastruttura deve essere in Italia per garantire la sovranità nazionale. È inutile avere le autostrade dei dati se poi teniamo le uscite chiuse. Roma è il ponte naturale verso Africa, Medio Oriente e Asia", ha sottolineato Talotta. Un punto chiave dell'intervento ha riguardato l'efficienza energetica. Talotta ha ribadito l'impegno verso la neutralità carbonica, citando l'obiettivo di abbassare il PUE (Power Usage Effectiveness) dagli attuali standard globali di 1,5 fino a 1,2. "Il percorso indicato dall'UE è virtuoso, ma dobbiamo accelerare sull'efficientamento degli edifici e sulla digitalizzazione. Non si tratta solo di costruire, ma di farlo in modo resiliente e sostenibile, utilizzando esclusivamente energia rinnovabile, come già avviene nel nostro campus ROM1". Nonostante l'attrattività del mercato italiano, Talotta non ha risparmiato un richiamo alle istituzioni sulle sfide pendenti: i tempi autorizzativi, la complessità burocratica e i costi energetici, che restano superiori rispetto a competitor diretti come la Spagna. "Siamo in una fase di apertura enorme verso l'industria. Dobbiamo creare condizioni di sistema adeguate per non frenare un volano economico unico. Il nostro obiettivo è partecipare attivamente a progetti come il Consorzio Gigafactory per garantire che l'Italia non sia solo un ospite, ma un protagonista della scena digitale mondiale".
Sul tema dell'intelligenza artificiale oggi è intervenuto con un videomessaggio all'eventi, anche il ministro del Made in italy, Adolfo Urso, che sta con la sua intensa attività sul tema ( Italia è primo paese europeo a dotarsi di una legislazione in materia) ponendo il nostro paese in un ruolo centrale nel settore europeo della intelligenza artificiale. "Stiamo rafforzando l'intera filiera dell'intelligenza artificiale. Dopo essere stati i primi in Europa ad approvare una legge sull'IA, abbiamo introdotto altri strumenti per lo sviluppo di questa tecnologia: dal Fondo specifico per il settore dell'Intelligenza Artificiale di Cdp, con 450 milioni di euro destinati alle tecnologie emergenti, alle attività dell'AI Factory presso il Tecnopolo di Bologna, alla fondazione AI4Industry di Torino, fino alla candidatura italiana per ospitare, con un grande consorzio nazionale, una delle future gigafactory europee dell'IA.
L'obiettivo è trasformare l'eccellenza della ricerca italiana in valore industriale, innovazione e nuova impresa, garantendo alle PMI l'accesso alla capacità di calcolo, vero motore di crescita". Ha detto il ministro URSO. Secondo il ministro, "i data center sono oggi strumenti chiave per la competitività dei nostri sistemi produttivi e per l'autonomia strategica europea. La posizione dell'Italia sulle rotte dei cavi sottomarini, le nostre infrastrutture digitali e i poli tecnologici di Milano e Roma ci rendono una piattaforma naturale per gli investimenti globali, con l'ambizione di diventare l'hub mediterraneo dei dati e della capacità di calcolo". Gli investimenti in Data Center "tra il 2023 e il 2025 hanno superato i 7 miliardi di euro e oltre 25 miliardi sono già stati annunciati per il prossimo triennio", ha aggiunto Urso.

