Abbattere fino all’80% il costo fiscale di un investimento in macchinari, impianti o immobili strumentali: è la realtà concreta che la Legge di Bilancio 2026 mette a disposizione delle imprese operative nel Mezzogiorno, attraverso una combinazione di due misure complementari: il Credito d’Imposta ZES Unica e l’iperammortamento.
Il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026 ha fissato le regole del gioco con precisione chirurgica. Non si tratta di indicazioni orientative: sono termini perentori, la cui violazione comporta la perdita totale del beneficio.
Ecco le date che ogni imprenditore del Sud dovrebbe già avere in agenda:
31 marzo – 30 maggio 2026 — Comunicazione Preventiva all’Agenzia delle Entrate. In questa fase l’impresa dichiara gli investimenti già realizzati o programmati nell’anno, indicando le spese ammissibili. Senza questa prenotazione, nessun credito d’imposta, anche se l’investimento viene effettivamente completato.
3 – 17 gennaio 2027 — Comunicazione Integrativa (consuntiva). L’impresa attesta l’avvenuta realizzazione degli investimenti entro il 31 dicembre 2026. Attenzione: gli importi non possono superare quanto dichiarato nella prenotazione iniziale.
Sono ammissibili al Credito ZES 2026: Nuovi macchinari, impianti e attrezzature
Terreni e immobili strumentali (nel limite del 50% del valore complessivo dell’investimento); Acquisizioni anche tramite leasing finanziario
Sono invece esclusi dall’agevolazione i settori: Siderurgia e carbone; produzione e trasmissione di energia; trasporti (con eccezioni per magazzinaggio e supporto logistico); finanza e assicurazioni.
La ZES Unica (Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno) nasce nel 2024 con l’obiettivo di unificare le otto precedenti zone speciali in un’unica grande area agevolata. Comprende Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Abruzzo, e dal 2026 si allarga anche a specifiche aree di Umbria e Marche, mappate nella Carta degli Aiuti a finalità regionale.
Si tratta di una misura voluta dal ministro degli Affari europei con delega al Sud Raffaele Fitto, volato poi a Bruxelles a fare il vicepresidente esecutivo della Ue. Una misura che ha avuto qualche intoppo all'inizio, ma dopo che Fitto nell'agosto del 2024 ha affidato la regia della struttura di missione creata ad hoc, all'avvocato campano Giosy Romano, i risultato sono stati da record. Molti, confindustria in testa, considerano la misura come un modello di sviluppo economico per tutto il paese, e la stessa cosa è stata detta dalla premier Giorgia Meloni durante la sua conferenza stampa di inizio anno.
Luigi Sbarra, il sottosegretario con delega al Sud, tre giorni fa ha definito la Zes unica come la principale leva di politica industriale per il Sud, capace di produrre risultati concreti in termini di investimenti, occupazione e semplificazione amministrativa, Intervenuto nella sede di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani (BAT) al convegno dedicato alle prospettive di sviluppo della Zes Unica Mezzogiorno., Sbarra ha spiegato che "I dati confermano l'efficacia della Zes Unica: tra 2024 e 2025, 17.378 richieste di credito d'imposta hanno attivato 12,5 miliardi di investimenti privati con 6,1 miliardi pubblici. Rilasciate 1.010 autorizzazioni per circa 6 miliardi di investimenti e 17.841 posti di lavoro, con tempi dimezzati."

