La notte scorsa l'esercito israeliano ha assaltato Handala, la nave con cui la Freedom Flotilla tentava per la seconda volta di raggiungere Gaza portando aiuti umanitari. L'assalto è avvenuto in acque internazionali ed è quindi un atto illegittimo. A bordo della Handala c'erano 21 attivisti tra cui due parlamentari francesi e due giornalisti. Fanno parte dell'equipaggio anche due italiani: Antonio Mazzeo e Antonio La Piccirella. Tutte le persone a bordo della Handal sono state fermate e prelevate dai "pirati" dello Stato ebraico. Questo è l'ennesimo atto illegale che le IDF compiono, a ulteriore dimostrazione del disprezzo e del menefreghismo delle leggi internazionali, incluse quelle del mare.

Adalah – Centro Legale per i Diritti della Minoranza Araba in Israele - ha inviato un dispaccio legale urgente alle autorità israeliane, per chiedere informazioni sulla sorte delle 21 persone – tra cui giornalisti e parlamentari – che sono state rapite e detenute forzosamente, dopo che le forze navali israeliane hanno assaltato e sequestrato illegalmente Handala, una imbarcazione della Freedom Flotilla Coalition.

Le forze israeliane hanno intercettato e assaltato la nave Handala in acque internazionali, alle ore 23:43 (ora palestinese) del 26 luglio 2025. Da quel momento si sono persi i contatti con gli attivisti.

La missione civile e pacifica della Freedom Flotilla era dedicata ai bambini di Gaza. Prendeva il nome da Handala, simbolo nazionale palestinese creato dal vignettista politico Naji al-Ali. Il personaggio 'Handala' rappresenta un bambino profugo, a piedi nudi, che volge le spalle all'ingiustizia e ha giurato di non voltarsi finché ai rifugiati palestinesi non sarà concesso il ritorno alla loro terra.

La nave, partita nell'ambito delle missioni della Freedom Flotilla Coalition, fa parte degli sforzi continui della Coalizione per rompere il blocco imposto illegalmente da Israele contro la popolazione palestinese di Gaza: un assedio letale che si inserisce nel contesto del genocidio in corso con la strategia deliberata di imporre la fame agli abitanti della Striscia.

La nave della Flotilla non è mai entrata nelle acque territoriali israeliane, né era sua intenzione farlo; era diretta verso le acque territoriali dello Stato di Palestina, come riconosciuto dal diritto internazionale. Israele non ha alcuna giurisdizione o autorità legale sulle acque internazionali in cui navigava l'imbarcazione. L'intercettazione di Handala da parte di Israele e l'arresto di attivisti - pacifici e disarmati - che stavano trasportando aiuti umanitari, costituiscono una violazione del diritto internazionale.

Il blocco illegale di Gaza da parte di Israele rappresenta una illegale forma di punizione collettiva: viola in modo palese le misure provvisorie emesse dalla Corte Internazionale di Giustizia in merito al caso di genocidio aperto dal Sudafrica contro Israele. Gli attivisti hanno il legittimo diritto di consegnare aiuti umanitari ai civili affamati di Gaza. La Handala era disarmata e trasportava esclusivamente aiuti salvavita, medicinali, cibo e latte in polvere per bambini. Secondo la Freedom Flotilla Coalition, al momento dell'intercettazione la nave si trovava a circa 40 miglia nautiche da Gaza.

Alla luce delle passate esperienze sappiamo che, solitamente, la marina israeliana rimorchia verso il porto di Ashdod le imbarcazioni della Freedom Flotilla che intercetta; trattiene gli attivisti, spesso per molte ore, senza comunicare dove si trovano, il loro status e le ragioni per cui vengono detenuti, e senza permettere l'accesso alla difesa legale.

A bordo della Handala si trovavano 21 persone - tra cui due giornalisti e due parlamentari - provenienti da 10 diversi Paesi. Il team legale Adalah chiede la divulgazione immediata del luogo in cui si trovano gli attivisti e comunicazione del loro status legale; chiede inoltre che venga loro garantito l'accesso a un avvocato, al fine di permettere la rappresentanza legale di fronte alle autorità e ai tribunali israeliani. Il team Adalah intraprenderà tutte le azioni legali necessarie per garantire la sicurezza e il rilascio degli attivisti.

Nonostante le ripetute richieste, le autorità israeliane continuano a negare agli avvocati di Adalah l'accesso agli attivisti detenuti, impedendo di incontrarli per fornire la necessaria assistenza legale.

Adalah ribadisce che le persone a bordo della Handala partecipavano a una missione civile e pacifica, volta a rompere il blocco illegale imposto da Israele alla Striscia di Gaza. L'imbarcazione è stata intercettata in acque internazionali: il rapimento e la detenzione degli attivisti costituisce quindi una chiara violazione del diritto internazionale e il reato di sequestro di persona.