A Gaza prosegue il tiro al bersaglio sui civili palestinesi che vanno a ritirare gli aiuti umanitari, mentre Katz minaccia l'imbarcazione di una ong diretta verso la Striscia
Questa domenica, il maggior numero di palestinesi assassinati dai nazi-sionisti dello Stato ebraico è stato registrato a Rafah, nei pressi del ponte Wadi Gaza, dove secondo alcuni testimoni le forze israeliane hanno aperto il fuoco sui civili che stavano cercando di prendere i pacchi di cibo lasciati dalla GHF, uccidendone almeno 13, mentre altri 153 sono rimasti feriti.
Gli attacchi israeliani sono continuati anche a Khan Younis, dove sono state uccise almeno due persone. A Gaza City, altri due palestinesi sono stati uccisi in un bombardamento israeliano vicino all'ospedale al-Shifa, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Wafa, che segnala la morte di altre persone a Jabalia, a seguito di un attacco aereo.
Le autorità sanitarie della Striscia hanno conteggiato 31 palestinesi uccisi a Gaza da questa mattina.
Il bilancio totale delle vittime dall'inizio della distribuzione degli aiuti tramite la società privata GHF, il 27 maggio 2025, è di 125 morti, 736 feriti e 9 dispersi.
I centri di distribuzione, creati in zone militari aperte e completamente sotto il controllo delle forze di occupazione dell'esercito dello Stato ebraico e di contractors statunitensi, si sono rivelate delle trappole in cui vengono attirate masse di persone affamate, che poi vengono prese di mira con proiettili ed esplosivi. Un tiro al bersaglio... l'ennesimo crimine contro l'umanità, in violazione delle norme della Convenzione sul genocidio del 1948.
Il Ministero della Salute di Gaza, oggi, ha poi lanciato l'allarme sugli ospedali al-Shifa e al-Ahli, gli unici due che servono la parte settentrionale di Gaza, ormai sul punto di cessare le loro attività, per carenza di personale e materiale sanitario.
In difficoltà, per le stesse ragioni, anche l'ospedale da campo della Croce Rossa, come ha reso noto in una dichiarazione odierna la direttrice Grace Osumo. Nelle ultime due settimane, l'ospedale è stato costretto ad attivare le sue procedure di risposta alle vittime di massa ben 12 volte, dopo aver ricevuto un gran numero di feriti da arma da fuoco e schegge. Ha osservato che il numero di casi ricevuti dall'ospedale in questo periodo ammonta a 916 casi, di cui 41 dichiarati deceduti all'arrivo. La stragrande maggioranza dei feriti stava cercando di raggiungere i siti di distribuzione degli aiuti umanitari.
Osumo, ha ricordato anche che, in base al diritto internazionale umanitario, i feriti devono ricevere cure mediche il più rapidamente possibile. A tal fine, le strutture sanitarie devono essere rispettate e protette, e devono essere adottate tutte le misure possibili per sostenerne la continuità operativa, garantirne la sicurezza e fornire loro le risorse vitali necessarie.
Ma se di fronte si ha un esercito di criminali sionisti al servizio di uno Stato ebraico governato da delinquenti che nulla hanno da invidiare a Hitler e ai suoi gerarchi... c'è poco da sperare.
Sempre quest'oggi, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l'esercito non permetterà alla nave umanitaria Madleen, che fa parte della Coalizione Freedom Flotilla, di entrare nelle acque di Gaza, definendo una delle attiviste a bordo, Greta Thunberg , un'antisemita!
Tra i 12 attivisti a bordo della Madleen, oltre all'attivista svedese per il clima Greta Thunberg, sono imbracati l'attivista brasiliano Thiago Avila e Rima Hassan, membro franco-palestinese del Parlamento europeo, a cui è stato impedito l'ingresso in Israele.
"Ho dato istruzioni all'IDF di agire affinché la Madleen non raggiunga Gaza. All'antisemita Greta e ai suoi amici, dico chiaramente: dovreste tornare indietro, perché non raggiungerete Gaza", ha dichiarato Katz in una nota. "Lo Stato di Israele non permetterà a nessuno di violare il blocco navale su Gaza, il cui scopo principale è impedire il trasferimento di armi ad Hamas, un'organizzazione terroristica omicida che tiene i nostri ostaggi e commette crimini di guerra", ha aggiunto.
La nave è partita dalla Sicilia domenica scorsa per una missione volta a rompere il blocco navale di Gaza e a consegnare aiuti umanitari, sensibilizzando al contempo l'opinione pubblica sulla crescente crisi umanitaria a 20 mesi dall'inizio del genocidio messo in atto dallo Stato canaglia di Israele.
"Il Ministro della Difesa israeliano - ha dichiarato Fredoom Flotilla Coalition su X - ha nuovamente minacciato di usare la forza illegale contro i civili, tentando di giustificare la violenza con diffamazioni infondate. Non ci lasceremo intimidire. La "Madleen" è una nave civile pacifica, disarmata e che naviga in acque internazionali con aiuti umanitari e difensori dei diritti umani. Questa missione è indipendente, guidata solo dalla coscienza e dalla solidarietà con Gaza. Ci troviamo attualmente a circa 160 miglia nautiche da Gaza. Precedenti interferenze del segnale hanno interrotto brevemente la nostra posizione, ma il nostro localizzatore è di nuovo funzionante. Rimaniamo calmi e preparati di fronte a una possibile aggressione israeliana. Invitiamo i governi di tutto il mondo a chiedere a Israele di ritirarsi. Non ha il diritto di ostacolare la nostra missione o di imporre il suo blocco illegale e brutale."