Per Fitto il ruolo delle regioni è centrale nella nuova coesione
“ Una politica di coesione moderna, flessibile e radicata nei territori è essenziale per rafforzare l'Europa e costruire sviluppo e opportunità per tutti". Lo scrive su X il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto che ribadisce il suo impegno per una politica di coesione che sia inclusiva sulle Regioni. Già a dicembre il vicepresidente esecutivo Fitto ne aveva parlato a Roma, durante la conferenza delle Regioni.
Durante la riunione i presidenti delle Regioni italiane, avevano ribadito che la politica di coesione rappresenta uno strumento essenziale per la riduzione dei divari territoriali, per il rafforzamento della competitività e per il miglioramento dei servizi. Quindi si sono dette contrarie a qualsiasi ipotesi di centralizzazione della programmazione dei fondi e preoccupate per l'ipotesi di accorpamento in un Fondo unico di Coesione, Pac e fondi strutturali.
Le Regioni hanno sottolineato la necessità di confermare un approccio place-based, ovvero fondato sulle specificità dei territori, e di riconoscere il ruolo delle amministrazioni regionali già nella fase di programmazione, quale elemento centrale per garantire investimenti efficaci e sviluppo locale.
In questo quadro, la Conferenza delle Regioni ha rinnovato la richiesta al Governo di promuovere un coordinamento stabile in vista delle prossime fasi negoziali del QFP, al fine di contribuire alla definizione di posizioni condivise a tutela di un approccio territoriale, anche attraverso una chiara presa di posizione dell’Italia in sede di Consiglio europeo.
"Nei prossimi mesi proseguirà il lavoro avviato lo scorso anno per affrontare le principali sfide delle regioni europee, seguendo un approccio territoriale e valorizzando le specificità locali - spiega ancora Fitto- Dopo il lancio dell'Agenda per le Città, a dicembre scorso, già pienamente operativa, nel 2026 concentreremo il nostro impegno su alcune priorità strategiche: il sostegno alle regioni al confine orientale dell'Europa, che vivono ogni giorno le conseguenze della guerra alle loro frontiere; un'attenzione particolare alle regioni ultraperiferiche, territori europei lontani dalle capitali ma di grande valore strategico; il rafforzamento di isole e zone costiere, per sviluppare al meglio le potenzialità dell'economia del mare; la strategia 'Right to Stay', per contrastare lo spopolamento e offrire nuove opportunità alle regioni più fragili". Queste parole sono la prova che Fitto vuole smontare la narrazione che è stata costruita sulla volontà della commissione di sminuire il ruolo delle Regioni nella nuova politica di coesione. “ E’ impossibile immaginare la coesione senza le regioni“. Aveva detto due mesi fa Fittp, in occasione della presentazione della prima bozza di riforma del bilancio comunitario.
Il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, Raffaele Fitto, insomma dimostra ancora una volta di far seguire alle parole ( sempre poche) i fatti ( concreti e dimostrabili come nel vaso dei nuovi fondi per agricoltura appena annunciati dalla Presidente Von der Leyen) essere chiaro: anche se la struttura per il prossimo bilancio pluriennale cambia, non cambierà nella sostanza. “Le regioni continueranno ad avere lo stesso ruolo anche in futuro”, per continuare come fatto finora.
Come già per la Pac anche per la coesione la strada della commissione cercherà di seguire il percorso virtuoso fin qui perseguito. Quello che sta cercando di fare Fitto nel suo ruolo di commissario alla coesione è quello di arrivare ad una riforma orientata a semplificare e rendere più flessibile l'uso delle risorse, rafforzando appunto il legame con Regioni e Autonomie locali, integrando le politiche di coesione con il PNRR, e concentrandosi su obiettivi come la transizione verde, digitale, l'emergenza abitativa e lo sviluppo del Mezzogiorno, attraverso una revisione di medio termine che introduce maggiore efficienza e una programmazione più adattabile.