L'epidemia di malattia da virus Ebola causata dal virus Bundibugyo (BVD) continua a rappresentare una grave emergenza sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo, dove la trasmissione del virus resta intensa e il numero dei contagi continua ad aumentare. L'ultimo aggiornamento disponibile, riferito al 15 luglio 2026, conferma un quadro ancora molto preoccupante: sono infatti 2.124 i casi confermati registrati complessivamente dall'inizio dell'epidemia, mentre il bilancio delle vittime ha ormai raggiunto quota 830 decessi, comprendendo anche i due morti registrati in Uganda.

Parallelamente emergono però segnali incoraggianti proprio dall'Uganda, dove non vengono segnalati nuovi casi ormai dal 21 giugno e dove è ufficialmente iniziato il periodo di sorveglianza di 42 giorni che, se non verranno individuati ulteriori contagi, consentirà alle autorità sanitarie di dichiarare concluso il focolaio nel Paese.

Oltre duemila contagi confermati
Secondo gli ultimi dati comunicati dalle autorità sanitarie e dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il peso principale dell'epidemia continua a ricadere sulla Repubblica Democratica del Congo.

I casi confermati complessivi sono 2.124, ai quali si aggiungono 20 casi registrati in Uganda e un caso individuato in Francia. Nel conteggio della Repubblica Democratica del Congo sono compresi anche due pazienti che, pur avendo contratto l'infezione nel Paese africano, sono stati successivamente evacuati e curati in Germania.

Il numero delle vittime continua purtroppo a crescere. Complessivamente sono stati registrati 830 decessi, dei quali 828 nella Repubblica Democratica del Congo e due in Uganda. Si tratta di numeri che confermano come l'epidemia resti estremamente grave e continui a richiedere una massiccia risposta internazionale.

Due evacuazioni sanitarie in Germania
L'impegno della comunità internazionale si riflette anche nelle operazioni di evacuazione sanitaria dei casi più complessi.

Il 13 luglio le autorità tedesche hanno notificato ufficialmente all'Organizzazione mondiale della sanità un nuovo caso confermato di Ebola da virus Bundibugyo in un operatore umanitario statunitense trasferito dalla Repubblica Democratica del Congo per ricevere cure specialistiche.

Si tratta del secondo cittadino americano evacuato verso la Germania dall'inizio dell'emergenza. Il trasferimento testimonia la stretta collaborazione tra i Paesi coinvolti e le organizzazioni internazionali nel garantire assistenza ai pazienti che necessitano di strutture altamente specializzate.

In Uganda parte il periodo decisivo di sorveglianza
Situazione completamente diversa in Uganda, dove il focolaio sembra ormai sotto controllo.

L'ultimo contagio risale infatti al 21 giugno 2026 e da allora non sono stati segnalati nuovi casi. Un ulteriore passo avanti è arrivato il 16 luglio, quando l'ultimo paziente ricoverato è stato dimesso dal centro di trattamento dopo aver ottenuto due test consecutivi con esito negativo.

Con questa dimissione è iniziato ufficialmente il periodo di sorveglianza rafforzata della durata di 42 giorni previsto dai protocolli internazionali. Se durante questo intervallo non emergeranno nuovi casi, il Paese potrà dichiarare formalmente conclusa l'epidemia.

Si tratta di una fase particolarmente delicata, durante la quale le autorità sanitarie mantengono alta l'attenzione attraverso un monitoraggio continuo della popolazione e l'eventuale identificazione tempestiva di qualsiasi caso sospetto.

Prosegue la risposta coordinata dall'Oms
Nella Repubblica Democratica del Congo, invece, la lotta contro il virus prosegue senza sosta.

Le autorità nazionali, con il supporto dell'Organizzazione mondiale della sanità e dei numerosi partner internazionali impegnati nella gestione dell'emergenza, continuano a mettere in campo un articolato piano di risposta.

Le attività comprendono il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica, il tracciamento sistematico dei contatti delle persone infette, la gestione clinica dei pazienti, il potenziamento delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni e il sostegno alle strutture sanitarie locali.

L'obiettivo resta quello di interrompere la catena di trasmissione del virus il più rapidamente possibile, limitando nuovi contagi e riducendo il numero delle vittime.

Nonostante i progressi registrati in Uganda, la situazione complessiva nell'Africa centrale continua quindi a richiedere la massima attenzione. Mentre un Paese si avvicina alla dichiarazione di fine focolaio, nella vicina Repubblica Democratica del Congo l'epidemia rimane ancora pienamente attiva e continua a rappresentare una delle più importanti emergenze sanitarie internazionali del momento.