Federico Montoli costruisce un universo narrativo ricco di suggestioni esoteriche e fantascientifiche. In questa intervista racconta la nascita degli sciamani, la clinica come simbolo del presente e il ruolo del dolore come strumento di consapevolezza. Un intreccio potente che non lascia indifferenti.

Bentrovato, Federico. Nel romanzo il male non è demonizzato, ma analizzato. Puoi approfondire questa prospettiva?
Il male a volte è necessario, è comunque un cambiamento che va accettato. Se vivessimo sempre su una giostra felice, non conosceremmo mai il dolore. Il dolore è quel cambiamento che ci fa assaporare la felicità, ci fa crescere. Senza il dolore non ci sarebbe crescita e non progredirebbe la vita. Il nostro compito a questo mondo è crescere, fare nuove esperienze fino alla fine dei nostri giorni, è questo che rende una vita vissuta. Se aspettassimo la felicità seduti comodi senza mai rischiare nulla, non cresceremmo mai e non scopriremmo che la felicità sta in tutte le cose che ci circondano, questo per quanto riguarda le piccole felicità. Per la grande felicità invece la troveremo quando tutti i piccoli tasselli delle piccole felicità andranno al loro posto. La vita è bella, è questo che vuole insegnarci paradossalmente il dolore.
La clinica misteriosa è un luogo cardine della storia. Per te cosa rappresenta realmente?
La clinica misteriosa è il nostro presente, dove tutto è possibile, dove ogni illusione può diventare realtà o diventare una pericolosa finzione. È una metafora da non sottovalutare, come lo è la vita per noi. Siamo noi stessi spesso in balia della nostra vita, a volte anche quando crediamo di averne il controllo, perché ciò è illusorio. Solo attraverso un grande sforzo possiamo sfuggire alle sue trappole e non cedere alle sue false lusinghe. Ogni giorno della nostra vita rappresenta una sfida, se tutto va liscio non significa che tutto vada bene, anzi, a volte è proprio questa grande illusione che ci mette in trappola. La vita è una conquista, non possiamo semplicemente sederci e aspettare che passi, ma dobbiamo andarle incontro ogni giorno.
L’equilibrio tra opposti attraversa tutto il libro. Qual è il messaggio principale che speri arrivi al lettore?
Vero o falso, giusto o sbagliato. È questo il dilemma che accompagna chi sta crescendo, verso il suo scopo finale, verso la sua consapevolezza. Attraversare in equilibrio questi fattori è il segreto di questa consapevolezza, concetto apparentemente semplice a dirsi ma di difficile realizzazione.
Il braccialetto misterioso è carico di simboli. Qual è il suo ruolo nel percorso dei protagonisti?
I braccialetti hanno diversi poteri, ognuno contraddistinto da un colore. Il percorso dei protagonisti è tutto sommato piuttosto semplice, in quanto sono guidati dallo sciamano che padroneggia i poteri del braccialetto, e qui si ferma la finzione. Nella realtà, ogni colore è una capacità che noi acquisiamo con l’esperienza e con quella risolviamo problemi che un tempo non sapevamo risolvere, ritenendoli impossibili da affrontare. Sono la chiave per attraversare la nostra vita, non eliminando le difficoltà, ma insegnandoci ad affrontarle e a superarle.

