Lo scorso 5 agosto, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha firmato un decreto per ricostituire il NITAG (Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni), organo strategico incaricato di supportare le politiche vaccinali.
Al vertice è stato nominato Roberto Parrella, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. Il comitato annovera 22 membri, tra cui figure di rilievo come Carlo Signorelli (Università di Parma e San Raffaele), Chiara De Waure (Università di Perugia), Carlo Petrini (Centro Nazionale Comitati Etici), e numerosi altri esperti da istituzioni, università e enti sanitari.
Tuttavia, tra i nominati, risultano anche Paolo Bellavite e Eugenio Serravalle, noti entrambi per posizioni critiche nei confronti dei vaccini — etichettati da molti come "no-vax".
La scelta non poteva non suscitare reazioni.
La SItI (Società Italiana di Igiene) ha parlato di "profonda contrarietà" per la presenza di due esponenti con visioni antiscientifiche, definendo il gruppo come compromesso nella sua autorevolezza. Anche la Fondazione Gimbe ha denunciato la decisione come un "atto di grave irresponsabilità politica e professionale" che mina la fiducia nella scienza. Alcuni politici, come esponenti del Pd e di Italia Viva, hanno definito la scelta "sconcertante", un "insulto alla medicina".
Paolo Bellavite, ex professore di Patologia Generale all'Università di Verona, negli anni scorsi si è distinto per posizioni apertamente critiche sulle vaccinazioni di massa, in particolare quelle anti-Covid. Ha firmato appelli contro l'obbligo vaccinale e ha sostenuto tesi considerate non supportate da evidenze scientifiche solide.
Eugenio Serravalle, pediatra e presidente di Associazione Medicina di Segnale, è autore di libri e articoli che mettono in dubbio la sicurezza e l'utilità di alcuni vaccini, sostenendo approcci "più personalizzati" alla vaccinazione. È stato invitato più volte in contesti e convegni noti per la diffusione di idee no-vax.
Poiché il NITAG è il braccio scientifico del Ministero della Salute per la politica vaccinale, formula raccomandazioni sui calendari vaccinali, sulla priorità di determinate campagne e sulla risposta a emergenze sanitarie e le sue valutazioni influenzano direttamente il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, acquisti di vaccini e strategie di comunicazione pubblica - quindi un organo tecnico con un impatto politico e sanitario enorme -, è oggettivamente incredibile come al suo interno possano essere stati nominate due persone che sono, di fatto, contrarie ai vaccini. La loro presenza nel NITAG potrebbe rallentare o paralizzare le decisioni, soprattutto in caso di nuove emergenze.
Questo è quanto ha dichiarato sulla sua nomina Eugenio Serravalle:
"La mia nomina a membro della commissione NITAG ha suscitato critiche, insulti, accuse. Alcune di queste non possono essere ignorate. Per questo motivo ho dato mandato ai miei legali di procedere con almeno quattro querele per diffamazione.“No vax”? È un'etichetta offensiva, usata per delegittimare e zittire. La giurisprudenza la considera un insulto. Incompetente? Sono medico, specialista, con una lunga carriera alle spalle. Come molti colleghi che oggi vengono attaccati solo perché pensano. Conflitti d’interesse? Nessuno. Chi ci attacca può dire lo stesso? Contrario ai vaccini? No. Pratico e insegno prudenza, come impone la deontologia medica e il principio di precauzione."La scienza non è un dogma, ma confronto, verifica, dubbio costruttivo. Chi ha dati migliori porti le prove. Io, se saranno più solide delle mie, lo riconoscerò pubblicamente". Dopo cinque anni di emergenza, è tempo di discutere pubblicamente, senza censure. Con rigore, sì, ma anche con coraggio. Il mio impegno è sempre stato – e resta – quello di servire la salute pubblica, con onestà e responsabilità".
E Paolo Bellavite? Lui ha affidato la sua "difesa" ad un articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana (!!!) dal titolo: "In pandemia decisioni su pressione di una falsa scienza - il caso bellavite".
Questo il commento della senatrice dem, Beatrice Lorenzin:
"Il ministro Schillaci non chiarisce i criteri che hanno portato alle nomine del NITAG, il Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni. Un silenzio imbarazzante che diventa scandaloso dopo lo sconcerto espresso sia da parte del mondo scientifico che da quello politico. Dice solo che il “mandato è quello di dare un contributo autorevole e pragmatico basato su rigore metodologico e evidenze scientifiche”.Ma se è quello l'intento, perché inserisce due profili controversi e riconducibili alle teorie anti vax propugnate già prima del Covid? Inoltre, se le nomine sono state fatte perché all'interno del comitato ci sia un “confronto nell'interesse della salute pubblica”, voglio ricordare al ministro che nella comunità scientifica ci si confronta su dati scientifici, non su congetture.I comitati tecnici non sono talk tv dove uno vale uno a prescindere da titoli e autorevolezza. Così questo comitato è destinato alla paralisi, creando, già solo per questo, un danno.Il timore di molti, purtroppo, è che le nomine siano state fatte, a differenza di ciò che dichiara a mezzo stampa, su “altre logiche”, secondo il principio “ci hanno votato e quindi facciamo quello che ci pare!”Francamente questo atteggiamento a cui ci ha abituato la narrazione della maggioranza è sempre inaccettabile, e ancor più incompatibile con le ragioni della scienza e della salute. Per questo vorremmo chiaramente sapere quali siano stati i criteri che hanno portato a nominare i membri del NITAG e quali siano gli obiettivi che il ministro si prefigge di raggiungere.Voglio nuovamente ribadirlo. Questa è solo l'ultima di una serie di scelte assurde: l'astensione sul piano pandemico dell'OMS e il voto sul Regolamento Sanitario Internazionale".
Una delle persone nominate nella nuova commissione, la direttrice del dipartimento di Prevenzione della regione Veneto, Francesca Russo, ha rifiutato l'incarico, mentre la FNOMCeO ha inviato una lettera al ministro Schillaci affinché riveda le nomine.


