Una giornata di mobilitazione nazionale
Il mondo del lavoro italiano ha risposto compatto all'appello della Cgil contro la guerra e i massacri in corso nella Striscia di Gaza. In decine di città, dalle metropoli ai capoluoghi di provincia, si sono svolti scioperi, cortei e presidi che hanno visto la partecipazione di decine di migliaia di persone.
Al centro delle rivendicazioni: cessate il fuoco immediato, riconoscimento dello Stato di Palestina, stop agli accordi militari e commerciali con Israele, apertura di corridoi umanitari.
Le parole di Michele De Palma (Fiom-Cgil)
A Bologna, in una piazza Roosevelt gremita, è intervenuto Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil:
“Abbiamo scioperato nelle fabbriche metalmeccaniche contro il genocidio a Gaza, così come in tutti i luoghi di lavoro, perché il Governo italiano, l'Unione Europea e gli Stati Uniti non stanno facendo abbastanza per fermare il massacro. Siamo scesi in piazza per restituire umanità alle nostre vite e a quelle dei palestinesi”.
Torino: sirene e barchette di carta per Gaza
A Torino, almeno duemila persone hanno riempito piazza San Carlo. La manifestazione si è aperta con il suono delle sirene per ricordare i bombardamenti. Centinaia di barchette di carta con i colori palestinesi sono state deposte sul selciato, in sostegno alla Global Sumud Flotilla. Presenti anche esponenti politici come l'ex sindaca Chiara Appendino (M5S).
Roma: presidio davanti a Montecitorio
A Roma, tra piazza Montecitorio e piazza Capranica, centinaia di manifestanti hanno chiesto con forza la sospensione immediata dei rapporti con Israele.
La segretaria confederale Lara Ghiglione ha dichiarato:“Non si costruisce la pace con il riarmo. Le risorse vanno destinate a chi è in difficoltà, non agli armamenti. Senza giustizia sociale si alimenta l'odio”.
Il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola, ha aggiunto:“Non ci rassegniamo alla barbarie. Il governo deve fermare gli accordi militari e commerciali con Israele. Ogni bambino che muore a Gaza è una sconfitta dell'umanità”.
Toscana: in 10mila a Livorno, cortei in tutta la regione
La Toscana ha dato una delle risposte più forti. A Livorno, oltre 10mila persone hanno partecipato al corteo partito da piazza del Luogo Pio.
Il segretario generale della Cgil Toscana, Rossano Rossi, ha denunciato:“Bambini spezzati, donne massacrate, famiglie deportate. È la negazione dell'umanità. Senza pace non c'è lavoro, senza giustizia sociale non c'è futuro”.
Nel pomeriggio sono proseguiti cortei a Firenze e Siena, con un'alta adesione allo sciopero in diversi settori produttivi, dalla logistica al tessile, fino all'alimentare.
Genova: sciopero esteso a 8 ore
A Genova, la Camera del Lavoro ha esteso lo sciopero a 8 ore. Oltre 5mila persone hanno sfilato in corteo attraversando la città fino alla Prefettura.
Igor Magni, segretario generale della Cgil locale, ha sottolineato:“Chiediamo una conferenza di pace sotto egida Onu, il blocco delle forniture di armi e il riconoscimento immediato dello Stato di Palestina”.
La denuncia della Confederazione Sindacale Internazionale
Sul piano globale, la Confederazione Sindacale Internazionale (ITUC) ha diffuso una lettera aperta definendo l'inazione politica su Gaza una “negligenza criminale”.
Nella nota si chiede:
stop immediato alla fornitura di armi;
cessate il fuoco;
accesso umanitario senza restrizioni;
rilascio di ostaggi e prigionieri politici;
riconoscimento immediato dello Stato di Palestina.
Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, oggi ha partecipato al corteo di Catania nel quadro della mobilitazione indetta dal sindacato in solidarietà con il popolo palestinese:“Quando si mette al centro solo il profitto e il mercato, le persone non esistono più. Questa logica folle che sta portando di nuovo il mondo alla guerra e al riarmo, noi non siamo disponibili ad accettarla. Vogliamo dare voce, e daremo voce e rappresentanza, a quello che riteniamo sia il pensiero della maggioranza delle persone”.
Lo slogan che ha unito piazze e fabbriche è stato chiaro: “Difendere la pace vuol dire difendere il lavoro”. Per i sindacati, la lotta contro la guerra a Gaza è parte integrante della battaglia per la dignità, i diritti e la giustizia sociale.


