Meloni e Schlein hanno lanciato il rodeo elettorale: vogliono spiegare ai contribuenti quanto devono pagare nella “democrazia all’occidentale” per ottenere quello che ritengono di avere già pagato?
Il 14 dicembre, il Premier Giorgia Meloni chiude la festa di Atreju a Castel Sant’Angelo celebrando “il luogo in cui le idee, tutte le idee hanno diritto di cittadinanza. Questo è il luogo dove Nietzsche e Marx si davano la mano direbbe Antonello Venditti, cioè dove le identità si sfidano rispettandosi. Questo è il luogo in cui il valore delle persone si misura solo sui contenuti e chi scappa dimostra di non avere quei contenuti. Possiamo fare di più? Certo. Abbiamo fatto meglio della sinistra? Sicuramente!” E conclude lanciando due annetti di campagna elettorale.
“Noi siamo nati per osare, stupire, stravolgere, incidere, noi siamo nati per qualcosa di grande, noi sappiamo che in ogni cuore dorme una forza che attende solo la scintilla giusta. Saremo ogni giorno, in ogni scelta, quella scintilla, una scintilla di consapevolezza, di amore, di coraggio, l'accenderemo di cuore in cuore, di città in città, fino a farla divampare ovunque, la proteggeremo dai venti contrari e non la lasceremo spegnere mai, e se ci riusciremo, vi garantisco che noi non racconteremo la storia, noi la scriveremo. In contemporanea, vicino alla basilica di San Giovanni in Laterano, la segretaria dem Elly Schlein, apre l’assemblea nazionale.
“L'assemblea nazionale non è una kermesse, non è un evento che prevede spettatori. Voi siete tutti protagonisti a pieno titolo e rappresentate in questa sede il massimo organo dirigente di questo partito, una rappresentanza vera eletta e legittimata con un congresso, con primarie vere. Penso che fra poco sentiremo un’altra bella dose di propaganda da parte di Meloni, la manovra prevede crescita zero, gli italiani non stanno meglio, veniamo da 34 mesi quasi consecutivi di calo della produzione industriale, nonostante il nostro sforzo di portare gli investimenti del Pnrr. Questo governo di investimenti non ne ha fatti, ne ha messo solo uno, quello dannoso del Ponte di Messina, bloccato dalla Corte dei conti”. E conclude lanciando due annetti di campagna elettorale. Sono a proporvi per questi mesi un grande percorso programmatico per il Paese e nel Paese. E’ tempo di ascoltare il Paese. Da gennaio partiremo con un grande percorso per dare la parola all’Italia.
Questo diventerà il percorso con la coalizione sul programma. Ci sono tutte le potenzialità per mandare a casa questo governo e vincere le elezioni. Andremo al governo soltanto vincendo le elezioni”. Il 14 dicembre l’Amministratore delegato Giorgia Meloni e il Rappresentante dei soci di minoranza Elly Schlein dell’impresa Stato, il più importante centro strategico e produttore di servizi nazionale (a fine 2023, in base all’ultimo Rendiconto della Corte dei conti, conta 3.296.837 persone per un costo di 183,6 miliardi nell’anno 2023) rispondono ai contribuenti - agli azionisti che la stipendiano - finanziano ed il 12-13 dicembre hanno manifestato in piazza l’insoddisfazione per l’insufficienza dei servizi e le troppe tasse.
L’Ad Giorgia Meloni è sorpresa per la protesta di piazza e spiega: “noi abbiamo scelto di sostenere chi produce e chi lavora, così come abbiamo scelto di difendere il nostro Made in Italy (l'Unesco ha designato la cucina italiana “patrimonio immateriale dell'umanità”), abbiamo rimesso al centro il mondo produttivo (imprenditori, professionisti, artigiani, commercianti, agricoltori, lavoratori dipendenti italiani), l'Italia ha il numero di occupati più alto della sua storia e il tasso di disoccupazione più basso da decenni, la Vicepresidente della Commissione europea, Roxana Minzatu, ha dichiarato che i salari reali dell'Italia stanno mostrando una ripresa dopo anni di declino, riduciamo ancora l'Irpef, continuiamo a tagliare il cuneo fiscale, rendiamo più conveniente assumere, detassiamo i rinnovi contrattuali, sulla sanità pubblica abbiamo investito risorse mai viste prima (nel 2026, 6,5 in più rispetto al 2025, quasi 17 miliardi in più rispetto al 2022 per continuare ad assumere i medici e gli infermieri, aumentare le loro buste paga, abbattere le liste d'attesa, rafforzare la prevenzione), abbiamo sostituito il reddito di cittadinanza con il diritto al lavoro, il bonus monopattino con i soldi per le strade e le ferrovie, il cashback di Stato con il taglio dell'irpef, i banchi a rotelle con gli incentivi per le mamme lavoratrici, il bonus vacanze con il sostegno all'assunzione nelle strutture turistiche, il superbonus per ristrutturare gratuitamente le ville e i castelli con un piano casa per dare alle giovani coppie un alloggio a prezzi calmierati, abbiamo tagliato di due punti l'Irpef ai redditi fino a 50.000 € l'anno, dopo che già avevamo accorpato le prime due aliquote dell'irpef, abbassando le tasse a chi percepisce fino a 28.000 € l'anno.
Ma c'è però ancora molto da lavorare per irrobustire la crescita, per diminuire la bolletta energetica che affligge le nostre imprese, temi sui quali ci stiamo già concentrando”. E ricorda che ci sarà anche un prezzo da pagare per la difesa perché “per ottant'anni abbiamo appaltato la nostra sicurezza agli Stati Uniti d'America, fingendo che fosse gratis, solo che non lo era, c'era un prezzo da pagare e si chiama condizionamento. L'ho detto mille volte, la libertà ha un prezzo”. Il rappresentante più significativo dei soci di minoranza Elly Schlein giustifica la protesta di piazza e spiega: “salgono le spese militari, per avere accettato la richiesta di Trump di portarle al 5% per Pil. Meloni doveva fare come Sanchez e dire di No. Rischiamo di togliere altre risorse alla sanità pubblica. Salgono le tasse, la pressione fiscale è al 42,7%, non è mai stata così alta. Salgono gli affitti, se sei uno studente sono aumentati del 45%. Il governo mette zero sulla casa in manovra. Salgono le bollette, del 25% in un anno. Secondo la Cna le imprese artigiane pagano il 5% in più rispetto a un anno fa. Sale il caro vita e questa è un’esperienza che vivete tutti, dal 2021 al 2025 il prezzo dei beni alimentari è aumentato del 25% e i salari sono scesi di nove punti.
A Meloni chiedo: da quanto tempo è che non esce a fare la spesa? Provi a fare i conti, esca da Palazzo Chigi, faccia un giro in qualsiasi alimentare di quartiere. Il frigo degli italiani è vuoto, è sempre più vuoto”. “Proponiamo salario minimo, congedo paritario, di stabilizzare i 12 mila precari della giustizia che rischiano di restare a casa fra pochi mesi. Se al governo metteremmo 3 miliardi in più per assumere personale e combattere davvero le liste d’attesa, faremmo subito il salario minimo perché sotto i 9 euro è sfruttamento e, come terza cosa, abbatteremmo il prezzo energia scollegandolo da quello gas”. I “ma c'è però ancora molto da lavorare” del Premier Giorgia Meloni ed i “proponiamo-metteremmo-faremmo” di Elly Schlein, da un lato confermano che Istituzioni e Politici non sono ancora riusciti a fare quello per cui sono stipendiati e giustificano la protesta, dall’altro inducono a chiedersi: dove sono andati - dove vanno a finire i soldi dei contribuenti, perché non sono mai sufficienti e di quanti altri soldi ha bisogno questa “democrazia all’occidentale” per fare quello per cui i contribuenti la stipendiano?
Anche la celebrazione della riconquistata credibilità dell’Italia a livello internazionale è giustificata, anche se un po' esagerata, ed è un indiscutibile merito dell’Ad Giorgia Meloni ma con un costo improprio girato ai contribuenti (la credibilità è stata conquistata rubando soldi ai contribuenti per incominciare a rimette in sesto i conti che Istituzioni e Politici sono riusciti a scassare in poco più di un quarto di secolo). Il Premier Meloni dichiara: è una “Italia credibile per gli investitori, per le istituzioni internazionali, per i mercati finanziari, ma anche per gli italiani che scelgono di investire i loro risparmi in titoli di Stato. La credibilità è importante non solo perché produce orgoglio, la credibilità è importante perché produce ricchezza. Le agenzie di rating che rivedono al rialzo il giudizio, portandolo dove merita, cioè in serie A, lo spread che oggi è a un terzo rispetto a quando ci siamo insediati ed i tassi dei titoli di Stato che scendono, vogliono dire miliardi di euro di interessi risparmiati, soldi che possiamo investire sui bisogni degli italiani. Perché la verità è che le figuracce fatte negli anni sono costate: i governi che cambiavano in continuazione, secondo stime del Sole 24 Ore, ci sono costati in 10 anni 265 miliardi”.
Induce qualche giustificata perplessità anche lo storico delle decisioni di rating: siamo partiti da AA nel 1999 e siamo a B nel 2025 cioè le Istituzioni (soprattutto di garanzia dei contribuenti e di controllo) ed i Politici dovrebbero spiegare come, in poco più di un quarto di secolo, siano partiti con un debito classificato A e siano arrivati anche ad un gradino dal default (ma quanti soldi sono stati sprecati?).
Ed anche la grande soddisfazione per la discesa dello spread (sole24h del 16.12.2025 h.14) è giustificata ma il posizionamento non è poi così esaltante (e va ricordato che nell’anno 2000 era poco più di 50).
Non spiegano né l’Ad Meloni né il socio di minoranza Schlein di quanti altri soldi hanno bisogno e come intendono procurarseli per risalire nella classifica del rating-dello spread - per “fare di più di quel che è stato fatto” - per mutare i “metteremmo-faremmo” in “messo-fatto”. Inspiegabile e sorprendente che, non avendo mai soldi e non sapendo dove trovarli, l’Ad Meloni ed il socio di minoranza Schlein, non abbiano ancora messo in agenda il cambio dell’impianto di contrasto all’evasione fiscale che non la contrasta e si lascia fregare da 100 a 200 mdi all’anno (in base alle stime), nonostante sia operativo l’impianto che non se li lascia fregare (non se ne sono ancora accorti in più di un quarto di secolo).
Cioè, il 14 dicembre il Premier Giorgia Meloni ed il segretario dem Elly Schlein rispondono alle rimostranze in piazza dei contribuenti del 12-13 dicembre dichiarando che sanno cosa s’ha da fare e che, come esponenti di destra e sinistra, sanno fissare le priorità del fare e sono anche disponibili ad impegnarsi a fare ma, al momento, è meglio non rispondere (si ritroverebbero i contribuenti di nuovo in piazza) perché per ridurre le tasse ed aumentare il potere d’acquisto dei contribuenti dovrebbero ridurre le spese per i servizi (ed i contribuenti chiedono di aumentarle) e per migliorare-introdurre i servizi che migliorano la qualità-le condizioni di vita dei contribuenti dovrebbero aumentare le tasse (ed i contribuenti chiedono di ridurle). Vuoi vedere che hanno ragione i Trump – i Vance che chiedono ai contribuenti se possono ancora permettersi il lusso della “democrazia all’occidentale” che si svena per tutelare i diritti per tutti e per promuoverli gratuitamente ovunque (con i soldi dei contribuenti) e, non avendo mai soldi, ha la priorità di regalarli a chi non può pagarli rendendoli impraticabili per chi li paga.