Kōji Fukada debutta nel concorso principale di Cannes 2026 con Nagi Notes, un delicato melodramma che adatta l’opera teatrale Tōkyō Notes. Ambientato nella rurale Nagi, il film esplora il legame insolito tra Yoriko (Takako Matsu), scultrice solitaria, e l'ex cognata Yūri (Shizuka Ishibashi). Mentre Yūri posa per un busto ligneo, la quiete provinciale viene scossa dal riemergere di desideri inespressi e verità taciute.

Fukada decostruisce la famiglia tradizionale, indagando come i legami affettivi evolvano oltre le convenzioni. L'atto del modellare diventa una metafora per "scolpire il tempo" e svelare identità frammentate. Tra echi di un passato queer e la malinconia del lutto, l'arte funge da catalizzatore per affrontare la solitudine. Con una struttura a capitoli scandita dal calendario, Nagi Notes si conferma una riflessione universale sulla fragilità umana e sull'appartenenza, trasformando il silenzio della campagna in uno spazio di profonda rivelazione interiore.