L'Arabia Saudita ha recentemente comunicato agli Stati Uniti che la prospettiva di una normalizzazione dei rapporti con Israele è diventata più difficile. Secondo fonti informate, Riad indica nel comportamento israeliano in Siria uno dei principali fattori che ostacolano il raggiungimento di un accordo tra le parti.

Allo stesso tempo, i sauditi ribadiscono che la richiesta di collegare qualsiasi processo politico a un rafforzamento concreto della soluzione dei due Stati resta sul tavolo e non è mai stata esclusa dai negoziati. Questa posizione, riportata dall'emittente israeliana Kan, conferma che la questione palestinese continua a essere centrale nella visione saudita di una possibile normalizzazione.

Riad è inoltre uno dei tre principali sostenitori del nuovo assetto politico a Damasco, guidato da Ahmad al-Sharaa, insieme a Turchia e Qatar. Negli ultimi mesi, l'Arabia Saudita avrebbe inviato messaggi particolarmente duri a Washington in merito alle operazioni e alle mosse di Israele sul territorio siriano, considerate destabilizzanti.

Un esponente della famiglia reale saudita ha dichiarato questa settimana che a Riad si sta consolidando l'impressione che “Israele non voglia una Siria stabile, ma piuttosto uno Stato diviso”. La stessa fonte ha aggiunto che, sebbene la normalizzazione sia effettivamente legata alla questione palestinese, vi è la percezione che Israele stia ora puntando anche all'annessione del sud della Siria, un'ipotesi che avrebbe conseguenze dirette e negative sui rapporti con l'Arabia Saudita.

Inoltre, Riad ritiene anche che Israele non stia perseguendo una vera strategia di pace, ma preferisca mantenere uno scenario di scontro costante. Le politiche israeliane nei confronti della Siria, del Libano e della Cisgiordania vengono viste come elementi che minano seriamente le possibilità di sviluppare relazioni più strette.

Questo messaggio sarebbe già stato trasmesso agli Stati Uniti. A giudizio delle autorità saudite, senza un accordo di sicurezza che garantisca la stabilità della Siria, le possibilità di fare passi avanti verso una normalizzazione con Israele sono destinate a ridursi drasticamente.

Inoltre, visti gli ingentissimi investimenti dei sauditi nel tentativo di trasformare il loro Stato in una "mecca" anche del turismo, è logico pensare che la questione palestinese diventi per Riad centrale, perché collegata a qualsiasi strategia di sviluppo. Infatti, chi vorrebbe fare una vacanza in una regione del mondo in perenne conflitto?