Tra le crepe di un asfalto che ancora scotta non cerco un'impronta o un nome scritto sui muri ma quel guizzo di magnetismo animale che piega la traiettoria della luce.
Cerco te nel disordine dei sensi dove la luna non è un disco d'argento pulito ma una ferita aperta nel fianco della notte una bocca di fuoco bianco che mastica il buio.
Ti cerco senza bussola e senza preghiere nel respiro corto di chi ha corso troppo dentro il ronzio elettrico dei desideri spenti e nel sapore di sale che resta sulla pelle.
Non sei una meta, sei un'urgenza un graffio di marea che sale dai polsi mentre il mondo fuori annega nel silenzio e io mi perdo nel tuo caos per ritrovarmi intero.


