Nonostante le pressioni di Fratelli d'Italia per non modificare le nomine già effettuate, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha deciso di firmare il decreto di revoca del NITAG, il gruppo tecnico consultivo sulle vaccinazioni. La scelta arriva dopo la contestata designazione di due figure dichiaratamente scettiche sui vaccini: Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite.

Secondo quanto ricostruito da la Repubblica, i nomi del pediatra Serravalle e dell'ematologo Bellavite sarebbero stati inseriti dalla segretaria politica del ministero, Rita Di Quinzio, su indicazione di alcuni esponenti vicini a Giorgia Meloni.

Schillaci, fidandosi dei suoi uffici e senza verificare in modo approfondito i profili, ha firmato il decreto di nomina.

Una volta compreso l'errore, il ministro — medico di professione — avrebbe manifestato la volontà di rassegnare le dimissioni se non avesse potuto revocare immediatamente le nomine.

«La salute pubblica è un valore prezioso che va sostenuto con il rigore scientifico — ha dichiarato —. Dibattiti di altra natura ci allontanano dal nostro vero compito al servizio dei cittadini».

Schillaci ha respinto l'ipotesi di rinviare la decisione a dopo l'estate.

Eugenio Serravalle è docente di pediatria presso la scuola di osteopatia Sofi di Pisa e presidente dell'Associazione di studi e informazioni sulla salute (Assis), organizzazione nota per collegare i vaccini a patologie come l'autismo o la morte in culla.

Paolo Bellavite, ex ematologo e già docente di patologia generale, è da anni critico verso le vaccinazioni. Nel 2021, in diretta su diMartedì (La7), aveva messo in dubbio il rapporto beneficio/rischio dei vaccini anti-Covid. Ha inoltre pubblicato libri con Roberto Gava, medico radiato dall'ordine di Treviso nel 2017 per posizioni contrarie alle vaccinazioni.

Il caso ha creato imbarazzo nella maggioranza e messo in luce falle nei controlli interni alle nomine ministeriali. La decisione di Schillaci di procedere con la revoca, nonostante le pressioni politiche contrarie, segna un punto fermo a favore del principio di rigore scientifico nella gestione della salute pubblica.