Sull'attentato a Ranucci dalla Procura ancora nessuna pista da seguire
E' passato un mese dal grave attentato dinamitardo che ha fatto saltare in aria le macchine di Sigfrido Ranucci, conduttore di "Report" e della figlia, ma dalla Procura di Roma, titolare dell'indagine, stranamente ancora non sembra si abbiano piste da seguire per cercare di arrivare a dissipare i tanti dubbi intorno alla vicenda. E si che la vicenda sta alimentando la polemica politica, anche per le assurde insinuazioni di qualcuno su possibili legami tra la maggioranza di governo e la triste vicenda , sempre negate per la verità dal diretto interessato ( anche se in commissione antimafia, ha voluto secretare la risposta alla subdola ed assurda insinuazione del senatore cinque stelle Scarpinato ).
Insomma il pm Carlo Villani, titolare dell'inchiesta, non avrebbe ancora prodotto assolutamente nulla sulla vicenda, Non si ha notizia, infatti, di possibili piste da seguire o di qualche elemento fornito che potrebbe dare qualche indicazione. Nulla di nulla. e la cosa ha portato Fdi a chiedere un interrogazione al ministro della giustizia Carlo Nordio, per avere lumi sul corso delle indagini.
“Sull’attentato di un mese fa sotto l’abitazione di Sigfrido Ranucci le indagini sembrano ancora vagare nel buio. Non vorremmo che questo silenzio finisca per alimentare e sostenere la tesi a sinistra che l’attentato sia frutto di un clima antidemocratico dovuto al governo Meloni. Respingiamo ovviamente al mittente questa farneticazione e nel ribadire l’assoluta solidarietà nei confronti del giornalista colpito, mi auguro che quanto prima la Procura sveli gli autori che si celano dietro questo inquietante attentato, come ha chiesto il collega senatore Balboni in una circostanziata interrogazione”. Ha detto Raffaele Speranzon di Fdi, membro della commissione vigilanza Rai.
Ed è chiaro che i dubbi del senatore meloniano possano effettivamente alimentare le polemiche e le strumentalizzazioni che qualcuno, a sinistra, sta facendo per attaccare la maggioranza. Come non ricordare quanto detto dalla segretaria del Pd, Elly Schlein citando proprio l'episodio dell'attentato a Ranucci, all'assise socialista ad Amsterdam, quando accuso che le destre al governo sono un pericolo per la democrazia. Un accusa in parte poi ridimensionata dalla stessa Schlein, ma che ben rappresenta il clima che si respira oggi in Italia a livello politico.
Fare al più presto chiarezza su quanto accaduto al giornalista non è solo un dovere della giustizia, ma anche un modo per far abbassare i toni da parte di chi evidentemente, pur di attaccare la opposta fazione politica, non si fa scrupoli ad usare anche gravi casi di cronaca nera.