Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha dichiarato che i mediatori sono ancora in attesa della posizione ufficiale di Hamas sulla proposta presentata dal presidente statunitense Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza.

Il capo del governo di Doha ha spiegato in un'intervista a Al Jazeera che, fino ad ora, Hamas non ha ancora fornito un riscontro formale al piano. La risposta, ha precisato, richiede una posizione condivisa con le altre fazioni palestinesi. Secondo Al Thani, il movimento islamista ha mostrato responsabilità promettendo di esaminare attentamente la proposta.


Gli obiettivi del piano Trump

Il premier qatariota ha sottolineato che la proposta della Casa Bianca ha come obiettivo principale la fine del conflitto a Gaza, ma ha avvertito che ci sono punti che necessitano di chiarimenti e negoziati, in particolare la questione del ritiro delle truppe israeliane. Per Doha, il focus centrale resta porre fine alla guerra, alla fame, alle uccisioni e agli sfollamenti che colpiscono la popolazione della Striscia.


Il ruolo di Qatar, Egitto e Turchia

Durante l'incontro di lunedì con i rappresentanti di Hamas, sia il Qatar che l'Egitto hanno ribadito che la priorità assoluta è il cessate il fuoco. A tale riunione ha partecipato anche il capo dell'intelligence egiziana, Hassan Mahmoud Rashad, mentre la Turchia ha confermato il proprio coinvolgimento: fonti stampa hanno riferito della visita a Doha del capo dei servizi segreti di Ankara per prendere parte ai colloqui.

Secondo il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, gli intermediari hanno già consegnato a Hamas il documento elaborato sulla base del piano Trump. Il movimento palestinese, ha aggiunto, si è impegnato ad analizzarlo, sottolineando che "è ancora presto per parlare di una risposta ufficiale".


Impegno di Doha per Gaza

Al-Ansari ha ribadito che l'obiettivo di Doha è fermare la guerra e la carestia a Gaza, ringraziando Washington per l'impegno a sostenere tale percorso. Ha inoltre confermato che il Qatar è pronto a garantire ogni forma di sostegno per la ricostruzione e per l'invio di aiuti umanitari, in coordinamento con i partner regionali.

Accogliendo positivamente l'annuncio di Trump sulla creazione di un Consiglio per la Pace con il coinvolgimento degli Stati Uniti come garanti, Doha ha fatto sapere che continuerà a consultarsi con gli attori internazionali per non ritardare gli sforzi volti a consolidare il cessate il fuoco e avviare la ricostruzione della Striscia di Gaza.


Netanyahu manterrà la parola data a Trump?

Il presidente americano ha affermato che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accettato i principi della proposta. Tuttavia, il governo del Qatar ha chiarito che non commenterà singole clausole del piano, mantenendo una linea di mediazione volta esclusivamente a fermare le ostilità e a garantire un percorso concreto per raggiungere il cessate il fuoco.

 
Hamas in mezzo al guado

La natura della risposta al "piano di pace" proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump rimane poco chiara, nonostante alcuni sostengano che Hamas e altre fazioni propendono per l'accettazione. Ciò è quanto riportato a Reuters da una fonte palestinese a conoscenza dei fatti, aggiungendo però che "accettare il piano è un disastro, e rifiutarlo è un altro disastro, e che non ci sono buone opzioni sul tavolo".

Ma non bisogna neppure escludere sorprese. Infatti, secondo l'ex premier Ehud Barak, Trump ha imposto l'accordo a Netanyahu, e Netanyahu adesso starebbe cercando di sabotarlo... e non sarebbe certo la prima volta!