Il fragile equilibrio tra il presidente repubblicano Donald Trump e il suo principale finanziatore dell'ultima campagna per le presidenziali, Elon Musk, è definitivamente saltato. Sabato, il magnate di Tesla e SpaceX ha annunciato la creazione di un nuovo partito politico, chiamato "America Party", scagliandosi apertamente contro la più recente mossa economica di Trump: la cosiddetta "big, beautiful bill", che secondo Musk "porterà l'America alla bancarotta".

L'annuncio arriva appena un giorno dopo che Musk aveva sondato i suoi follower sulla piattaforma X sulla necessità di creare o meno un nuovo partito. La risposta, a suo dire, è stata schiacciante: "Con un rapporto di 2 a 1, volete un nuovo partito e lo avrete!" Così, Musk ha ufficializzato la nascita dell'America Party con un messaggio chiaro: "Oggi si forma l'America Party per ridarvi la libertà".

Lo scontro tra Trump e Musk non è solo retorico. Musk ha duramente criticato il pacchetto fiscale firmato da Trump venerdì, una manovra che prevede tagli alle tasse e nuove spese pubbliche, definendolo un suicidio economico. Il contrasto tra i due è particolarmente esplosivo se si considera che Musk ha speso centinaia di milioni per sostenere la rielezione di Trump e ha diretto il Dipartimento per l'Efficienza Governativa (DOGE) fino a poco tempo fa, con l'obiettivo di ridurre il deficit.

Ma la luna di miele si è interrotta bruscamente. Musk accusa ora Trump di aver fatto esplodere il deficit federale, portandolo da 2 a 2,5 trilioni di dollari: "Questo manderà il Paese in bancarotta", ha scritto senza mezzi termini.

L'impatto del nuovo attivismo politico di Musk non si è fatto attendere. L'investment firm Azoria Partners ha annunciato il rinvio della quotazione del suo ETF legato a Tesla. Il CEO James Fishback ha chiesto chiarezza al board di Tesla sulle reali intenzioni politiche del suo fondatore, evidenziando come la nascita dell'America Party stia già erodendo la fiducia degli investitori. Dopo aver lasciato il suo incarico governativo a maggio, Musk aveva promesso di tornare a concentrarsi sull'azienda – promessa che ora sembra essere smentita.

In risposta, Trump ha minacciato di tagliare i miliardi di dollari in sussidi federali che SpaceX e Tesla hanno ricevuto finora. Un messaggio chiaro: chi si mette contro la Casa Bianca rischia grosso. All'interno del Partito Repubblicano cresce l'inquietudine, poiché questa faida potrebbe danneggiare le prospettive elettorali nelle elezioni di medio termine del 2026.

Nonostante le immense risorse economiche, l'impresa che Musk deve affrontare è colossale: scardinare il duopolio Repubblicani-Democratici, che domina la scena politica americana da oltre 160 anni. Per quanto Trump possa essere divisivo, i suoi indici di approvazione restano solidi, costantemente sopra il 40%.

La nascita dell'America Party segna una nuova fase nell'inquieta relazione tra potere economico e potere politico negli Stati Uniti. Musk ha lanciato il guanto di sfida, ma la vera domanda è se riuscirà a trasformare la sua rabbia contro l'attuale linea politica del GOP dando vita ad una forza politica capace di incidere. Finora nessuno ci è riuscito.

L'aspetto più probabile e pratico di questa mossa è che serva a convincere il partito repubblicano a far pressione su Trump perché nella sua magnifica riforma fiscale reinserisca gli incentivi per l'acquisto delle auto elettriche. Infatti, se l'America Party potrebbe avere scarso peso alle presidenziali potrebbe invece risultare decisivo per impedire la rielezione alla Camera e al Senato di molti congressisti GOP.