A distanza d’un anno ed un mese dallo sfratto tempestoso, che ha permesso a Giuliano Castorina, presidente del comitato “Ridateci casa nostra!”, di ritornare in proprietà del suo immobile, permangono criticità a livello giudiziario, burocratico e finanziario: oltre alle spese condominiali mensili, arretrate, frutto della precedente occupazione abusiva, pari a quattromila euro, egli deve versare i canonici cento euro mensili per l’ordinaria amministrazione. A ciò si aggiungono le lettere dei vicini contenenti minacce, corroborate da insulti verbali ed intimazioni da parte di residenti arabi d’origine egiziana, amici dei precedenti occupanti: “Noi abbiamo a Catania una situazione assurda da anni d’emergenza nazionale e non basta avere l’esercito in strada.

Non è così che ci si libera da tutta sta brutta gente, che (ahimè!) abbiamo da sempre qui nelle nostre strade. In dodici anni di eventi ricordo come nelle sfilate di Candy Vip Models il duo Sofia e Simone, che mi portai pure a lavoro in un evento all’Absolut, giudicavano le figlie di politici, medici ed avvocati come poco di buono e parlavano di casa di punta, quando avevamo qualche coppia a fare il compleanno o qualche Miss a festeggiarsi una Laurea o una ricorrenza in una vasca idromassaggio, talvolta anche con amiche donne. – è la sgomenta denuncia di Castorina – Tutto questo parlare ha fatto sì che i vicini siano convinti che vi sia una rivendita di droga o una casa di punta, perché alcuni amici di Claudia, la mia ex compagna, si sono ritrovati senza casa, compreso il nuovo partner, ed hanno chiesto di restare per qualche giorno; ma, non trovando altro alloggio, sono rimasti pochi mesi.

È anche un signor Franco, che era il nostro maggiordomo di un vecchio b&b, che però anche lui aveva delle notifiche da ricevere e spesso coinvolgeva gente facendo intervenire carabinieri e polizia; quindi le camere sono state sempre tutte occupate, malgrado fossero in ristrutturazione e lo sono ancora in parte. L’accusa è infondata, perché c’erano semplicemente degli amici, che venivano a trovare Claudia e portavano birre o fumavano una sigaretta in compagnia. Ciò è stato scambiato per tutt’altro ed ha fatto sì che ho avuto un mese di vari controlli e pure ispezioni con cani e falchi alla ricerca di qualcosa, che qua non può esserci mai, perché non è quella la situazione; bensì tutt’altra.

Il condominio non sopporta neanche il suo nuovo compagno, con cui non sempre sono in buoni rapporti neanche loro; ma non ha casa e tutte queste lamentele, considerando che siamo qui da febbraio, è arrivare a prendere una porta privata profferendo ingiurie, calunnie e diffamazioni, che valgono solo per me in udienza, perché qui, per fare una denuncia contro ignoti (parte dei vicini) ce ne vuole, e ancora mi ritrovo la Polizia il giorno di ferragosto, che tutti sono al mare, considerato che ho perso un fratello a giugno dopo i miei e sono stanco di sentire proposte assurde, per le quali mi si offrono cinquemila euro per cedere il b&b, dove già, prima di insegnare agli ex gestori le prime fatture, registrazioni, le prime colazioni, check in e out, avevo speso qualcosa come oltre centomila euro. Non posso svendere o vendere le attività non avviate, anche se non escludo che in futuro lo farò.

In disoccupazione, cacciato dalla scuola con i soli extra, non è così semplice, soprattutto se si hanno altre persone a carico da sfamare. Importanti lutti, come mio fratello Luca, e truffe da persone rallentano i lavori, per non parlare di alcuni che promettono di aiutarti; ma di fatto non aiutano. L’unica cosa, che fanno, è diffamare una ragazza di 27 anni avente l’unica colpa di concepire un figlio con me e poi di tradirmi. Spero che i vicini si calmino e, se devono agire, procedano con vie legali senza prendere a calci la porta di casa mia, come belve. Claudia è vittima di stalking e persecuzione con la colpa di essere una bella donna, avere qualche vizio e dipendere da tutta sta gente, che tutto sono, tranne che amici, i quali vanno e vengono offrendole specchi per le allodole, persone che non hanno neanche da mangiare; altro che pagare! Costoro calunniano e diffamano un’attività, una persona o, peggio, una famiglia quasi unita; ma, dove vi è affetto, vi è una professione. Ricordo che regalai una torta di compleanno il primo agosto alla mia ex ragazza, la quale, dopo avere spento le candeline, non riuscì a mangiarne neanche una fetta. Io mi sono rattristato ad un simile scenario, poiché ho voluto fare un regalo alla madre di mio figlio.

Questo comportamento non sarebbe stato compiuto neanche dagli sfrattati, che tante brutte azioni hanno fatto tanto! I miei racconti sono fatti reali, al contrario di quelli del vicinato, che probabilmente blaterano per invidia, rabbia e gelosia o, per non dormire la notte, si permettono però di dire la regina sul pisello e varie calunnie, diffamazioni da prostituta a cornuto, a cose, che di fatto non sono lecite, né giuste specialmente dopo tutta la situazione avvenuta in passato”.