È da poco terminata la fiera dedicata alla piccola e media editoria ospitata a Roma alla Nuvola dell' EUR. Fra le case editrici che si sono presentate alla manifestazione, organizzata dall'Associazione Italiana Editori, c'era anche Passaggio al bosco, ritenuta da molti vicina a posizioni nazifasciste ed antisemite. Non solo a giudicare dal catalogo, ma anche per l'apologia nei confronti di tali ideologie.
Reagendo all'inclusione di questa casa editrice, molti scrittori ed editori hanno firmato una lettera aperta dove si dicevano contrari all'apertura dello stand di Passaggio al bosco.
Gli organizzatori hanno ignorato la protesta, secondo me giustamente.
Ho lavorato per 16 anni in una biblioteca comunale (gli anni più belli della mia vita) e non ho mai rifiutato nessun libro, dal Capitale di Marx al Mein Kampf, dalle bibbie “purgate” dei testimoni di Geova ai romanzi commerciali americani ai saggi sull'esoterismo.
Più cose si sanno, più obiettivamente si ragiona e più difficilmente si viene ingannati.
Attualmente, tutti quelli che aderiscono pubblicamente ad una corrente di pensiero, progressista o reazionaria che sia, passano il tempo cercando di censurarsi a vicenda e ad attaccarsi come se ognuno di loro fosse depositario di verità assolute, ma la Verità assoluta non è di questo mondo.
In una società che voglia definirsi libera e democratica si deve poter esprimere ogni opinione. Da censurare, casomai, sono le calunnie o affermazioni né comprovate né comprovabili.
Chi è sicuro delle proprie convinzioni non ha nessun bisogno di cancellare le opinioni altrui, casomai deve cercare ed esprimere gli argomenti per confutarle. Sarò pessimista, ma ho l'impressione che le moderne parti in contrasto, “destra” e “sinistra”, non possiedano più validi argomenti per discutere. Spesso, da ambedue le parti, i pochi argomenti portati sono deboli, attaccabili, confusi e contraddittori, a volte addirittura demenziali. E mi riferisco anche a ciò che gira sui social.
In ogni caso, il cittadino ha diritto di accedere ad ogni tipo di opinione ed informazione culturale, spetta ad esso decidere quali trova giuste e quali no. Sarà la solidità e la razionalità degli argomenti proposti a farlo decidere non certo l'arroganza di chi zittisce gli altri.
La censura è roba per vecchie dittature.

