Con “Battito Sincronico” di Lorenzo Forciniti, la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore si arricchisce di una nuova opera, disponibile anche nella versione e-book. Una vera e propria partitura orchestrale che mappa i ritmi del cuore e ne esplora le infinite sfumature emotive. La sua genesi - come racconta il giovane autore di Pistoia - è stata quasi indipendente dalla sua stessa volontà: è stato il cuore a decidere per lui, imponendosi con ardore, verso dopo verso, e alternando messaggi di eros, dolore, paura, stupore e confusione, ma suonando sempre i suoi tamburi con veemente sincerità. «Altro non ho potuto scegliere che ricompensarlo con il più alto degli onori: trainando questa danza d’emozioni sincroniche. Un’esternazione frammentata di brevi raptus emotivi». Dopotutto, noi stessi, ci ricorda Lorenzo, esistiamo grazie all’armonia del nostro battito, che ci trascina all’interno di un teatro in cui si esibisce un’incessante orchestra di emozioni. «Ogni strumento, ogni gioco melodico, rappresenta una frammento della nostra sinfonia interiore».
Il viaggio poetico si sviluppa lungo un cammino composto da cinque atti ben distinti. Si parte da un cuore solitario e coraggioso che, dopo l’incontro con l’anima affine di Psiche, scopre la propria vulnerabilità e cerca rifugio nella bellezza. Quando questa forza svanisce, si imbatte nel mutamento e in quel buio in cui impara, però, a scorgere l’invisibile. Il percorso si conclude non con una fine, ma con una rinascita: superata l’oscurità, la vita ritrova il suo ritmo, guidata dalla luce di una stella. «Approcciarsi a queste pagine - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - significa accettare una prossimità rara, di un’anima che, mentre si espone, cerca ancora un varco verso la luce».
Per avvicinarsi allo spirito profondo di Battito Sincronico, il poeta e scrittore Forciniti suggerisce una suggestiva allegoria: quella di un ballo di gruppo. Non tutti i partecipanti ne conoscono i passi e, forse, a qualcuno non piacerà nemmeno la melodia, eppure continuano a ballare, a ridere e a divertirsi insieme per il solo, potentissimo valore dell’unione e della connessione umana: «Sentirsi parte d’un legame più grande, il quale permette loro di scordarsi, momentaneamente quanto meno, d’essere soli».
L’ispirazione dell’opera - esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore - affonda le radici nell’esistenza stessa, accolta «con tutti i suoi colori; chiari, cupi, burrascosi, soleggiati». All’interno di questa visione, il dolore e la terapia non sono elementi separati, ma rappresentano il palmo e il dorso di una stessa mano che stringe il caos delle nostre emozioni. «Mentre la mano compone tremante, l’animo si svuota, alleggerisce la pressione che lo stava schiacciando». Pensata per essere idealmente accompagnata dal suono naturale della pioggia, la poesia di Lorenzo Forciniti si pone l’obiettivo più nobile dell’arte: «riaccendere in ognuno di noi le musicalità assopite e quella fanciullezza interiore che il tempo spesso rischia di spegnere».

