Premetto che qualunque patto, accordo o accordicchio che porti alla liberazione degli ostaggi e alla fine dei bombardamenti va bene. Pur di smetterla.

Resta che quello proposto da Trump, che occorre dirlo almeno ci prova, è (a mio avviso) una nuova schifezza.

E non poteva essere diversamente visto il modo in cui il presidente Usa ragiona. Infatti ha tutte le caratteristiche di una trattativa privatistica dove alcuni soggetti si mettono d’accordo per una acquisizione aziendale ostile.

Trump, infatti, ha trattato singolarmente quelle che sarebbero le utilità per ognuno dei partecipanti. A te un accordo di protezione militare, a te degli F35, a te lo sfruttamento del gas e a me la ricostruzione, e il tutto gestito da un Board con pieni poteri.

Non a caso viene definito così, Board cioè un consiglio di amministrazione con Trump presidente, ovviamente; Blair, l’uomo della British Petroleum amministratore delegato e il genero Jared Kushner direttore esecutivo.

Il genero è lo stesso palazzinaro instancabile che nel 2020 aveva immaginato per la divisione della Cisgiordania quella astrusa soluzione a macchia di leopardo che allego in foto [in pratica una riproposizione del Bantustan che il Sud Africa nel periodo dell'apartheid voleva mettere in atto per la popolazione indigena, cioè i neri. NdR].

Ora, invece, nessuna idea circa un futuro Stato palestinese né tantomeno della sorte degli abitanti rimasti; come nessuna garanzia che non si continui a “finire il lavoro”. Garanzie, certo che se il piano fosse stato presentato, e votato questa volta, dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu sarebbe stata ben altra cosa.

Un coinvolgimento più ampio della comunità internazionale, senza la sensazione che si tratti, come appare, della spartizione predatoria da parte di alcuni che non vogliono rispondere a nessuno di quel che fanno. Con buona pace del diritto internazionale che vale sì, ma solo fino a un certo punto! [recente affermazione del nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani. NdR

Con ciò, se gli ostaggi rimasti potessero tornare a casa vivi [comprese le migliaia di ostaggi palestinesi catturati dopo il 7 ottobre. NdR] e se a Gaza si smettesse almeno per un po’ di morire di bombe e di fame andrebbe bene ingoiare anche questo rospaccio.