Il cuore del tennis agrigentino batte per il 40° Memorial Alfonso Pantalena
Ci sono storie che il tempo non riesce a spegnere. Anzi, diventano più luminose con gli anni. Quella di Alfonso Pantalena è una di queste: un ragazzo agrigentino, poco più che ventenne, con la racchetta sempre in mano e un sogno di medicina nel cuore. La sua corsa si interruppe improvvisamente nel 1986, ma da allora ogni settembre, ad Agrigento, il suo nome torna a vibrare forte, proprio là dove lui si sentiva più vivo: su un campo da tennis.
Dal 14 al 28 settembre 2025 si giocherà il 40° Memorial Alfonso Pantalena. Quarant’anni di partite, sorrisi, sfide, abbracci. Quarant’anni di amicizia e passione che hanno fatto di questo torneo non soltanto un appuntamento sportivo, ma una vera e propria celebrazione della vita.
Le prime edizioni nacquero dall’amicizia e dalla determinazione dell’ingegnere Fausto Nicosia, che volle dare subito forma al ricordo del figlio dell’amico Vittorio Pantalena. Da allora il Memorial ha viaggiato attraverso diverse sedi – dall’Hotel Akrabello, all’azienda agricola Misita, al Circolo del Tennis di Agrigento – fino ad approdare, dal 2018, al Tennis Club Città dei Templi, che oggi ne custodisce l’anima grazie alla passione instancabile di Alessandro Platania.
Per Alfonso il tennis era sangue e respiro, una passione ereditata dal nonno Manfredi Barbera, tra i fondatori del Circolo del Tennis di Palermo nel 1934, e coltivata in una famiglia che aveva già nello sport un cuore pulsante: il padre Vittorio, figura storica del basket italiano, prima atleta e poi presidente della Fortitudo.
A tenere vivo il legame familiare oggi è la sorella Roberta Pantalena, che racconta:
“Ogni volta che inizia il Memorial è come se Alfonso tornasse con noi. Lo sport che amava diventa il filo che unisce passato e presente, dolore e gioia, memoria e vita. È il dono più bello che potevamo ricevere: sapere che, quarant’anni dopo, Alfonso continua a correre su quei campi insieme a tutti noi”.
Quest’edizione, la quarantesima, sarà dunque più di un traguardo: sarà un abbraccio collettivo ad Alfonso, alla sua storia e a tutte le persone che, con impegno e cuore, hanno reso possibile questo lungo cammino.