Nuove case, vecchi crimini: Israele dà il via libera al progetto E1, la tomba dello Stato palestinese
Il governo israeliano ha dato il via libera definitivo al controverso progetto edilizio noto come E1, destinato a collegare l'insediamento di Maale Adumim a Gerusalemme Est. L'annuncio è stato confermato mercoledì dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, che ha sottolineato come l'approvazione sia arrivata dalla commissione di pianificazione del ministero della Difesa.
Il piano prevede la costruzione di circa 3.400 nuove unità abitative, destinate "esclusivamente" agli ebrei israeliani, in un'area strategica della Cisgiordania occupata.
La realizzazione del progetto, congelata già due volte in passato (nel 2012 e nel 2020) a causa delle pressioni di Stati Uniti ed Europa, finisce in pratica per tagliare in due il territorio palestinese e di isolare Gerusalemme Est dal resto della Cisgiordania.
Secondo l'organizzazione israeliana Peace Now, i lavori infrastrutturali potrebbero iniziare già entro pochi mesi, mentre la costruzione delle abitazioni dovrebbe partire nell'arco di un anno.
Il ministro delle Finanze Smotrich, uno degli esponenti dell'ala ultranazionalista del governo Netanyahu, ha rivendicato la decisione con parole che non lasciano dubbi sulle reali intenzioni dello Stato ebraico:
"Lo Stato palestinese viene cancellato non con slogan ma con azioni".
Il progetto E1, da tempo osteggiato dalla comunità internazionale, rappresenta per il ministro il compimento di una promessa politica.
Il premier Benjamin Netanyahu non ha commentato direttamente la notizia, ma nei giorni scorsi, durante una visita a un altro insediamento in Cisgiordania, ha ribadito la sua posizione:
"Faremo tutto per mantenere la nostra presa sulla Terra di Israele, per impedire la creazione di uno Stato palestinese".
Il progetto E1 viene considerato dalla maggior parte delle capitali occidentali e dalle organizzazioni per i diritti umani come un colpo mortale al processo di pace. L'ipotesi della soluzione a due Stati — con uno Stato palestinese che includa Gerusalemme Est, la Cisgiordania e Gaza — sembra allontanarsi sempre di più.
Da Ramallah, il portavoce ufficiale della presidenza palestinese, Nabil Abu Rudeina, ha condannato con fermezza la decisione della sottocommissione per l'insediamento delle autorità di occupazione israeliane di approvare la costruzione di 3.400 nuove unità abitative nell'area E1, a est di Gerusalemme.
Secondo Abu Rudeina, questo progetto rappresenta una flagrante violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite, in particolare la risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza, che stabilisce l'illegalità di tutti gli insediamenti nei Territori palestinesi occupati, inclusa Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza.
Il portavoce ha accusato Israele di sfidare la comunità internazionale e le numerose dichiarazioni di condanna già espresse da diversi Paesi, sottolineando che l'attuazione del piano comporterebbe un'escalation estremamente pericolosa, con il rischio concreto di separare completamente il nord della Cisgiordania dal sud.
Abu Rudeina ha attribuito al governo israeliano la piena responsabilità delle conseguenze di quelle che ha definito "politiche aggressive e distruttive", avvertendo che potrebbero condurre a un'esplosione dell'intera regione.
La presidenza palestinese ha inoltre sollecitato un intervento immediato degli Stati Uniti per fermare "l'avventurismo israeliano" e costringerlo a interrompere quella che è stata definita una guerra totale contro il popolo palestinese. Abu Rudeina ha fatto riferimento non solo alle operazioni militari a Gaza e in Cisgiordania e alle violenze dei coloni, ma anche alle ripetute aggressioni contro i luoghi santi islamici e cristiani e al congelamento dei fondi spettanti all'Autorità Palestinese.
La comunità internazionale continua a considerare illegali gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, rilascia dichiarazioni indignate "anche" per questo nuovo ennesimo furto da parte dello Stato ebraico... ma NON FA NULLA perché Israele smetta di continuare a perpetrare i propri crimini. E grazie a questo, come è logico che sia, Israele continua a delinquere a danno del popolo palestinese... dal 1948.
TUTTO QUESTO NON È NORMALE.